Martedì, 3 Agosto 2021
Pigneto Pigneto / Via del Pigneto

IL QUARTIERE DIETRO IL BANCONE: impressioni dalla nuova Bottiglieria

Alessandro e Giorgio hanno aperto da poco la nuova "Bottiglieria Il Pigneto" e ci raccontano le loro prime impressioni sul quartiere

"Quello che colpisce subito è l'energia culturale e sociale che anima il Pigneto. E' raro trovare tanti giovani che con continue iniziative tengono vivo il loro territorio". A parlare così bene del quartiere sono Alessandro e Giorgio, i nuovi arrivati della "Bottiglieria Il Pigneto", locale al di là dell'isola pedonale che ha aperto i battenti lo scorso gennaio. Alessandro, che gestisce anche una bancarella di vestiti al mercatino di via Sannio, si dice soddisfatto di questi primi mesi di lavoro, in particolare della clientela.

"Stare oltre l'isola fa la sua differenza" spiega "e  tiene lontana gente "sfattona" che passa le sue serate in mezzo ai cani e allo spaccio". Il discorso è semplice: "nel nostro locale si può stare bene, bere qualcosa in tranquillità con gli amici, senza essere costretti a stare in mezzo a chi passa la sua serata sdraiato per terra ubriaco". Una precisa volontà di distinguersi e attirare clienti di un certo tipo? In realtà la selezione diventa quasi naturale: "quando non servi amari o peroni a 1 euro, un certo tipo di clientela non entra proprio in bar come il nostro". E, a parte alcol a prezzi stracciati, la bottiglieria offre quasi tutto in un ambiente che, non sarà "sfattone", ma certo neanche d'élite: si parte con il cappuccino la mattina e giornale annesso e si finisce con la selezione di vini per l'aperitivo e le classiche bevute fino alle due di notte.

Non solo Alessandro apprezza la nuova veste del Pigneto modaiolo, il che non stupisce, ma trova che proprio il trionfo della movida notturna possa "valorizzare i luoghi storici", quelli stessi che invece hanno paura di perdere la loro tipicità. "La rinascita del quartiere non può che portare vantaggi ai locali che stanno qui da tanto" spiega il gestore "la gente, oltre a bere nei locali che fanno tendenza, va sempre in cerca di posti caratteristici ed è ben contenta di entrare in contatto con la memoria storica del luogo".

Una tradizione che diventa moda dunque ma che forse conserva poco del vero spirito popolare, quello che i bar di una volta rimpiangono. Su un punto però vecchio e nuovo si incontrano: i problemi del quartiere. "Ci sono immigrati e immigrati, alcuni sono pericolosi, si prendono a bottigliate o magari anche a coltellate" racconta Alessandro "e la cosa peggiore è che spesso la polizia fa finta di non vedere". Maggiori controlli uniti a un "pò più di pulizia delle strade" potrebbero migliorare il tutto. Certo la nazionalità conta poco quando i clienti "alzano il gomito", cosa che capita spesso e che può creare sì qualche problema ma anche situazioni divertenti "che ci fanno ridere per giorni".

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