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Villa Gordiani, dalle case popolari piovono cornicioni: "Vogliamo aspettare il morto?"

Gli inquilini denunciano il problema da ormai due settimane. "Vengono giù sassi, anzi pezzi di balconi e tegole e rischiamo ogni volta che entriamo o usciamo dal portone di venir colpiti"

In viale della Venezia Giulia piovono cornicioni. Siamo nelle case popolari di villa Gordiani, lotti degli anni '50 dove la manutenzione degli edifici è un ricordo lontano, che oggi cadono a pezzi. Da una quindicina di giorni gli inquilini parlano di emergenza. 

I RACCONTI - "Vengono giù sassi, anzi pezzi di balconi e tegole e rischiamo ogni volta che entriamo o usciamo dal portone di venir colpiti...per non parlare del rischio che corrono i passanti". Sono esasperati, "vogliamo aspettare il morto per intervenire?". 

"Quindici giorni fa - spiegano gli inquilini - la situazione si è fatta talmente pericolosa che abbiamo chiamato i vigili del fuoco, hanno transennato la strada intorno all'edificio e fatto mettere dei bandoni di metallo per evitare che i pezzi del palazzo cadano quando si entra nel portone". Ma a quanto pare è servito a poco. 

"Ieri - raccontano - una donna è stata nuovamente sfiorata da un pezzo di cemento. Non è possibile continuare così, sono 15 giorni che segnaliamo al Comune di Roma il problema ma nessuno ci ha risposto, come avviene da anni quando viene sollevato un problema. Ovviamente non è soltanto la nostra palazzina ad avere problemi, in tutto il comprensorio da tempo non viene fatta la manutenzione".

"Abbiamo anche un amministratore di condominio, come prevede la legge quando ci sono più di 8 inquilini, ma la situazione - sostengono - non si sblocca. Non vogliamo che i bambini residenti nel nostro stabile possono subire gravi incidenti e soprattutto non vogliamo il morto...Possibile - si chiedono - si debba intervenire soltanto quando la tragedia è avvenuta?". Visto e considerato che il problema è ormai datato.

OTTOBRE 2012 - Due anni fa Romatoday già documentava lo stato di abbandono di quei lotti. Mura che si sgretolano solo a guardarle, barriere architettoniche assenti, fogne che se piove è meglio non trovarsi in zona e topi che spuntano dall'erba chilometrica mai tagliata. 

"Roba che se ti pigliava in testa ti apriva in due, è stata un miracolo" raccontava al tempo la signora Piera, residente nel lotto di via Cherso da 57 anni indicando un pezzo di tegola caduto dal tetto. "I calcinacci li abbiamo tenuti così quando viene l'amministratore glieli facciamo vedere, e comunque non è la prima volta che succede, il tetto è vecchio e i piccioni che ci stanno sopra causano la caduta delle parti pericolanti. Non possiamo andare avanti così". Era ottobre 2012. 

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