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Cinema Aquila, escluso il Kino dal bando per irregolarità contributive. In pole la vecchia dirigenza

Del 2 ottobre la determina del dipartimento Cultura. Passa in testa alla graduatoria la coop Cinema Mundi che già lo ha diretto dal 2014 al 2015

Esclusi i primi arrivati per supposte irregolarità contributive. Al netto di possibili azioni legali, l'associazione Kshot non gestirà gli spazi del cinema L'Aquila. Del 2 ottobre una determina dirigenziale del dipartimento Cultura che cambia le carte in tavola rimandando per l'ennesima volta la rinascita del presidio culturale del Pigneto, tra le battaglie che la giunta Raggi ha preso subito in carico a inizio mandato. 

Del 13 luglio scorso l'esito del bando che vedeva al primo posto i soci del cinema Kino di via Perugia, membri di Kshot. Poi, dalle verifiche emerse da parte dell'amministrazione, alcune irregolarità nel pagamento delle imposte all'INPS. Il risanamento della posizione contributiva espletata dopo i rilievi però non è sufficiente a riabilitare l'associazione, che comunque, carte alla mano, è stata esclusa. 

"Stiamo studiando la determina e stiamo cercando di capire esattamente tutti i punti contestati" dichiara Massimo Galimberti di Kshot. "Siamo ovviamente stupiti ma allo stesso sereni sul lavoro da noi svolto, sulla legittimità degli atti prodotti e sulla nostra buona fede". Valuteranno eventuali ricorsi ai magistrati. "E' presto per dirlo ma senz'altro faremo tutto ciò che è previsto dalla legge"

Passa in testa, ammessa alle fasi successive della procedura di evidenza pubblica, la coop Cinema Mundi, che adesso dovrà presentare la documentazione fiscale richiesta dagli uffici. Un vittoria per la onlus che a luglio aveva chiesto una verifica dei requisiti del Kshot, contestandole l'assenza dell'iscrizione all'albo regionale del volontariato. Non è questa la ragione dell'esclusione, ma i nuovi vincitori festeggiano comunque. 

"Nelle prossime settimane andremo avanti con le procedure di audit sulla capacità finanziaria, speriamo di poter essere operativi per l'inizio del prossimo anno" dichiara Fabio Meloni, della coop cinema Mundi. Prosegue però l'iter legale per accertare che il bando del Campidoglio rispettasse i requisiti legati ai beni dell'antimafia. "Abbiamo fatto ricorso al Tar perché nell'avviso pubblico si è parlato genericamente di enti, senza tutte le specifiche del caso richieste dalla legge. Per noi il cinema Kino non aveva i requisiti, ma non ce l'abbiamo con nessuno, l'errore è nel bando"

La coop Cinema Mundi è la vecchia dirigenza

Meloni, lo ricordiamo, ha diretto il multisala del Pigneto dal 2014 al 2015. Poi la struttura è stata chiusa per irregolarità amministrative che però, ci tiene a mettere le mani avanti, non riguardavano la sua cooperativa. Alla direzione del progetto artistico del cinema era stato chiamato con una sorta di subconcessione, dalla onlus Il Sol.Co di Mario Monge, vincitore dell'appalto per la gestione del cinema l'Aquila nel 2004. Insieme erano soci fondatori dell'NCA. Coop. Soc. ONLUS. Quest'ultima si è inserita nel progetto in un secondo momento, con Meloni direttore. 

A giugno 2015 l'improvvisa revoca della concessione a Monge da parte del Comune di Roma, proprio per quella subconcessione che non sarebbe stata consentita dal regolamento sugli appalti. In tutto questo però, il presidente Monge è stato coinvolto anche in Mafia Capitale, e l'ipotesi che Buzzi e Carminati abbiano messo le mani anche sul cinema ha gettato un'ombra sulla struttura per mesi. Da qui la campagna di Meloni che ha sempre ribadito l'estraneità a qualunque vicenda legata al Mondo di Mezzo. E oggi torna a farlo: "Il tribunale ci ha riconosciuto parte lesa nel processo che ha visto coinvolto il nostro ex socio Monge per turbativa d'asta. Siamo stati i primi a subire danni dall'accaduto".

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