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Il campetto va alla scuola, ma la Pigneto Team non ci sta: "Uccidete spazi sociali"

La giunta Boccuzzi annuncia la riapertura del campo e la stipula di una convenzione con l'istituto Toti, aspettando il bando di gara. A protestare l'associazione (senza scopo di lucro) che ha gestito l'area per anni

Lo striscione di protesta fuori dal campetto

Il campo di calcio davanti alla Toti sarà aperto ai bambini della scuola, in attesa che vengano realizzati gli spogliatoi e venga emanato un bando di gara per l'affidamento. Il 20 febbraio scorso un direttiva della giunta Boccuzzi ha dato mandato alla Direzione Socio Educativa del municipio V di predisporre gli atti necessari per stipulare una convenzione con l’Istituto Comprensivo Enrico Toti. "Dopo una bonifica dell'area chiusa e diventata luogo di incuria - annuncia il minisindaco - verrà riaperto per dare la possibilità ai ragazzi di utilizzarlo come area sportiva nell’ottica della valorizzazione dei luoghi del quartiere segnalata dai cittadini stessi". Dopodiché ci sarà una gara e un'assegnazione per la gestione. Buone notizie per bimbi e genitori della scuola, ma non per chi sperava di tornarci dopo anni di promesse. 

Fuori dal campetto lo striscione che non le manda certo a dire: "Boccuzzi-Brunetti assassini del sociale". Firmato Pigneto Team, l'associazione che gestisce da vent'anni una scuola calcio gratuita per i "pulcini" del quartiere. "Siamo nati per gestire un bene pubblico in modo che nessuno potesse specularci e che tutto il quartiere potesse usufruirne gratuitamente, comprese le scuole e le altre realtà che sono senza fine di lucro come scritto, e nei fatti, nel nostro Statuto". Il campetto in questione, in via del Pigneto 100, è nelle disponibilità dell'ex gruppo giovani Pigneto dal 1999, quando fu recuperato all'incuria e trasformato in un servizio per il territorio tramite una convenzione con l'allora presidente del municipio Enzo Puro. 

Poi arrivò il cantiere della metro C e alle squadre dei calciatori in erba venne data la possibilità di trasferirsi nel campetto della vicina piazza Nuccitelli Persiani, con la promessa di poter tornare a far giocare i bambini nei luoghi originari una volta effettuati i lavori per la realizzazione degli spogliatoi da parte di Metro C. Spogliatoi che però non sono mai arrivati, nonostante all'ex giunta Palmieri fosse stato richiesto, poco prima della fine della consiliatura, un progetto apposito. Nel frattempo il campetto era rimasto inagibile causa danneggiamenti legati a una serie di piccoli interventi effettuati nell'ambito del cantiere. Oggi si prepara a riaprire, ma l'esperienza dell'associazione rischia di terminare. 

"Al presidente Boccuzzi e all’assessore Brunetti da quando si sono insediati al municipio, fin dal primissimo incontro avvenuto dopo l’elezione, gli è stato chiesto più di una volta di venire al campo per vedere con i propri occhi di cosa si stava parlando. Non sono mai venuti" raccontano sul loro sito allenatori, genitori, soci. "Fin dai primi incontri abbiamo chiesto loro a gran voce di attivarsi per far sì che si potessero riprendere le attività sportive in quella struttura. Le risposte sono state disarmanti ed hanno dato conferma a quello che prima sembrava solo una sensazione, cioè che noi siamo cittadini di serie B". Dal canto loro i nuovi amministratori difendono il provvedimento emanato in nome di legalità e trasparenza: no agli affidamenti diretti sì al bando di gara. E la Pigneto Team non sarebbe contraria in sè a concorrere per la gestione con altre realtà, purché si parli di enti senza scopo di lucro. 

"Qui facciamo tutto gratis. Da 18 anni diamo la possibilità ai bambini tra i 7 e i 12 anni di giocare a calcio con una spesa di iscrizione di 80 euro all'anno" spiega a RomaToday Pippo Ciacci, uno degli allenatori della scuola calcio. "Abbiamo tre squadre ad oggi, 45 bambini, il materiale per giocare ce lo regalano negozi che ci fanno da sponsor. Sa quanto costa portare un bambino in una normale scuola calcio? C'è chi non può permetterselo e finisce per strada. Siamo una realtà importante, un collante sociale che ha funzionato e ancora funziona, che ha salvato tanti giovanissimi da spaccio e criminalità. Ora ci vogliono azzoppare. E ai bambini? Cosa diciamo?".

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