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Il circolo Arci aiuta i senza tetto, il V municipio lo punisce: "Mai più bevande". Poi si accorge dell'errore e ritira il provvedimento

E' accaduto al Sparwasser al Pigneto, che dal 24 gennaio accoglie otto senza tetto: "Dopo undici mesi di silenzi questa è la prima comunicazione che arriva"

Il V municipio revoca l'autorizzazione alla somministrazione di bevande al circolo Arci Sparwasser perché accoglie da ormai tre settimane otto senza tetto che, altrimenti, avrebbero dovuto dormire al freddo della strada. Poi ci ripensa. La denuncia arriva direttamente da Sparwasser: ieri mattina, con una Pec, il municipio ha comunicato che, "vista l'iniziativa intrapresa", il Comune di Roma ha predisposto un atto amministrativo per revocare la Scia, ovvero la possibilità di svolgere alla riapertura attività di somministrazione di bevande.

"Una comunicazione sconcertante che arriva proprio mentre il nostro circolo, dopo undici mesi di sospensione delle attività culturali, ha messo a disposizione, da alcune settimane, locali e risorse per accogliere persone senza fissa dimora nel periodo più freddo dell’anno", ha commentato Vito Scalisi, presidente di Arci Roma.

Scoppia il caso e, poche ore dopo, il V municipio fa marcia indietro: "Facendo riferimento alla vostra nota con la quale è stato precisato che non si è trattato di un cambio di destinazione d'uso dei locali bensì di un diverso utilizzo temporaneo degli stessi, dovuto a un'emergenza pubblica, si comunica che lo scrivente ufficio, vista l'eccezionalità del caso, provvederà all'archiviazione del procedimento avviato", si legge nella nuova nota. Il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, ha spiegato che "gli uffici hanno preso in considerazione la segnalazione di una fonte ufficiale come la Questura e si sono comportati di conseguenza. Appena ci siamo accorti che c'è stata un'incomprensione, l'abbiamo sanata".

Tutto infatti è partito da una segnalazione del primo febbraio del commissariato di Porta Maggiore che ha segnalato al municipio V che "il circolo adibito alla somministrazione di alimenti e bevande, ha recentemente cambiato destinazione d’uso dei locali commerciali in cui è ubicato, riqualificandosi in struttura di accoglienza per le persone senza fissa dimora, bisognose di posto letto per fronteggiare l’emergenza freddo che ha colpito la Captale. Alla luce di quanto sopra", si legge ancora nella missiva del municipio "avendo cambiato la destinazione d’uso dei locali, lo scrivente ufficio provvederà a emettere gli atti per il divieto di prosecuzione dell’attività in oggetto".

Sparwasser diventa un rifugio per senza tetto

Per il presidente dell'Arci di Roma, la comunicazione del municipio V è la prima dopo tanti mesi di "assenze e silenzi a cui ci ha abituati questa amministrazione". Continua Scalisi: "Da undici mesi non abbiamo alcun riscontro alle richieste di supporto a questi spazi per quanto sta nelle competenze del Comune". Silenzio anche "sulla nostra richiesta di un tavolo ampio sulla crisi che attraversa il mondo della promozione culturale, silenzio infine sulla richiesta di strutturare forme di accoglienza dei senza tetto durature, che non pesino più  sull’azione emergenziale di associazioni, spazi sociali e volontari autorganizzati. Ci avvilisce che il dramma pandemico che attraversa la città e questi spazi, sia stato tradotto in un rilievo di mancata comunicazione di un cambio di destinazione d’uso, che tra l’altro si inseriscono coerentemente nell’ambito delle attività di interesse generale previste per una Associazione di promozione sociale e che cozza in ogni caso anche con l’uso temporaneo. Due cantonate: una amministrativa e l’altra umana".

Poi continua: "Per l’ennesima volta una malintesa legalità e astratta, che è l’altra faccia della freddezza delle istituzioni, della loro indifferenza cronica alla sorte di chi vive in strada, diventa la leva per provare a tagliare le gambe a esperienze di promozione sociale e culturale, le stesse che, nonostante siano chiuse da marzo scorso, travolte a loro volta dalle crisi, e dimenticate dalla politica, non hanno smesso un istante di dare vita a reti di solidarietà contro l’insorgere di vecchie e nuove povertà dell’era covid".

Sparwasser ha iniziato ad accogliere senza tetto il 24 gennaio scorso, dopo che dieci persone sono morte di freddo per strada senza aver trovato accoglienza in alcun centro messo a disposizione dalle istituzioni capitoline. Il progetto è stato realizzato insieme a Nonna Roma, che a partire dalla quarantena  ha avviato una distrubuzione massiccia di pacchi alimentari in tutta la città che continua tutt'ora. In sostegno di Sparwasser, per l'accoglienza dei senza tetto, si è mossa tantissima gente del quartiere che volontariamente prepara pranzi, cene e colazioni, organizza turni, raccoglie i fondi. 

"Per questo la risposta di polizia e Comune è sconcertante soprattutto alla luce dell’assenza di risposte a ogni tentativo di Sparwasser di avere un’interlocuzione in questa fase. Ora la nostra rete di solidarietà ha bisogno di altra solidarietà da parte della città e di risposte non fredde se non addirittura ostative da parte di chi la governa", conclude Scalisi.

La notizia è stata commentata anche da Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma: "La solidarietà viene, ancora una volta, punita a Roma. Invece di essere elogiati e sostenuti in tale iniziativa, come dovrebbero essere sostenute le decine di associazioni cittadine impegnate per gli ultimi, i ragazzi dell’Arci Sparwasser ricevono dall’amministrazione del V Municipio una lettera di inibizione alla somministrazione di bevande, motivata dal cambiamento di destinazione d’uso dei locali conseguente all’ospitalità notturna di chi rischia di morire per strada per il freddo. È allucinante", ha concluso annunciando la presentazione di un'interrogazione a Raggi in merito.

"Non si tratta assolutamente di cambio di destinazione d’uso ma solo di un diverso uso temporaneo dovuto ad una emergenza pubblica e di rilevanza generale, visto che ai sensi dell’art. 23 quater Dpr 380/2001 comma 5 'L’uso temporaneo non comporta il mutamento della destinazione d’uso dei suoli e delle unità immobiliari interessate'", spiega Francesca Danese, portavoce del Forum del Terzo settore Lazio. "Come tutti gli altri circoli Arci, anche Sparwasser è chiuso dai tempi del primo Dpcm e dimenticato dai decreti successivi, ma come molte altre realtà associative non si è voluto sottrarre all’urgenza della solidarietà nella crisi pandemica e sociale. Forse l’emergenza è un’altra e riguarda l’indifferenza delle istituzioni e della burocrazia di fronte ai naufraghi delle crisi". Poi conclude: "Invitiamo a cancellare quella determinazione e a rileggere l’articolo 118 della costituzione là dove parla di 'favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale'".

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