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E a Largo Preneste saltò fuori un lago: ora i residenti vogliono riqualificarlo

A ridosso del Parco delle Energie e a due passi dal Pigneto c'è un lago di diecimila metri quadri che ha una storia curiosa e affascinante. Alcune associazioni di quartiere ne chiedono la riqualificazione

Uno specchio d’acqua circondato dai ruderi della periferia romana, tra edifici fatiscenti e una flora selvaggia e rigogliosa. Fino a qualche tempo fa in pochi conoscevano l’esistenza di quello che è stato ribattezzato "il lago di Largo Preneste", quasi uno scherzo della natura sorto tra le macerie dell’ex fabbrica Snia Viscosa. 

Di questo curioso lago si è parlato molto negli ultimi giorni dopo le proteste di alcune associazioni di quartiere che ne chiedono la riqualificazione; ma tanto è bastato per solleticare la curiosità di molti abitanti del quartiere del tutto ignari di avere uno specchio d’acqua di 10 mila metri quadri a due passi da casa. Prima di passare alla cronaca recente ripercorriamo però la breve vita del ‘laghetto dell’Ex Snia’, nato oltre venti anni fa tra le macerie di una fabbrica dismessa.

UN LAGO NATO PER ERRORE - Siamo all’inizio degli anni novanta e il nome da ricordare è quello di Antonio Pulcini, noto costruttore romano e proprietario dell’area dell’Ex Snia Viscosa, terreno sul quale ha intenzione di edificare un mega centro commerciale. 

Durante gli scavi per costruire i parcheggi interrati accade però l’imponderabile: in seguito al danneggiamento di alcune tubature una gran quantità di acqua affiora in superfice sommergendo anche parte della fabbrica dismessa. 

Nasce così il laghetto dell’ex Snia che rigenerato regolarmente dalla falda sotterranea fa rinascere a nuova vita la flora e la fauna circostanti. Per qualcuno è una nemesi della natura: Pulcini fu infatti sospettato di aver manomesso la mappa catastale per costruire sul terreno dell’ ex fabbrica, anch’essa di sua proprietà. 

Delle sorti del lago, e dell’area circostante, se ne riparlerà a fine anni ‘90 quando l’area sarà al centro di un contenzioso tra il costruttore e il Comune di Roma che ne chiede l’esproprio per farne una sede distaccata dell’Università La Sapienza. 

Il progetto tuttavia finisce in cavalleria; non è chiaro se a determinare l’esito negativo sia stata la vertenza avviata da Pulcini (che ritiene inadeguata la cifra offerta dal Comune) o piuttosto un ripensamento del Campidoglio. Sta di fatto che gran parte del terreno resta in mano al costruttore. 

IL BANDO RELITTI URBANI - Delle sorti dell’Ex Snia Viscosa si torna a parlare solo in piena consiliatura Alemanno. Nel 2010 la giunta di centrodestra lancia un bando per la riqualificazione di immobili o aree degradate, chiamate appunto "relitti urbani". Pulcini ci riprova e porta in Campidoglio un progetto che prevede la costruzione di quattro ‘torri’ di 30 piani, nel quale avrebbe trovato posto anche un polo universitario. 

Il ‘bando relitti urbani’ infatti si prefigge di recuperare 440 aree dismesse attraverso costruzioni di nuova fattura e al contempo realizzando “servizi di  interesse cittadini e metropolitano”. In poche parole chi costruisce case deve garantire che il 20 per cento delle nuove edificazioni sia destinato ad ‘housing sociale’ e a servizi. 

Siamo tornati così alle cronache dei mesi scorsi. Alcune associazioni attive nel quartiere (Csoa ex Snia, Wwf, Cdq Pigneto-Prenestino) vengono a conoscenza del progetto e temendo il peggio si mobilitano per salvare l’area verde. Di qui, complice il passaparola sul web, la notizia del ‘laghetto della Snia’ fa il giro del quartiere, e non solo. 

LE SORTI DEL LAGO - In seguito alle ripetute proteste dei comitati il Presidente del V Municipio Giammarco Palmieri chiede lumi in Campidoglio. "Ho incontrato la settimana scorsa l’Assessore alle Periferie Paolo Masini e mi ha confermato che il bando relitti urbani è definitivamente nel cassetto" ci spiega, aggiungendo poi che Comune e Municipio sono contrari a nuovi progetti di edilizia residenziale nella zona. 

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Ai comitati però non basta; vogliono l’esproprio dell’area che nei loro progetti dovrebbe diventare un tutt’uno con il Parco delle Energie. Ma il Municipio è tentato anche dalla vecchia idea dell’Università. "Si tratta in ogni caso di progetti da avviare con il Campidoglio. L’Assessore Masini si è detto disponibile a valutare le nostre proposte e ci sarà un prossimo incontro - conclude Palmieri -. Purtroppo l’Università La Sapienza si è tirata indietro, ma non esiste solo la Sapienza".  

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