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Pigneto: "Noi residenti ostaggio del racket dello spaccio"

Da circa 6 mesi un gruppo di persone bivacca in via Perugia creando continue risse per il monopolio dello spaccio. La testimonianza: "Fumano crack ed eroina davanti ai nostri figli. E le donne sono prese di mira con apprezzamenti volgari"

Non più, e non solo, il disappunto per i continui schiamazzi, il degrado, l’odore di urina negli androni dei palazzi. Il Pigneto non è più solo movida. I residenti raccontano di un quartiere saldamente in mano ai cartelli della droga dove la compravendita di 'erba' o 'fumo' avviene alla luce del sole, impunemente; un quartiere divenuto ricettacolo di tossici e disperati dove anche rincasare in pieno giorno può diventare un’umiliazione. Una moderna suburra, sia pure radical chic.

La testimonianza è di Marco, un abitante di via Perugia, uno dei tanti vicoli da angiporto che costeggiano l’isola pedonale.

"Da circa sei mesi - spiega Marco in una lettera inviata a RomaToday -  un nutrito gruppo di persone, extracomunitari magrebini africani e tossici nostrani, occupano i marciapiedi di via Perugia, strada popolare nel cuore del Pigneto. Tutti i giorni 30-40 persone bivaccano sulla strada creando continue risse per il monopolio dello spaccio. Sono tutte persone alcolizzate, un anello debole usato per loschi traffici, che urinano sulle nostre finestre, mangiano lasciando tutto in terra, degradando, anche con il loro modo arrogante, le poche attività commerciali ancora aperte".


Una situazione che negli ultimi tempi si è fatta sempre più difficile aiutata dal lassismo delle istituzioni. Comitato di Quartiere e residenti hanno provato in tutti i modi a far sentire la propria voce, ma sono rimasti inascoltati. Continua la testimonianza.

"La quotidiana richiesta d’intervento alle forze dell’ordine (ora intervengono solo i Carabinieri mentre la Polizia dice che non ha benzina e macchine) crea un’effetto di scomparsa momentanea, come se fossero al corrente del loro arrivo, ma dopo un ora tornano tutti in strada.
Davanti agli abitanti, bambini compresi, si vende, e si fuma tranquillamente, dal crack all’eroina, così tutti i tossici che da Tor Bella Monica a Torpignattara, ora comprano solo al Pigneto soprattutto in via Perugia".

 



L’ultimo appello i cittadini del Pigneto lo hanno rivolto qualche giorno fa ad Ignazio Marino. Si trattava in realtà di un grido d’allarme. I residenti temono che la frustrazione e la paura possano portare qualche cittadino perbene a farsi giustizia da sè.
 

"Nessuno passa più per la via, le donne specialmente, sono continuamente prese di mira con continui apprezzamenti volgari. Occupando i gradini delle abitazioni e non permettono l’entrata e l’uscita delle persone, ormai impaurite e minacciate continuamente. Sempre con la bottiglia di birra in mano urinano, anche in pieno giorno, senza problemi, addosso alle mote e alle macchine, spesso anche sulle finestre dei palazzi. L’odore nauseabondo, specialmente in questi giorni di caldo, entra anche dalle finestre costringendoci a tenerle chiuse.

La nostra richiesta a Comune e Circoscrizione di bagni pubblici utilizzando i soldi dell’accordo con le Condotte-Serono per la riqualificazione del quadrante, pare non sia possibile “perché degradano il quartiere” (mentre chi urina per strada lo qualifica). La nostra paura, oltre quella di vivere nel terrore, è quella che qualche abitante un po’ innervosito possa dare il via ad una vera guerra scendendo in strada con coltelli e bastoni o organizzando vere e proprie ronde".

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