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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Pigneto, ancora senegalesi in presidio: due serate di solidarietà

Oggi, giovedì 31 maggio, e domani, venerdì 1 giugno, concerti e iniziative al Pigneto per la comunità di senegalesi sfrattati da via Campobasso lo scorso 20 marzo. Continua il presidio all'isola pedonale

Due serate a sostegno della comunità senegalese del Pigneto che, a due mesi dallo sfratto di via Campobasso, è ancora senza un tetto, ma non senza un  quartiere. Subito dopo lo sgombero il gruppo è rimasto in presidio permanente all'isola pedonale allestendo un tendone blu dove mangia, dorme, vive e dove è appoggiato dal Comitato di Quartiere e dai membri del CSOA Ex Snia di via Prenestina.

Dopo il circo dei Nafsi Afrika Acrobats, il tango delle Milonghe Popolari, i concerti di Sandrò Joyeux, Silvia Balossi e della Refectory Brass band, proseguono le iniziative di solidarietà. Giovedì 31 maggio dalle 21:00 concerto acustico dei Boxerin Club e venerdì 1 giugno alle 18:30 la presentazione
del libro "Paesaggi dell'esclusione. Politiche degli spazi, re-indigenizzazione e altre malattie del territorio romano", alle 20:00 spettacolo di strada dei Libbico e la sua ciurma in Canzoni alla Marinara e alle 21.30 presentazione non ufficiale della rassegna J2P - Jazz al Popolo 2012 con i Ginger Jazz Experience. Insomma, le realtà solidali per la comunità senegalese certamente non mancano. A mancare al momento è una casa per tutti.

LO SFRATTO - Hanno fatto le valigie e lasciato le case in poche ore lo scorso 20 marzo. Molti di loro erano in affitto al civico 16 di via Campobasso da vent'anni. Ufficialmente la procedura di sfratto pare sia stata avviata per morosità, che, per qualcuno, era inevitabile vista la decisione del proprietario di aumentare il canone. Ma non era la prima volta.

Senegalesi al Pigneto

Già lo scorso dicembre i senegalesi erano stati sgomberati, per poi rientrare dopo poche ore, causa dichiarazione di inagibilità del palazzo. Insomma, una storia lunga che si è "risolta" con i venti inquilini che hanno prima occupato la strada con valigie, tappeti, televisori, borse e borsoni pieni di oggetti personali, per poi spostarsi, a seguito dell'intervento delle forze dell'ordine, all'isola pedonale con un gigantesco tendone blu attrezzati per restare, e aspettare un tetto nuovo. Ad appoggiarli da ormai due mesi associazioni e comitati che hanno impugnato la causa. Nel frattempo qualcosa si è smosso ma, forse, non abbastanza.

STATO DELL'ARTE - Al momento le uniche soluzioni provvisorie offerte provengono dal VI municipio: per 11 senegalesi, per lo più anziani e invalidi, sono stati messi a disposizione spazi in case famiglia della zona. E, sempre su iniziativa municipale, è stato istituito un sportello ad hoc, all'interno della biblioteca Mameli di via del Pigneto per immigrati con problematiche abitative e sociali.

Gli altri però sono ancora sotto il tendone e, su di loro, non emerge granchè. Il comitato Ex Snia Viscosa parla di una trattativa ancora aperta con il proprietario dello stabile per rientrare in casa con un contratto regolare. Trattativa che, al momento, non pare aver portato alcun esito positivo. Il motivo, sempre a quanto comunicato dal Comitato, sarebbe da ricercare nella destinazione d'uso dello stabile: il proprietario infatti avrebbe espresso l'intenzione di trasformalo in un bed and breakfast. Intento che, neanche a dirlo, non è piaciuto affatto ai sostenitori della causa che stanno continuando a battersi per la comunità sfrattata.

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