Pigneto Pigneto / Via Campobasso, 18

Sgombero al Pigneto: senegalesi di nuovo a casa? Le voci dal quartiere

E' durato una giornata lo sgombero di via Campobasso al Pigneto dove una palazzina abitata da un gruppo di senegalesi è stata dichiarata inagibile. Pare che in serata i residenti siano stati fatti rientrare

Tutto è bene quel che finisce bene. A quanto pare i senegalesi del Pigneto sono rientrati a casa dopo lo sgombero durato tutta la giornata di ieri. Dalle 5 del mattino a tarda sera i residenti di via Campobasso 18 hanno atteso ammassati fuori dalla porta per lo più senza capire e senza sapere. Chi si domandava dove li avrebbero portati, chi era impietrito a tal punto da non dire niente e chi invece, con aria sicura di chi ci ha fatto il callo, rispondeva “tanto torniamo dentro prima di stanotte”. E aveva ragione. Passando questa mattina da via del Pigneto nemmeno l’ombra della giornata campale di ieri se non nei racconti di chi sorseggia il caffè al bar e di qualcuno degli stessi sgomberati che ci dice: "Sì sì, è tutto finito". Ognuno è tornato a casa sua, ognuno questa notte ha dormito nel suo letto. Tutto si è concluso? Così sembra anche se, ascoltando il quartiere, qualche dubbio sull’episodio rimane. Per molti infatti si tratterebbe semplicemente di una “storia che si ripete”.

“Succede sempre così, ogni tanto vengono, fanno controlli per cercare droga e armi, poi vedono che le condizioni della palazzina e li fanno uscire”. Così commentava l’accaduto ieri sera uno dei tanti commercianti di via del Pigneto accorso sul posto "per solidarietà con un gruppo di persone che non hanno fatto niente di male". “Non cercano droga, cercano merce contraffatta con la scusa di verificare se il palazzo sta in piedi - gli fa eco un collega - come se poi non si sapesse che è pericolante”. Anche secondo gli inquilini di via Campobasso quella della dichiarazione di inagibilità sarebbe “solo una scusa per vedere se la locazione è regolare”. E, a quanto dicono le voci, pare che lo sia. 
 
“Li hanno rimandati a casa perché non possono certo tenerli fuori, hanno un contratto di affitto ancora per 4 anni” ci racconta Nino dal bancone del bar Rosy che, in tempo di guerra, abitava “proprio in quella palazzina che già stava diroccata”. “Non è un caso - continua Nino - che il fornaio dello stesso isolato abbia le impalcature, sono strutture pericolose. Poco tempo fa è caduto un pezzo di cornicione”. Che siano abitazioni non proprio stabili è sulla bocca di tutti e infatti qualcuno dice “che non li terranno lì a lungo”. Quanto? Non si sa. Dove andranno? Tanto meno. 
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