Prenestino Pigneto / Via Giovanni Maggi

Cassonetti via Maggi: "Più di un anno e non è cambiato niente"

E' passato più di un anno e la situazione è la stessa nonostante le iniziative, richieste, firme del comitato di quartiere e dei residenti della zona

Ormai è più di un anno che la situazione non si sblocca. E pensare che si tratterebbe semplicemente di dislocare otto cassonetti ammassati tra i civici 75 e 89 di via Maggi, nel quartiere Prenestino. E pensare soprattutto che la soluzione sarebbe a portata di mano, che sono mesi e mesi che i cittadini e il comitato Municipio6 si battono con le istituzioni per risolvere il problema, purtroppo, senza ottenere i risultati sperati. Anzi, neanche l'ombra.

LA QUESTIONE - Topi, insetti e una puzza che appena si alzano le temperature non è sopportabile. Quella di via Giovanni Maggi è una storia di disagio che da 2 anni e mezzo non si smuove di una virgola. Tutto è cominciato nel marzo 2009 quando l'amministrazione ha ordinato un divieto di transito ai mezzi pesanti, tra cui i camion dell'Ama, in seguito all'apertura di una voragine nel manto stradale, obbligando la stessa Ama a modificare i giri per lo svuotamento dei cassonetti che sono stati a loro volta dislocati. Otto di questi stanno oggi in via Maggi e sono diventati il nemico numero uno dei residenti della zona, ormai appestata dalla mini discarica.

LA SOLUZIONE - Lettere di denuncia ai giornali, una raccolta di firme del comitato Municipio6 e una mozione passata alla commissione competente. Il tutto per concretizzare quella che cittadini, comitati e politici considerano l'unica soluzione possibile: invertire i sensi di marcia (che tornerebbero come erano prima della voragine) e spostare i secchioni sull'altro lato della strada, di fronte a un giardino. Sulla carta pare semplice e tutti, o quasi, sembrano concordare sulla logicità della mossa. Nei fatti però gli ostacoli sono all'ordine del giorno. Di marzo scorso l'approvazione della mozione in commissione, poi il consiglio municipale e il colpo di scena: il "no" dei vigili urbani all'inversione. Un "no" che, a quanto raccontato da chi era presente, non avrebbe ragione alcuna e che, a distanza di mesi, continua a non trovare una giustificazione plausibile, nonostante le infinite richieste dei cittadini agli uffici competenti.


IL COMITATO M6 - Questo l'ultimo messaggio, decisamente amaro, lasciato online dai membri del comitato di quartiere. "Purtroppo non è più sufficiente dire che sono passati mesi, è dall’ottobre del 2010 che stiamo cercando di supportare i cittadini di via Giovanni Maggi nel manifestare il loro diritto a risolvere una problematica che affligge la loro via sin dal 2009, ma nonostante tutto ancora non siamo riusciti ad arrivare ad una soluzione". E ancora: "siamo riusciti a suscitare l’interesse di tutti, e questo ci fa piacere; Siamo riusciti a dare ai politici che ci rappresentano una materia concreta sulla quale lavorare, ed anche di questo siamo molto soddisfatti; Siamo riusciti a mettere in moto un meccanismo di partecipazione e di sussidiarietà elevato e questo ci rende orgogliosi, ma ad oggi, non siamo riusciti ad ottenere il nostro obiettivo e di questo siamo profondamente delusi".

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