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Stazione Pigneto: "Il cantiere ucciderà il commercio". E i negozianti si appellano al fondo risarcimenti

Almeno per un anno le due parti del quartiere resteranno separate. E tra strade chiuse al traffico e posti per il carico-scarico merci ridotti a zero, i commercianti chiedono gli indennizzi previsti da un apposito regolamento comunale del 2006

Circonvallazione Casilina

Con la circonvallazione chiusa e senza collegamenti tra il lato della metro C e l'isola pedonale, i negozianti temono il peggio. Che la stazione Pigneto sia un'opera centrale per la riqualificazione della zona non è in discussione. Ma il "cantiere più complesso del centro Italia" - definizione di Ferrovie - rischia di danneggiare gravemente il commercio di prossimità, specie sulla circonvallazione Casilina, per un mix esplosivo di fattori. 

Primo, i lavori (appena partiti con durata prevista di due anni e mezzo) invaderanno letteralmente la carreggiata fin quasi a ridosso delle vetrine: niente passaggio di mezzi privati nè posti auto. Secondo, nella fase di cantiere che prevede l'abbattimento del ponticello pedonale il quartiere resterà spaccato in due e i commercianti perderanno un flusso consistente di clientela "autoctona". Terzo, i posteggi per il carico-scarico merci andranno persi e ancora non è chiaro quali soluzione verranno attuate per limitare il disagio. 

C'è il signor Francesco, della Fraro Srl, impresa all'ingrosso di macchine utensili con sede al civico 122/c della circonvallazione Casilina. Non sopravviverà senza uno spazio per i camion che quotidianamente scaricano tonnellate di peso. "Abbiamo 8 famiglie da sfamare tra dipendenti interni e esterni, e il fondo è di proprietà, non possiamo spostarci altrove". C'è poi il negozio di dischi sul lato di via l'Aquila, un'istituzione per gli amanti della musica e collezionisti di vinili. E ancora la libreria Alegre di Giulio Calella, piccolo avamposto culturale centrale per il quartiere: "In tanti stanno pensando di andarsene, quelli che sono in affitto non potranno resistere così". Giulio sta tentando di battere la strada degli indennizzi pubblici agli operatori commerciali, aiutato da un avvocato. 

Il regolamento per i risarcimenti ai commercianti 

Insieme hanno rispolverato un vecchio regolamento finito nel dimenticatoio, ma ancora assolutamente vigente. Fu votato dall'aula Giulio Cesare nel lontano febbraio del 2006 ed era destinato a disciplinare - si legge nel documento - "il riconoscimento del disagio economico subito dagli operatori commerciali e artigianali per la presenza di cantieri per la realizzazione di opere pubbliche".

Come funziona? I negozianti fanno domanda al municipio, che entro il 30 settembre di ogni anno, previa valutazione con una serie di indicatori (distanza dell'esercizio dal cantiere, giorni di chiusura al traffico della via interessata, durata complessiva dei lavori, numero addetti dell'impresa, ecc.), stilano la lista di "idonei" e la inviano al Campidoglio. Entro il 30 dicembre la giunta approva, o no, e rimanda il tutto al dipartimento Commercio, che redige e pubblica il bando per l'assegnazione dei fondi nel frattempo stanziati a bilancio. 

Lo strumento venne utilizzato proprio nel V municipio (allora VI) nel 2010, per i negozianti che subirono disagi nei pressi dei cantieri della metro C, in particolare alle fermate Malatesta, Pigneto e Teano. La stessa richiesta interessò anche via Columella, paralizzata da una voragine. "Vorremmo fare domanda al municipio - spiega Giulio Calella - abbiamo tutte le carte in regola stando ai criteri fissati per l'accesso il bando". Il problema, forse, sarà trovare i fondi. 
 

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