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Pigneto, la stazione si presenta: "Ecco uno dei cantieri più complessi del centro Italia"

Parole dell'ingegner Moretti di Rfi, che davanti ai cittadini all'Ex Serono esclude la possibilità di realizzare un ponte provvisorio durante il cantiere

Rendering della piazza che nascerà sopra il vallo

A fine corsa sarà la terza stazione della Capitale dopo Termini e Tiburtina. Dal nodo Pigneto passeranno le linee Fl1 (Orte Fiumicino) e Fl3 (Roma Viterbo), con possibilità di interscambio con la metro C. Il vallo ferroviario, coperto in larga parte, si trasformerà in un parco giardino aperto ai cittadini. Un sogno che si fa realtà dopo decenni di carte rimaste sulle scrivanie. Un'infrastruttura che cambierà il volto del quadrante e la qualità di vita dei suoi abitanti. Nel mentre però, inutile nasconderlo, saranno dolori. Posti auto sacrificati e recuperati solo in parte, passi carrabili e carico-scarico merci persi, strade chiuse al traffico, una viabilità stravolta. Del resto, lo ammettono chiaramente i tecnici di Rfi, "è il cantiere più complesso che abbiamo nell'area del centro Italia". 

Chiamati in un forum pubblico all'Hotel Aeterna a rendicontare ai cittadini del progetto appena partito, insieme con Agenzia per la Mobilità e il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi -assente l'assessore capitolino Linda Meleo- lo hanno detto e ridetto: lo spazio di manovra tra i due lati della Circonvallazione Casilina (dove avverranno gli scavi) è minimo. Inevitabile dunque che il cantiere si estenda a ridosso delle case abitate con altrettanto inevitabili fastidi. Se tutto va bene e ritrovamenti archeologici eventuali permettendo, la pazienza dei romani dovrà durare due anni e mezzo, per sette fasi di cantiere.

Il cronoprogramma del cantiere

Il primo step è già avviato dal lato est della circonvallazione (chiusa nel tratto compreso tra via Casilina e il ponticello pedonale) e prevede una serie di scavi per spostare un tratto di acquedotto Acea Ato2. Niente di impattante. Terminerà il 30 settembre per poi passare al lato ovest, con stop al traffico nel tratto Prenestina-ponticello, fino a fine novembre per circa 55 giorni. Tra dicembre 2017 a novembre 2018 comincia la fase invasiva, con un significativo andirivieni dei mezzi di cantiere. L'apice sarà tra giugno 2018 e maggio 2019 (349 giorni) quando inizierà lo scavo per il sottopasso che consentirà il collegamento con la metropolitana. Ed è qui che avverrà la demolizione del ponticello pedonale, storico trait d'union tra le due anime del quartiere: per un anno il passaggio dall'isola pedonale alla scuola Enrico Toti sarà possibile solo facendo il giro a piedi da via Casilina o da via Prenestina, su percorsi pedonali protetti. Motivo cardine del dissenso espresso più volte dagli abitanti

"Il ponte provvisorio non è fattibile"

"Non è pensabile non prevedere una struttura di collegamento provvisoria. E non è una questione solo di comodità, da una parte c'è il mercato, dall'altra la scuola più frequentata del quartiere, significa la morte sociale dell'intera zona" spiega al microfono Mauro Muzi, del comitato di quartiere Abitanti Pigneto. Ipotesi che la cittadinanza certamente plauderebbe ma che i tecnici di Rfi hanno già bocciato. "Servirebbe un milione e mezzo di euro" tronca secco l'ingegner Daniele Moretti "e comunque andrebbe fatto necessariamente spostato verso la via Prenestina, si andrebbe a guadagnare non più di 300 metri". Chiede pazienza e cerca di calmare gli animi. Le esigenze tecniche non vanno d'accordo con quelle quotidiane di chi al Pigneto dovrà vivere con un cantiere dentro casa. "Abbiamo fatto tutto il possibile per spostare nel tempo l'abbattimento del ponticello. Inizialmente era previsto fin da subito. Si tratta di un anno, non di più"

Copertura e finanziamenti 

Finita la fase 5 infatti si passa a quelle finali, 6 e 7, che prevedono, oltre alla riapertura di parte della circonvallazione Casilina, la possibilità di passare a piedi da un lato all'altro, all'altezza appunto dell'ex ponticello. Saranno i mesi della messa a punto della copertura del vallo, il parco che verrà realizzato dopo il tombamento. La ricucitura del quartiere, ancora da definire e finanziare. Se infatti entrambi i lotti dell'opera costano 54 milioni di euro, ricordiamo che solo il primo, partito a fine giugno, è coperto dai 22 milioni di euro di Ferrovie. I restanti 32 milioni spettano al Campidoglio ma ancora non sono a bilancio. Al momento la versione progettata del parco prevede quattro ponticelli di collegamento e aree verdi, ma c'è chi tra i presenti al forum spinge per l'istituzione di parcheggi o stazioni di bike e car sharing.

Cambi viabilità e mobilità

Altro capitolo delicato riguarda le modifiche all'assetto viario, anche queste ineludibili. Alle sette fasi di cantiere sopra descritte corrisponderà un nuovo regime di traffico che però, nella struttura portante - garantisce Agenzia per la Mobilità - resterà lo stesso per due anni e mezzo. A partire da ottobre, con la chiusura della circonvallazione lato ovest, la via Casilina cambierà direzione di marcia nel tratto compreso tra il vallo e il ponte Casilino. In pratica, sull'arteria arrivando da fuori Roma si potrà girare in fondo a destra, all'altezza di piazza del Pigneto e proseguire su via L'Aquila, che invece diventerà a doppio senso (vedi foto in basso). Da via L'Aquila poi si potrà imboccare la via Casilina direzione extra Gra percorrendo (in senso opposto a quello attuale) la circonvallazione lato metro. 

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"Sos posti auto e carico scarico merci"

Nuove abitudini a parte (i cittadini verranno indirizzati in un primo momento da pattuglie dei vigili urbani fisse sul posto), a preoccupare ci sono i posti auto. Se ne perdono 187 e si pensa di poterne recuperare non più di 60. Il "dove" è ancora allo studio dei tecnici tra diverse opzioni, da via Ettore Fieramosca a via Attilio Moro. E poi si affaccia il problema del carico scarico merci per i negozianti. C'è chi come il signor Francesco della Fraro Srl, impresa all'ingrosso di macchine utensili con sede al civico 122/c della circonvallazione Casilina, non sopravviverà senza uno spazio per i camion che quotidianamente hanno necessità di scaricare tonnellate di peso. "Abbiamo 8 famiglie da sfamare tra dipendenti interni e esterni, e il fondo è di proprietà, non possiamo spostarci altrove". Per il singolo caso, forse, c'è una speranza. "Valuteremo in altra sede come possiamo venirle incontro" rispondono da Rfi. Ma accontentare tutti non sarà facile. Anche perché sulla circonvallazione almeno una decina di esercenti rischia perdite ingenti con la sola interruzione del passaggio auto. E stando in affitto già pensa di migrare. 

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