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Rissa a colpi di bottiglie: al Pigneto torna la paura

Venerdì scorso l'ennesimo scontro tra bande ha gettato nel panico gli abitanti. Il Cdq: "Gli spacciatori sono più di cento e il quartiere è diviso tra gang di senegalesi e magrebini"

Il Comitato Abitanti Pigneto lancia un nuovo grido d’allarme per la recrudescenza del fenomeno dello spaccio nel quartiere. A far tornare la paura una mega rissa che lo scorso 14 marzo ha visto coinvolte le due gang che si sono divise il Pigneto. Uno scontro ricostruito da una nota dello stesso comitato. 

"Venerdì alle 19 una folla inferocita di magrebini si scontrava su via Perugia e Via Pesaro con un folto gruppo di senegalesi, sono volate decine di bottiglie, la gente scappava di qua e di là, i negozi chiudevano mentre una mamma con bimbo in carrozzina cercava di evitare le bottiglie che volavano, il Pigneto ormai è al panico totale". 

I residenti bollano come insufficienti le misure fin qui adottate per combattere il racket della droga. Troppa platealità, poca lungimiranza: manca in sostanza una strategia per contrastare il fenomeno nel lungo periodo. "La polizia, carabinieri e ora anche la finanza ognuno per proprio conto si presentano un giorno tutti insieme e l’indomani non c’è nessuno. Il lunedì che è il giorno degli arrivi, come dicevamo al Prefetto Pecoraro, ma da lui promesse e nessun risultato". 

SCONTRI PER IL CONTROLLO DEL QUARTIERE -  I residenti sostengono che al Pigneto le due fazioni in lotta abbiano trovato un’intesa per spartirsi il quartiere, anche se, com’è accaduto in occasione dell’ultima rissa, basta un nulla per porre fine alla tregua. "Gli spacciatori  sono addirittura aumentati e 60 senegalesi spacciano da via Pesaro a Piazza del Pigneto e altrettanti magrebini dal ponticello a via Ascoli Piceno, divisi come a Belfast. Gli abitanti, fin troppo pazienti, ora non credono più agli interventi istituzionali: il plico a Marino, gli incontri con la Materazzo, il Prefetto…il Municipio no perché è pesantemente assente (solo un piccolo nucleo di consiglieri-abitanti reagisce al degrado) ormai molti cittadini pensano di passare alle maniere forti, aspettiamo una piccola scintilla e allora il Comune e il resto si troveranno davanti alla guerra civile, alle barricate, ai blocchi stradali". 

VIDEOSORVEGLIANZA E CONTROLLI - Il Comitato Abitanti Pigneto si chiede anche che fine abbiano fatto alcune misure repressive invocate in passato e mai davvero attuate. Anzitutto il sistema di videosorveglianza disposto su via del Pigneto i cui report, com’è emerso da un’inchiesta di La7, vengono bellamente ignorati da chi in Sala Centrale dovrebbe passare al setaccio le immagini registrate. In secondo luogo viene sollecitata una stretta sui locali e sui commercianti di alcolici.

"Ma perché non utilizzano le telecamere dell’Isola Pedonale come osservatorio repressivo? Sono costate un patrimonio ma i terminali stanno dai Vigili Urbani che non fanno ordine pubblico…ma non fanno neanche i controlli ai locali al 70% fuorilegge. Per dare un contentino ai commercianti la Finanza ha pure usato l’elicottero per i ‘senegalesi buoni’ come si chiamano qui: quelli delle borsette che alle sei di mattina vanno a lavorare, con le loro enormi buste di merce cinese. Ma lo spaccio non si tocca. Ora siamo stanchi ed è ora di riprendersi il nostro quartiere”.

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