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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Prenestino Castelverde / Via Prenestina, Km., 19300

Lago ex Snia, la Giunta Raggi approva la variante urbanistica. Ma l’ampliamento del Monumento naturale resta lontano

Un passo in avanti in previsione dell'esproprio chiesto dai cittadini per estendere il perimetro del Parco delle Energie

Via libera alla variante urbanistica. Sul lago ex Snia la giunta Raggi ha firmato la delibera che approva un’attesa modifica al Piano Regolatore. Un passo in avanti nel lungo percorso finalizzato all’ampliamento dell’area verde di via Prenestina. Ma non è ancora il passo decisivo.

I 5 ettari attesi dai residenti

Il Monumento naturale istituito dalla Regione Lazio nel 2020, non contempla tutte le superfici che i comitati locali chiedevano venissero annesse. Mancano ancora 5 ettari che sono in mano ad un privato, il costruttore Pulcini. L’ente governato da Zingaretti, per evitare rallentamenti legati a possibili ricorsi, aveva evitato di inserire quelle aree nel perimetro del Monumento naturale. In sostanza si era puntato prima a preservare le superfici intorno allo specchio d’acqua, tenendo aperta, per il futuro, la possibilità di ampliare il cosiddetto Parco delle Energie. Anziché l’ampliamento atteso, però, sono arrivate le ruspe e le proteste di quanti hanno ripreso a chiedere d’imprimere un’accelerazione agli espropri.

Non basta la delibera di Giunta 

Per provvedere all’acquisizione delle nuove aree, è necessario coinvolgere due livelli istituzionali. Il comune e la regione. Il primo deve approvare una delibera in Aula. Ha provato a farlo in zona Cesarini, con la seduta del 16 agosto, quando ormai la maggioranza Cinque stelle aveva perso i numeri per governare l’assemblea. La delibera della Giunta, quindi, non è l’atto che si attende dal Comune. Serve più che altro a manifestare l’intenzione dell’organo di governo dell’amministrazione cittadina, la giunta appunto.

Il passaggio che manca in Aula Giulio Cesare

Per dare concretezza alla delibera di variante urbanistica, che riconosce al lago ed all’area circostante  “una funzione nodale nel corridoio ecologico che lega la Riserva Naturale Valle dell’Aniene, il parco lineare di Roma Est e il Parco dell’Appia” serve l’approvazione dell’Aula Giulio Cesare i cui lavori, sono interrotti. Nei quarantacinque giorni che precedono le elezioni, previste per il 3 ed il 4 ottobre, è possibile calendarizzare soltanto atti definiti “improrogabili ed urgenti”. Una fattispecie molto specifica, che di solito viene attribuita a quei provvedimenti la cui mancata approvazione determina un danno all’ente.  E non sembra questo il caso.

In attesa del decreto di Zingaretti

La partita che si sta giocando per ampliare il cosiddetto Parco delle Energie, coinvolge però tre attori. Del Comune si è detto. Poi c’è il privato ed infine c’è la regione, con le sue varie articolazioni. Tra queste figura l’ente RomaNatura il cui presidente Maurizio Gubbiotti aveva dichiarato di aver già sottoscritto, lo scorso maggio, la delibera che gli era stata richiesta dagli uffici regionali. “Ho fatto quello che era di mia competenza – ha aggiunto oggi, interpellato da Romatoday – e cioè deliberare formalmente la richiesta di ampliamento alla Regione, ma adesso serve il decreto di Zingaretti”. E’ quello, insieme all’approvazione dell’atto in consiglio comunale, l’altro tassello che manca prima di procedere agli espropri. Quindi la volontà di ingrandire il polmone verde, sorto per un processo di rinaturalizzazione di un sito industriale abbandonato, è assodata. Però mancano ancora gli atti conseguenti e la delibera della Giunta Raggi, da sola, non basta.
 

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