PignetoToday

Cinema Aquila, tra ritardi burocratici e perdite d'acqua sul terrazzo slitta la riapertura

L'allerta del comitato di quartiere: "Cinema spento e cittadinanza esclusa"

Striscione di protesta fuori dal cinema

Un tubo rotto che ha perso acqua per una settimana e il rattoppo ma con il rischio infiltrazioni (ancora da verificare) al piano alto dell'edificio. Poi un esposto in Procura e uno all'Anac per presunte irregolarità nell'affidamento del bando. E quei locali ancora chiusi che non fanno ben pensare agli abitanti del quartiere. Sul cinema l'Aquila è reale il timore di veder slittare - per l'ennesima volta e a tempo indeterminato - l'apertura promessa. 

A lanciare l'allarme sono i comitati del territorio. Ecco in sintesi la denuncia: "Più di un anno di chiusura Pd, quasi due di chiusura pentastellata. Cinema spento e cittadinanza esclusa". Cinema spento perché il bando per la gestione è stato assegnato tra un ricorso e l'altro alla Cinema Mundi onlus lo scorso gennaio, ma ancora manca la firma finale al progetto presentato ai tecnici capitolini, e l'ipotesi apertura a primavera, auspicata dai nuovi gestori per il 12 aprile, si allontana. "Per il momento siamo ancora in fase di definizione di alcune varianti al progetto, che comunque non è in discussione, ma non siamo nella posizione di dare nessuna certezza ai partner commerciali finché l'iter non sarà finito" spiega Domenico Vitucci amministratore unico della Cinema Mundi, che pur resta ottimista: "L'apertura il 12 aprile è comunque una strada aperta. Faremo tutto il possibile". 

IL VIDEO DELLA PROTESTA

Molto meno ottimisti sono i cittadini, in particolare i membri del comitato Pigneto-Prenestino e di SCCA – Spazio Comune Cinema Aquila, gli stessi che hanno preso parte al processo partecipato avviato dal vicesindaco con delega alla cultura Luca Bergamo, e all'apertura temporanea che per qualche mese ha fatto rivivere il cinema. Fino al bando, alla vittoria prima dell'associazione Kshot, bloccata da alcune irregolarità contributive accertate dagli uffici tecnici, e poi del Cinema Mundi, alle polemiche sollevate dall'opposizione Pd rispetto all'assegnazione finale. 

La Cinema Mundi è infatti l'ex Nca onlus, coop che ha ottenuto da Il Sol.co (l'associazione di Mario Monge, coinvolto in Mafia Capitale) la dirigenza del cinema tramite un subappalto poi giudicato irregolare. Il consigliere dem Orlando Corsetti ha presentato due esposti, uno in Procura e uno all'Anac per verificare la liceità dell'affidamento. Nel frattempo i diretti interessati si sono difesi (QUI LA REPLICA) e il Comune ha risposto che è tutto lecito: "Si sarebbe potuto legittimamente escludere dalla selezione il Consorzio Sol.co non Nca cooperativa Onlus, oggi denominata Cinema Mundi società cooperativa".

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Al netto dei risvolti eventuali, gli ostacoli alla rinascita del cinema, avamposto culturale e sociale del quartiere Pigneto, non sono mancati. Ultimo in ordine di tempo, un tubo rotto sul terrazzo del cinema (con ogni probabilità dal gelo di metà febbraio), segnalato da una residente del palazzo a fianco al municipio. "Siamo intervenuti celermente - spiega il minisindaco del V municipio Giovanni Boccuzzi - per riparare il guasto". Ma sui tempi della riapertura non si esprime: "Dipende dal dipartimento". Conferma però che al momento non è stato effettuato ancora nessun sopralluogo all'interno del cinema, dove il tubo rotto e l'acqua sgorgata per giorni potrebbero aver compromesso la guaina del tetto. "Nessuno è andato nemmeno a vedere un che condizioni sono gli spazi - si sfogano gli esponenti del comitato - questo non fa che confermare lo stato di abbandono in cui versa il cinema. Nessuno ci è entrato, nè l'amministrazione nè i nuovi gestori". 

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