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Lago ex Snia, via libera della Regione all'ampliamento del monumento naturale all'area dell'ex fabbrica

A poche ore dalla proposta di Roma Natura, arriva l'ok della Regione. Zingaretti: "Raggiungiamo un obiettivo importante"

L'area privata dell'ex Snia

Via libera della Regione Lazio all’ampliamento del Monumento naturale del lago dell’ex Snia. La tutela verrà estesa anche all’area privata dove sorgono i ruderi dell’ex fabbrica. A poche ore di distanza dalla formalizzazione della proposta di Roma Natura, l’ente regionale che gestisce le aree naturali protette nel comune di Roma, è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a prendere parola: “L’ampliamento rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importante che la Regione Lazio ha preso in carico insieme a RomaNatura e in collaborazione con il Comune di Roma”, ha detto. “Con questo intervento avviamo un processo di rinnovamento urbano, di un luogo che è stato un punto di riferimento durante la resistenza romana al nazi-fascismo e che adesso torna a essere centrale nella vita cittadina”.

Il monumento naturale del lago dell’ex Snia era stato istituito con decreto di Zingaretti il 30 giugno 2020, dopo un lungo percorso amministrativo e una lunga battaglia dei residenti. Dal perimetro posto sotto tutela era stata esclusa l’area dove sorgono i manufatti dell’ex fabbrica, di proprietà del gruppo immobiliare Pulcini, con l’impegno per Roma Natura di esprimersi in merito all’ampliamento entro il giugno del 2021. “Abbiamo voluto anticipare i tempi”, ha spiegato il presidente di Roma Natura, Maurizio Gubbiotti, “perché preoccupati da una gestione da parte della proprietà delle porzioni rimaste fuori parco del tutto insostenibile dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista sociale”. 

Nelle ultime settimane, la proprietà ha infatti avviato lavori di disboscamento e di taglio degli alberi, che hanno sradicato gran parte della vegetazione presente. L’operazione ha sollevato le proteste dei residenti, e portato le istituzioni competenti a chiedere l’intervento della magistratura per poter effettuare i controlli del caso. Il Comune di Roma ha scritto alla Prefettura ipotizzando anche il danno ambientale

Pur non rientrando ancora nel perimetro del monumento naturale, la zona è vincolata dal punto di vista paesistico, e prima di intervenire sugli alberi sono necessarie autorizzazioni della Soprintendenza di Stato e del dipartimento capitolino Ambiente. In questo periodo, inoltre, sono in vigore gli effetti della legge 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica, ndr) che prevede l’interruzione di interventi su qualsiasi albero o boscaglia ritenuto luogo di nidificazione. 

“Con la decisione del presidente Nicola Zingaretti che ha accolto la proposta di RomaNatura dell’ampliamento del Monumento Naturale dell’ex Snia viscosa completiamo un percorso particolarmente prezioso per la protezione definitiva di un vero e proprio scrigno di biodiversità voluto dalle realtà sociali, associative e di volontariato, di quel territorio”, le parole di Maurizio Gubbiotti, Presidente di RomaNatura. “Ancora una volta dimostriamo grazie a questa Regione la capacità dei parchi di essere vicini ai bisogni delle persone e utili per migliorare la qualità della vita”.  

"La lotta paga", il commento a caldo di residenti e attivisti che da giorni sono in mobilitazione permanente nel tentativo di fermare le ruspe. L'ampliamento "è il frutto di un percorso di partecipazione reale che come Forum territoriale del Parco delle Energie abbiamo realizzato nei mesi scorsi insieme all'ente gestore al fine della creazione di una Consulta e di un regolamento di gestione che raccolga la pregnanza sociale e scientifica di trent’anni di battaglie e cura per un luogo restituito alla cittadinanza". Per il Forum "questa scelta - giungendo adesso - di fatto riconosce l'importanza della lotta dura degli abitanti, in corso in questi giorni, per fermare le ruspe e il biocidio. Non aver inserito i ruderi della vecchia fabbrica nella tutela ambientale ha contribuito a lasciare agibilità alla proprietà privata di procedere con gli sbancamenti e il disboscamento". Oltre all'ampliamento, il Forum chiede ora alla sindaca Virginia Raggi "l'esproprio per pubblica utilità".

Nel comunicato stampa la Regione ha spiegato così i motivi della decisione di ampliare il perimetro di tutela: “Il Monumento naturale Lago Ex Snia svolge da sempre una funzione di corridoio ecologico tra la Riserva naturale Valle dell'Aniene e il Parco dell'Appia Antica. L'area del lago presenta grande valenza naturalistica oltre ad una elevata potenzialità di rinaturalizzazione spontanea. Al suo interno anche la comunità faunistica si presenta ricca ed eterogenea. Oltre all’aspetto naturalistico e ambientale, l'area possiede una rilevanza storica legata alle vicende della fabbrica Snia-Viscosa, aperta nel 1923 per la produzione di raion, una fibra sintetica ottenuta da un ciclo misto chimico-tessile: la seta artificiale.

La fabbrica ha rappresentato una delle più importanti realtà industriali romana fino alla sua chiusura nel 1954: impiegava circa 2500 operai, per metà donne; inoltre, è stata un importante punto di riferimento durante la resistenza romana al nazi-fascismo e teatro di importanti vertenze collettive per il benessere dei lavoratori. All’interno del monumento c’è il lago ex SNIA - Viscosa, o lago Ex SNIA , chiamato anche lago Sandro Pertini.

Ubicato nel V Municipio, nella periferia orientale di Roma, ha una genesi, del tutto accidentale, che risale agli anni '90 del Novecento e si deve a un errore umano avvenuto durante lavori di sbancamento in un cantiere per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Nell’area del Monumento Naturale sono presenti i manufatti dismessi e in parte rinaturalizzati della fabbrica dell’Ex Snia Viscosa. L’area in considerazione ha un’estensione pari a circa 7,5 ed è affidata in gestione a RomaNatura in qualità di Ente Regionale deputato alla gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel comune di Roma. Considerata l’alta valenza ambientale e sociale del luogo, si è ritenuto necessario l’ampliamento del perimetro del Monumento Naturale”.

Anche l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, si è detto soddisfatto: "Una scelta che i cittadini attendevano e che come Roma Capitale abbiamo fortemente sostenuto prima portando le nostre osservazioni alla istituzione del vincolo precedente e poi all’interno del tavolo istituito con Roma Natura per le modalità di gestione dell’area”, ha scritto in una nota. “Nelle ultime settimane abbiamo richiesto insieme al Municipio V sopralluoghi e verifiche di tutti gli Enti competenti all’interno dell’area privata per poter verificare cosa stesse succedendo. Abbiamo anche inoltrato al prefetto di Roma una segnalazione per un possibile danno ambientale in relazione alle attività di rimozione della vegetazione e del taglio degli alberi. Azioni avvenute in un’area privata ma vincolata e che probabilmente potevano essere evitate o contrastate se tutta la zona non fosse stata inizialmente esclusa dal perimetro del Monumento Naturale approvato dalla Regione Lazio. Bene che sia stato finalmente ampliato".

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