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I box di piazza Nuccitelli Persiani

I box di piazza Nuccitelli Persiani

Piazza Nuccitelli Persiani, la replica dei costruttori: "Amianto verrà smaltito secondo la legge"

La risposta a un nostro articolo con cui davamo voce alle denunce dei residenti, contrari al progetto e fortemente preoccupati per il trattamento della copertura in eternit

L'amianto verrà smaltito in conformità alla normativa. E il progetto è in regola con leggi urbanistiche vigenti. E' la replica del team di costruttori e architetti che segue il cantiere di piazza Nuccitelli Persiani al Pigneto. Un nuovo fast food pronto a sorgere al posto di vecchi box auto. A seguito di un nostro articolo con cui davamo voce alle denunce dei residenti, contrari al progetto e fortemente preoccupati per il trattamento della copertura in eternit, arriva una comunicazione con precisazioni e chiarimenti da chi sta portando avanti i lavori, Arc Studio, partiti una settimana fa. Lo riportiamo integralmente di seguito. 

Per quanto riguarda la presenza di amianto "è lecito sottolineare che è presente da circa 30 anni". E "lo smaltimento avverrà con le modalità e i criteri che la legislazione vigente prevede attraverso e previa acquisizione di parere della Asl competente per il territorio e da una ditta specializzata sempre in conformità alla normativa". In generale il progetto rispetterebbe in tutto e per tutto le prescrizioni del Piano Regolatore. "I box preesistenti sono stati legittimati urbanisticamente con il rilascio delle concessioni in sanatoria, in termini di superficie, che determinano e sono esenti da qualsiasi pertinenzialità ed essendo al piano terreno rappresentano una superficie in termini di cubatura che può essere oggetto di trasforamzione edilizia anche con le Norme tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente". 

Poi la difesa della destinazione commerciale. "Le linee programmatiche del nuovo Piano Regolatore Generale approvato definitivamente dalla giunta Veltroni nel 2008, stabilisce e rafforza la grande vocazione commerciale della zona. Ancora ad oggi non può essere richiesta una destinazione residenziale degli involucri edilizi esistenti percHé la normativa non lo prvede, anche rispetto a una densità edilizia superiore agli stessi standard edilizi normati con il d.m. 1444/68. In poche parole c'è una saturazione di residenzialità.Il forte e caotico processo di edificazione che risale all'epoca delle baracche del 1930, avvanuto in maniera disordinata e con ancora presenti vuoti ed edilizia di forte degrado sociale"

"Il nostro progetto - prosegue ancora la lettera inviata alla redazione - prevede una riqualificazione generale che rafforza l'identità del luogo e il rispetto per gli abitanti del Pigneto. Un locale che è stato progettato al fine di mantenere una bassa densità edilizia e per una continuità ecologica ed ambientale, al fine di riconnettere ambiti disconnessi, oltre a smaltire l'amianto. L'intervento viene legittimato attraverso la Legge Regionale Piano Casa vigente e precisamente con l'articolo 3 quater che stabilisce la riqualificazione di edifici dismessi e con la presenza di amianto. La sostituzione edilizia con completamento attraverso la SUL (superficie utile lorda) ha comportato su precisa richiesta del committente una riduazione in termine di SUL rispetto alla preesistenza legittimata". Non un aumento, come sostengono i cittadini contrari. 

"Questo a dimostrazione del rispetto per gli abitanti della zona, oltre ai vari interventi già effettuati che hanno eliminato evidenti stato di degrado e pericolosità".  

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