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Pigneto, alla scuola Manzi scoppia la protesta: "Ancora nessuna indicazione sulle modalità di rientro"

I piccoli studenti e i loro genitori hanno inscenato un flash mob con cartelli con disegnati punti interrogativi

Niente scritte ma un punto interrogativo. Tanti punti interrogativi disegnati su fogli sostenuti da altrettanti bambini e genitori. E' scattata la protesta questa mattina all’istituto scolastico Alberto Manzi di via del Pigneto. Le famiglie hanno inscenato un flash mob per far sentire la propria preoccupazione in merito alle tante incognite che, a una settimana dall'apertura della scuola, hanno ancora di fronte. Non solo conseguenza della pandemia di Covid 19 ma anche di difficoltà organizzative che la scuola, composta da ben quattro plessi, due scuole elementari e due medie, per un totale di oltre mille studenti, sta attraversando da ben prima della quarantena. “A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico c’è molta agitazione”, scrivono in una nota. “Condividiamo le stesse incognite di molte scuole italiane: non sappiamo quando arriverà la dotazione di banchi del Ministero dell’Istruzione, non abbiamo indicazioni sufficienti sull’organico, i locali non sono ancora pronti”.

Ma non solo. “La nostra scuola vive l’emergenza da prima del lockdown e adesso ci troviamo senza dirigente scolastico e senza responsabile dei servizi amministrativi. I genitori non hanno ricevuto ancora alcuna indicazione sulle modalità di rientro. I docenti rappresentano la nostra eccellenza e si sono adoperati e resi disponibili anche nel periodo estivo per riflettere in commissioni sui possibili scenari per la ripresa. Il personale ata sarà chiamato ad operare su più aspetti a scuola aperta. Abbiamo al momento due sole persone che operano in segreteria su sei di cui avremmo diritto. Viviamo una difficoltà e un ritardo amministrativo a più riprese denunciato all’ufficio scolastico regionale del Lazio”.

La preoccupazione dei genitori, infatti, è montata ben prima dell’emergenza Coronavirus e della quarantena che ha chiuso tutte le scuola d’Italia. Il malcontento si era già manifestato a febbraio quando il comitato dei genitori aveva raccolto le firme a supporto di una richiesta di “allontanamento della dirigente” scolastica. A dare il via alla reazione dei genitori, oltre alla “mancanza di comunicazione” tra le parti, la bocciatura del programma annuale 2020 da parte del Consiglio d’istituto che aveva fatto finire la scuola in esercizio provvisorio con tanto di nomina di un commissario ad acta.

Così oggi ai vecchi problemi dell’istituto si aggiunge l’incertezza che deriva dall’adeguamento della scuola a misure di prevenzione per il diffondersi del Coronavirus. Nei giorni scorsi la presidente del Consiglio di istituto, Roberta Cristallo, ha raccontato a Romatoday che la dirigente scolastica non ha partecipato ai due consigli di istituto che si sono tenuti quest’estate sul tema della riapertura delle scuole. “Così ora non sappiamo cosa ci aspetta”.

Per far sentire la propria voce questa mattina studenti e genitori hanno fatto scattare il flash mob: “Abbiamo bisogno e diritto di far rientrare personale e bambini a scuola in sicurezza, chiediamo alle istituzioni di sostenerci con un minimo sforzo: al Ministero dell’Istruzione e alla Ministra Azzolina chiediamo certezza sull’arrivo dei banchi (ne abbiamo acquistati 430 ma ce ne servono ancora 677), all’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio chiediamo di dare riscontro alla nostra richiesta e di concedere il personale pur nella difficoltà di individuare un responsabile dei servizi amministrativi a causa della sospensione del concorso nazionale, al municipio chiediamo di proseguire il lavoro avviato nei plessi aiutandoci anche con il cablaggio delle aule e procedendo alla ristrutturazione del piano seminterrato della sede di via De Magistris. pena la perdita gli oltre 400 mila euro di fondi di manutenzione straordinaria precedentemente stanziati. Chiediamo di essere ascoltati in questo momento in cui il vertice non è presente e in cui ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni”.

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