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Villa Gordiani, il controappello a Totti del consigliere Diario (M5s): "Il campo non c'è più. Damme na mano a faje capì perché"

Pubblichiamo la replica del presidente della commissione capitolina Sport ai cittadini che criticano la decisione di demolire il campo. Con un commento

Ieri Romatoday ha riportato la lettera di un gruppo di cittadini di Villa Gordiani che ha scritto un appello a Francesco Totti in merito allo storico campo da calcio di viale della Venezia Giulia, chiuso da anni e demolito nel giugno del 2019 per volere dell’amministrazione del V municipio. “Il campo dove hai giocato non c'è più. Dacce na mano”, il virgolettato riportato nel titolo che ben sintetizza tutta la lettera comparsa sulla pagina Facebook Borgata Gordiani.

Dopo questo il presidente della commissione Sport del Comune di Roma, Angelo Diario, ha indirizzato alla redazione di Romatoday una lettera che pubblichiamo di seguito con una nota della redazione e un commento dei cittadini dell'Asd Villa Gordiani che da anni si battono per la riapertura del campo.

Riprendendo il titolo dell'articolo mi verrebbe da dire: il Presidente della Commissione sport si appella a Totti, “Il campo dove hai giocato non c'è più. Damme na mano a faje capì perché”. Senza scomodare l'ex capitano della Roma, scrivo alla redazione del giornale perché penso che sia doveroso da parte mia fare chiarezza e spiegare ai vostri lettori per quali motivi l'ex campo da calcio è stato dismesso.

Il parco di Villa Gordiani rappresenta un unicum, paragonabile alla Villa dei Quintili sulla via Appia Antica e alla Villa dei Sette Bassi tra la via Tuscolana e la via di Capannelle. Gli scavi archeologici effettuati negli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso hanno riportato alla luce ritrovamenti riconducibili all’area tardo repubblicana. Sul lato settentrionale ritrovamenti riguardanti il c.d. ‘Mausoleo Rotondo’ risalente all’inizio del IV secolo d.c., la Basilica edificata come basilica funeraria di età costantiniana, due cisterne riconducibili ad un complesso termale e due aule della metà del III secolo d.c., di cui una a pianta ottagonale, caratterizzate da una volta a conchiglia decorata con stucco. 
Nella parte meridionale delle via Prenestina sono presenti due grandi cisterne per la raccolta dell’acqua e presumibilmente collegate al vicino Acquedotto Alessandrino. 

Il Parco di villa Gordiani è, quindi, una delle più grandi e fastose ville del suburbio romano e sottoposta ad un vincolo archeologico e paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004. La Giunta Municipale dall’inizio del suo mandato elettivo ha o portato avanti un progetto di valorizzazione di questo importante complesso archeologico e monumentale e con le Direttive 18/2017 e 32/2017 ha formulato un indirizzo mirato ad un protocollo di intesa tra Sovrintendenza Capitolina, Dipartimento Ambiente ed il Municipio stesso.

Il ripristino dell’area del campo di calcio di Villa Gordiani a verde pubblico, con la demolizione di alcuni manufatti abusivi e con presenza di eternit (eh già, gli spogliatoi dove il piccolo Totti si andava a cambiare erano pericolosi per la salute umana, in quanto la loro copertura era realizzata in amianto), è solo uno degli interventi previsti ai fini della riqualificazione dell’intera area. 

Si prevedono, infatti, numerosi altri interventi quali il restauro del complesso dei Gordiani, tra cui l’aula ottagona e la costituzione di un centro documentale presso la casa del custode dove verrà attivato un centro informativo per la conoscenza e la fruibilità del sito archeologico.

Non c’è, quindi, una volontà di ostacolare lo sport, ma, piuttosto la volontà è quella di preservare una delle ultime tracce dell’agro romano antico presenti all’interno della città consolidata,  un’area che ricade completamente all’interno del Comprensorio “Ad duas lauros”, area di interesse archeologico vincolata già dal 1995 (D.M. del 21.10.1995) dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali.

Il Municipio ha già individuato le nuove aree dove poter costruire un nuovo impianto sportivo pubblico, queste nuove aree distano circa cinquecento metri dal cosiddetto campo Gordiani, sono aree in stato di abbandono e, pertanto, l’operazione comporterebbe anche una valorizzazione delle stesse. Non bisogna aver paura di demolire per poi ricostruire, non sempre pianificare vuol dire burocrazia e burocrazia non vuol dire, sempre, anni d’attesa prima che qualcosa si riesca a cambiare.

Il territorio del Municipio V è secondo soltanto a quello del Municipio I per quanto riguarda i beni archeologici e, senza scomodare l’art. 9 della Costituzione italiana, tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico è un dovere soprattutto morale.

Anche lo stadio di Sarriá a Barcellona, costruito nel 1923, è stato demolito 1997 e al suo posto è sorto un parco. Proprio quello stadio, nel Mondiale del 1982, l'Italia sconfisse l'Argentina 2-1 ed il Brasile per 3-2 in quella che è rimasta nota presso la stampa brasiliana come Tragedia del Sarriá. Eppure lo stadio lo hanno demolito lo stesso, malgrado ci avessero giocato tanti campioni del mondo come Totti”.

Il video: Municipio al lavoro per smantellare il campo

Romatoday segue la vicenda del campo da calcio di Villa Gordiani da diverso tempo e, di fronte a questa lettera, ci tiene a precisare alcuni punti.

Il primo. L’amministrazione del V municipio ha da sempre basato la decisione di demolire il campo da calcio sull’idea che la valorizzazione archeologica dell’area, a cui è legata la speranza di attrarre turisti come nel centro storico della città (che non se la sta passando molto bene), sia in contrasto con la possibilità di mantenere e ristrutturare un campo da calcio presente da sessant’anni, a lungo affidato in gestione dal Coni. Il valore dell’area archeologica e la necessità della sua tutela non sono da mettere in dubbio ma il nodo della coesistenza impossibile nell’area tra le due cose non è mai stato pienamente chiarito e la decisione non è stata assunta con trasparenza. Secondo quanto apprende Romatoday, infatti, la Sovrintendenza di fronte alla comunicazione di alcuni manufatti abusivi non può che chiedere il ripristino dei luoghi ma la decisione in merito al fatto che il campo non può stare in quella posizione è stata assunta dall'amministrazione a Cinque Stelle.

Da qui passiamo al punto due. Il nuovo campo: se è vero che è stata individuata una nuova area (vicino a parco Pasolini) è anche vero che ad oggi non c’è nemmeno il progetto. Nessuno può dire quando, come, in che tempi e costi, sorgerà il nuovo campetto. 

Punto tre: il dialogo con i cittadini. Nonostante l’accesa battaglia dei cittadini, da parte dell’amministrazione municipale non è mai stato avviato un vero confronto. Come riportato in diversi articoli da Romatoday, l’Asd Villa Gordiani aveva elaborato una proposta di progetto per la riqualificazione del campo chiuso da tempo, che non è stata presa in considerazione. La richiesta, però, in un quadrante ricco di reperti archeologici ma molto più povero dal punto di vista dei redditi era quella di uno spazio per lo sport, la socialità e le associazioni cittadine accessibile a tutti. A questa richiesta non è arrivata alcuna risposta. 

Infine. Anche la valorizzazione dell’area archeologica è in ritardo. Proprio nel corso della commissione capitolina Cultura che si è tenuta ieri è emersa, per l’ennesima volta, l’impossibilità di stabilire una data per l’inizio dei lavori al mausoleo. L’iter è stato completato, il contratto è stato predisposto eppure a causa di un trasloco in corso negli uffici preposti non è possibile dire quando verrà apposta la firma per dare il via ai lavori. La stessa presidente di commissione Eleonora Guadagno ha sottolineato come siano state comunicate tante date ai cittadini che poi non sono state rispettate. 

Interpellati da Romatoday i cittadini dell’Asd Villa Gordiani, che da tempo si battono per la riapertura del campo da calcio, hanno commentato: “Non sappiamo nulla del nuovo campo. Alcune ipotesi sono state paventate nei mesi scorsi ma le aree identificate non erano consone e comunque non è stato pubblicato alcun bando in merito. Il campo di Villa Gordiani, invece, era stato creato negli anni 50 dal Comune di Roma per il quartiere di Villa Gordiani, che era appena nato, e in tutti questi anni il problema dei vincoli non è mai emerso. Se il bando per la tutela del mausoleo è prossimo a partire, quello per la Torre degli Schiavi, più vicina al campo ma non coincidente, non è partito perché il municipio non ha presentato alcun progetto. L’unica cosa certa”, concludono “è che oggi il campo non c’è più e al suo posto c’è un prato con l’erba alta. Asd Villa Gordiani continuerà a premere perché il campo rinasca là dove è sempre stato”.

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