Pigneto Pigneto / Via Pesaro

"Porteremo gli spacciatori fuori dal Pigneto". Marino ci prova ma non convince

Il sindaco a confronto con i residenti in via Pesaro: "Subito azioni di contrasto severe e rigorose". Ma sul decoro urbano ammette: "Non posso promettere di risolvere tutto"

Invocato da mesi, ieri al Pigneto è stato il giorno dell’atteso confronto con Ignazio Marino. Dimenticati dal municipio e diffidenti delle forze dell’ordine, gli abitanti del quartiere si aspettavano molto dall’incontro con il sindaco. È arrivato poco.

In via Pesaro il primo cittadino ha sostanzialmente replicato quanto detto qualche giorno prima dal suo vice Luigi Nieri ribadendo la proposta di un tavolo tra residenti e Campidoglio, e la generica promessa di liberare il quartiere dalla criminalità.

Per l’arrivo del sindaco lo spiazzo di via Pesaro è gremito di gente. Marino si fa largo tra flash e telecamere. Prima di prendere la parola ascolta composto le testimonianze degli abitanti in un clima caotico e a tratti surreale.

Parla una mamma: "Perché mio figlio di dodici anni conosce a memoria le facce degli spacciatori e la Polizia no?". Un commerciante: "Ho chiesto ad uno spacciatore di non vendere eroina davanti al mio negozio. Mi ha risposto: 'Tu qui lavori se lo dico io'". E ancora: "Mi sveglio alle 3 e 20 per andare a lavoro, i locali sono ancora aperti, chiamo i vigili e mi dicono che hanno paura di intervenire".

"Ci tenevo moltissimo ad incontrarvi - esordisce Marino - e spero che comprendiate le ragioni del mio ritardo. Ve lo dico con sincerità, guardare una signora che potrebbe avere l’età della mia mamma, dire 'non posso più uscire di casa', mi dà un forte dolore perché mi sento responsabile e mi sentirò responsabile finché svolgerò il mio mandato".

Il sindaco snocciola alcune proposte per restituire decoro al quartiere. "Vi prometto che nelle prossime settimane svolgeremo una serie di azioni. La prima è certamente un contrasto severo e rigoroso ad ogni azione criminale. Porteremo via i criminali da questo quartiere. Ve lo assicuro". Quindi rilancia l’idea di un tavolo permanente ("anche se non amo la parola tavolo"), tra forze dell’ordine, cittadini e Campidoglio.

Più cauto sul versante del decoro. "Sono una persona onesta e non posso promettere che poteremo tutti gli alberi o saremo in grado di risolvere tutti i problemi", ammette. "Vi garantisco, però, che ci sarà un’ assoluta attenzione alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle strade. Facciamo un patto. Vengo a sorpresa con la mia bicicletta ogni 10 o 12 giorni e voi mi dite come va".

L’intervento di Marino dura una manciata di minuti, poi la scorta fende la folla per riportarlo indietro. "Sindaco non abbiamo finito",  grida una ragazza al microfono. "Volevamo sentire delle proposte, vogliamo delle scadenze temporali". Lui torna indietro, sta per rispondere, poi ci ripensa e imbocca via del Pigneto. Qualcuno lo contesta, altri lo applaudono, i più restano scettici. Ai residenti non resta che sperare di vederlo in bicicletta. Altro non possono fare.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Porteremo gli spacciatori fuori dal Pigneto". Marino ci prova ma non convince

RomaToday è in caricamento