Pigneto Prenestino / Largo Preneste

Islam, la preghiera in Largo Preneste: "Dal Colosseo messaggio di pace più efficace"

La manifestazione all'arco di Costantino era stata vietata dalla Questura

Una distesa di tappeti ha invaso questa mattina il cuore di Largo Preneste. All'alba la voce del muezzin è risuonata dal megafono richiamando i fedeli alla preghiera - un centinaio - tra gli striscioni in lingua araba appesi sul perimetro dell'area verde. E' il 1 settembre, e la comunità islamica festeggia l'Id al-adha con un rituale dedicato al sacrificio di Abramo. 

Dopo il niet della Questura alla richiesta di utilizzo dello spiazzo al Colosseo sotto l'arco di Costantino, l'associazione organizzatrice è stata costretta a ripiegare sulla prima periferia, il Prenestino. Un pulpito decisamente meno incisivo per lanciare il messaggio di solidarietà alle vittime dell'attacco a Barcellona e ribadire che i musulmani per primi condannano il terrorismo. Perché è questo che Bachcu Dhuumcatu, dell'omonima associazione bengalese, avrebbe voluto gridare dai microfoni: "Era nostra precisa intenzione parlare di pace".  

Il divieto da via di San Vitale è arrivato a ridosso della manifestazione, il 29 agosto scorso, "per ragioni di sicurezza e ordine pubblico". "Con tutto il rispetto, noi non abbiamo chiesto il Colosseo ma uno slargo a 70 metri di distanza come previsto dalla legge - ha commentato a RomaToday Bachcu Duumcathu, dell'omonima associazione bangladese -  da lì il nostro messaggio sarebbe stato certamente più forte"

La decisione delle forze dell'ordine è stato oggetto di un ricorso in Tribunale. "Visti i recenti accadimenti internazionali - si legge nel testo - non ultimi alcuni pronunciamenti di Papa Francesco, per l’occasione l’associazione ha pensato di legare l’evento religioso alla denuncia di crimini ed ingiustizia, come i recenti tragici fatti di Barcellona, e più in generale per sottolineare la distanza tra questo tipo di attentati e la Religione Islamica. 

L’Associazione Dhuumcatu organizza la celebrazione in piazza delle due feste annuali islamiche, a partire dai tragici fatti dell11 settembre 2001 (Torri Gemelle di New York) con il preciso intento di mostrare pubblicamente in cosa consiste la pratica del culto islamico.  Si precisa in oltre che tali pubbliche manifestazioni si sono sempre svolte in accordo con la questura di Roma. Nella sola Piazza Vittorio Emanuele II abbiamo svolto ben 33 manifestazioni, sempre pacifiche, che non hanno creato alcun tipo di problema". E già al Colosseo, a ottobre 2016, si erano svolte preghiere di protesta contro la chiusura di alcuni centri di cultura islamica trasformati in moschee abusive. 

IL VIDEO DELLA PREGHIERA

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