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Domenica, 5 Dicembre 2021
Pigneto

Ultimata la pista ciclabile di via Prenestina, il presidente Caliste: "Siamo sicuri rispetti il codice della strada?"

Un percorso “accessibile e sicuro”, secondo Roma Mobilità. I ciclisti di Pigneto e Centocelle non sono d’accordo: “Non si poteva proprio trovare un'altra soluzione che disegnare le strisce per dare la precedenza ai pedoni?”

“Itinerario protetto, accessibilità e sicurezza garantite”. Questo l’identikit della pista ciclabile lungo via Prenestina, fonte di gioie e dolori per gli amanti della mobilità sostenibile dei quartieri che si snodano lungo il primo tratto della consolare che attraversa il V municipio.

Roma Mobilità fa sapere che dopo quasi due anni il tracciato è stato finalmente completato: da Porta Maggiore fino alla Togliatti e viceversa, si contano sei chilometri di pista ciclabile, in entrambi i sensi di marcia. Non c'è spartitraffico, ma a proteggere i ciclisti ci pensano le auto in sosta, elemento di separazione che ha consentito di non diminuire i parcheggi a disposizione. Le auto, così, da deterrenti alla mobilità sostenibile vengono pienamente considerate all’interno del progetto, con una valenza positiva. “A fare da barriera, lungo gran parte del tracciato – precisa Roma Mobilità - ci pensano le auto in sosta sugli stalli appositamente progettati per proteggere il tracciato e mantenere l'offerta di parcheggi legali in zona”.

Utilizzato anche un tratto di ciclabile già esistente (sul marciapiede, ndr), quello che da largo Preneste arriva a piazzale Prenestino, in direzione porta Maggiore.

"La pista ciclabile di via Prenestina è un investimento importante con un notevole ritorno per la città, consente di raggiungere il centro di Roma tramite via Togliatti, Centocelle e Porta Maggiore", spiega Enrico Stèfano, ex consigliere capitolino 5 stelle tra i principali promotori del progetto. "Un progetto che trova già d’accordo molti cittadini perché la pista è inserita nella rete ciclabile del GRAB e delle piste in direzione via Tiburtina", chiosando l'entusiasmo di Virginia Raggi che definì a suo tempo il progetto "parte del nostro programma per dotare la città di una rete integrata di ciclabili".

Una pista ciclabile troppo affollata

Tanta carne al fuoco per un'opera che i residenti del quadrante Est attendono dal 2015, quando il sindaco Marino e l'allora assessore Pucci avevano annunciato la pista ciclabile in occasione dell'avvio dei lavori per l'asfalto su via Prenestina. A lanciare il progetto e a far partire i lavori però fu l'amministrazione a Cinque Stelle. Oggi la pista è realtà, ma non tutti esultano. "Entrando nello specifico della bike lane che percorre il territorio del Municipio V – evidenzia il Presidente del V Municipio, Mauro Caliste - si presentano condizioni di scarsa sicurezza per i ciclisti specialmente nelle zone di intersezione con importanti strade trasversali a intenso volume di traffico".

Troppo spesso il corridoio ciclabile viene infatti occupato dalla sosta selvaggia delle auto di zona. E se non sono le macchine, la pista è invasa dai rifiuti che traboccano dai cassonetti su via Prenestina, messi a ridosso della pista ciclabile, nonostante “tra la corsia riservata e i veicoli posteggiati sia presente una zona neutra – come si apprende dalla nota di Roma Mobilità - 50 centimetri che proteggono i ciclisti dall'eventuale apertura improvvisa degli sportelli delle vetture”.

Guida spericolata, nemica della mobilità dolce

Chi quotidianamente, in bici o in auto, attraversa la Prenestina, ha potuto constatare come la sicurezza non sia sempre garantita. La sosta autorizzata adiacente alla bike lane, soprattutto in prossimità degli incroci, impedisce infatti il transito ai veicoli impegnati a svoltare, compromettendo anche la visibilità durante la manovra e di distinguere in tempo utile l’arrivo di un ciclista.

"La larghezza della bike lane in alcuni tratti, come tra Porta Maggiore e Piazzale prenestino, è troppo stretta e non consente un transito in sicurezza dei ciclisti – indica Caliste - Inoltre la sosta delle autovetture eccessivamente adiacenti alla bike lane provoca condizioni di poca sicurezza per i ciclisti soprattutto all’atto dell’apertura degli sportelli delle auto parcheggiate".

“In alcuni tratti, all’altezza degli incroci, non si possono mettere i cordoli – spiega Enrico Stèfano – La polizia locale deve intervenire perché certe scene non avvengano”.

“A tal proposito potrebbe essere opportuno pensare in futuro, per aumentare la sicurezza, studiare dei sistemi luminosi che possano preavvertire l’auto in arrivo, prima della manovra di svolta, del sopraggiungere di un ciclista”, sostiene il Presidente del Municipio V.

Ciclisti Vs ciclabile di via Prenestina

“Nulla da dire sull'esigenza delle persone di buttare la spazzatura ma tenendo presente che sulla Via Prenestina ci sono bidoni ogni venti metri, non si poteva proprio trovare un'altra soluzione che quella di disegnare le strisce per dare la precedenza ai pedoni? Il che significa che se si vuole rispettare le regole, o un ciclista va a passo d'uomo oppure è costretto a continue frenate”, lamenta un ciclista di via Prenestina via gruppi social di quartiere. In effetti, il progetto vide più di 200 di piccole e medie imprese che parteciparono al bando per realizzare la pista ciclabile nel quadrante di Roma Est.

“Siamo sicuri che così come è l'attuale stato di realizzazione della bike lane Prenestina siano rispettati tutti i dettami del Codice della Strada?”, conclude Caliste.

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