Giovedì, 29 Luglio 2021
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Ex Snia, a due mesi dall'annuncio di Zingaretti l'iter per allargare il monumento naturale è fermo

L'ampliamento era stato confermato il 4 maggio dal presidente. In una nota del 21 giugno, però, il direttore degli uffici regionali preposti scrive: "Nessun ampliamento è stato al momento disposto"

Prima, l’annuncio di Roma Natura. Poche ore dopo, il via libera di Nicola Zingaretti: “Dalla Regione Lazio arriva l’ok all’ampliamento del monumento naturale dell’ex Snia”. A quasi due mesi di distanza da quel 4 maggio, però, secondo quanto apprende Romatoday, l’istruttoria per la stesura del decreto che porterà ad estendere la tutela ambientale anche alla parte privata dell’ex area industriale, quella dove sorgono i manufatti della fabbrica, non è ancora partita. Come si legge in una nota del 21 giugno 2021, scritta dalla direzione regionale Capitale naturale Parchi e Aree protette, di cui Romatoday è in possesso, “nessun ampliamento è stato al momento disposto dall'amministrazione regionale”. Per “l'effettivo avvio del procedimento” si attendono “chiarimenti, informazioni ed integrazioni” da parte di Roma Natura che però ha spiegato a Romatoday di aver inviato tutti i documenti necessari. 

La possibilità di ampliare la tutela naturalistica ai 5 ettari rimasti di proprietà del costruttore Pulcini era contenuta nel decreto di istituzione del monumento naturale del lago Bullicante, approvato nel giugno del 2020. In quel momento, nonostante la richiesta dei cittadini e il parere favorevole di Roma Natura e del Comune di Roma, la Regione aveva deciso di escludere la parte privata per timore che i ricorsi avrebbero bloccato l’intero iter. Nel testo del decreto, però, era stato dato mandato a Roma Natura di valutare, entro un anno, una proposta di ampliamento. E così è stato. Come dichiarato più volte dal presidente dell’ente regionale che gestisce le aree protette di Roma, Maurizio Gubbiotti, anche l’ecosistema cresciuto tra i ruderi dell’ex fabbrica, dove sono stati individuati habitat protetti dall’Unione europea, aveva tutte le carte in regola per far parte del monumento naturale.

La proposta è approdata agli uffici regionali all’inizio di maggio 2021, al culmine di oltre un mese di denunce da parte degli attivisti del Forum territoriale permanente del Parco delle energie in merito alle attività di rimozione di alberi e vegetazione da parte del proprietario dell’area. Pochi giorni prima, l’assessore capitolino all’Urbanistica, Luca Montuori, aveva chiesto l’intervento della Prefettura e del ministero della Transizione ecologica per “valutare il danno ambientale”. Soprintendenza e Polizia locale avevano scritto all’autorità giudiziaria per ottenere un decreto di ispezione.

In quel contesto, Zingaretti ha subito appoggiato l’allargamento delle tutele ambientali a tutto il perimetro dell’ex fabbrica. Fonti regionali avevano spiegato a Romatoday che sarebbero stati necessari circa 60 giorni per la redazione del decreto, un altro mese per la pubblicazione, per lasciare il tempo ai soggetti coinvolti di depositare osservazioni, e infine, un passaggio in commissione Ambiente e la firma definitiva di Zingaretti. 

In base alle informazioni raccolte da Romatoday, però, quei tempi non sono stati rispettati. Anzi. Il 21 giugno 2021, rispondendo alla richiesta di accesso agli atti da parte della società proprietaria in merito all’iter di ampliamento, il direttore degli uffici tecnici regionali incaricati di redigere il decreto ha scritto: “Si conferma, innanzitutto, che nessun ampliamento è stato al momento disposto dall'amministrazione regionale, né tantomeno vi è stata l'apposizione di nuovi vincoli riferibili all'area”. Poi spiega: “Allo stato, è invero pervenuta alla nostra direzione regionale una nota dell'ente Roma Natura”, risalente al 3 maggio, con la proposta di ampliamento. A quella nota, spiega il direttore, “la nostra direzione” ha “risposto in via 'preliminare', chiedendo alcuni chiarimenti, informazioni ed integrazioni” per capire “l'effettiva portata della medesima”. Per questo “si è rinviato alla ricezione di tali elementi l'effettivo avvio del procedimento”.

La nota termina così: “Prendiamo atto con interesse, infine, della sua manifestata disponibilità in merito ad eventuali progetti o proposte di riqualificazione dell'area, da valutare congiuntamente con le amministrazioni pubbliche competenti o interessate e gli altri attori istituzionali”. Pur non avendo commentato direttamente la nota riportata da Romatoday, il fatto che l’iter dell’ampliamento è lontano dalla conclusione è stato confermato anche da fonti regionali.

Interpellato in merito da Romatoday, il presidente di Roma Natura, Maurizio Gubbiotti, ha spiegato di aver già provveduto da tempo a inviare tutti gli atti richiesti. “A fronte della mia proposta di inizio maggio, gli uffici regionali mi hanno chiesto una delibera formale, documento che ho firmato il 12 maggio del 2021. La Regione Lazio, inoltre, ha già risposto pubblicamente di aver accolto la proposta di ampliamento e gli uffici non possono che agire di conseguenza. L’indirizzo è chiaro. Il 4 giugno scorso mi è stato confermato che l’istruttoria era in corso e, inoltre, Roma Natura ha messo a disposizione i propri tecnici per facilitare l’istruttoria”, ha spiegato Gubbiotti.

Entro la fine di luglio, ha continuato il presidente di Roma Natura, “presenterò anche la proposta di regolamento del monumento naturale, elaborata insieme alle realtà cittadine, che dovrà poi essere approvato dalla Regione”. Il 9 luglio prossimo, inoltre, “parteciperemo come Roma Natura alla conferenza organizzata dal Forum. Quel giorno presenteremo il regolamento ma anche ulteriore materiale a sostegno dell’ampliamento del monumento all’area privata”. 

Gli occhi di residenti e attivisti sono tutti puntati su questo iter. La sindaca Virginia Raggi, incontrando i cittadini sulla piazza del Campidoglio, ha confermato insieme all’assessore Montuori che l’ampliamento del monumento è un tassello fondamentale per portare a termine la variante urbanistica e l’esproprio, soprattutto per la definizione dei costi. Il Forum territoriale permanente del Parco delle energie, che chiede da tempo sia l’ampliamento, sia la demanializzazione delle acque del lago (ancora ferma), sia l’esproprio dell’area per farci un bosco urbano, ha commentato: “La risposta politica di Zingaretti sembrava chiara. La notizia che nulla è stato fatto per avviare il procedimento mette a rischio un percorso già segnato”, le parole di Lorenzo Romito, architetto di Stalker e componente del Forum.

Il 9 luglio renderemo pubbliche tutte le argomentazioni a sostegno della consistenza di questo epicentro di biodiversità, che, anche alla luce di quanto è successo, richiede con urgenza di essere tutelato. Non vorremmo che la mancanza di operatività degli uffici possa preludere a una qualsiasi forma di accordo con la proprietà che negli ultimi mesi ha deliberatamente ridotto il valore ambientale dell’area. Un atteggiamento che non può essere premiato”. Per Romito la strada da seguire per ottenere un bosco urbano è quella dell’ampliamento delle tutele e dell’esproprio. “Là dove c’era una fabbrica che ha condizionato l’abitare dell’uomo e omologato il genere umano, oggi c’è una risorgenza di biodiversità. L’ex Snia non ha bisogno di un processo edilizio ma di progettazione e formazione per fare spazio a un possibile mondo in cui sopravvivere al cambiamento climatico. Dalla sindaca Virginia Raggi vogliamo sapere quando, come promesso in Campidoglio, effettuerà il sopralluogo all’ex Snia. Da Zingaretti, se ha ancora intenzione di portare a termine il procedimento di ampliamento del monumento naturale senza sottoporlo a nuovi, rischiosi, scenari politici”.

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