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Cinema Aquila, habemus bando per l'assegnazione: progetti entro il 15 maggio

La durata della concessione è fissata in sei anni. Alle associazioni partecipanti la possibilità di richiedere un contributo iniziale all'amministrazione

Cinema l'Aquila, immagine d'archivio

Da oggi sul sito del Comune di Roma. Il bando per l'assegnazione del Cinema Aquila al Pigneto è pubblicato. Quasi due anni di attesa dalla chiusura e mesi della nuova amministrazione tra polemiche passeggere e scontri con i cittadini. L'avviso è sulla pagina del Dipartimento attività culturali. Lo spazio (tra i beni confiscati alla mafia) verrà assegnato al progetto che meglio risponderà alle indicazioni raccolte nel "Documento della partecipazione", nato attraverso il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e associazioni locali e non, per far identificare le funzioni e i servizi che il territorio si aspetta dalla riapea dello spazio.

Si legge nel comunicato stampa diffuso dal Campidoglio: "I progetti sono chiamati a confrontarsi con la necessità di identificare modelli di gestione in grado di integrare le funzioni di un cinema rivolto ad un pubblico diversificato, che sia anche luogo di ricerca, sperimentazione, incontro e di formazione nell’ambito dell’audiovisivo con quelle, egualmente rilevanti, necessarie ad assicurare che esso sia anche presidio culturale nel territorio, vitale e aperto, catalizzatore di relazioni e trame sociali, anche intergenerazionali"

"L’avviso che oggi pubblichiamo è il risultato di una innovazione importante con cittadini, associazioni, istituzioni e chiunque abbia aderito al processo collaborativo ‘Co-Roma’  - commenta il vicesindaco Luca Bergamo - abbiamo discusso sulle funzioni che un bene confiscato alla mafia può assolvere per estendere la partecipazione alla vita culturale nel territorio in cui si inserisce. Invece di limitarci a consultare i cittadini su proposte già elaborate dall’Amministrazione o da terzi, abbiamo messo nelle mani di questo processo la responsabilità di indicare cosa sia necessario ad una comunità per svilupparsi armonicamente. E’ un importante cambiamento del modo in cui si formano le decisioni d’interesse pubblico e le si trasforma in atti amministrativi. Chi leggerà il bando si accorgerà delle differenze sostanziali con quelli che lo hanno preceduto senza successo. Si renderà anche conto della sfida lanciata a chi vuole impegnarsi nella definizione di modelli di gestione innovativi e della consapevolezza che l’accompagnamento del Comune nella fase iniziale possa essere una condizione necessaria per l’innovazione. Questa esperienza  conferma che la formazione collaborativa delle decisioni è praticabile e, al contempo, fornisce elementi utili per sviluppare metodi che possano essere applicati in modo diffuso".

Novità prevista dal provvedimento, rivolto a enti, associazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e comunque tutti i soggetti individuati dalla normativa in materia di concessione degli immobili confiscati alla mafia, è la possibilità di richiedere un contributo all’Amministrazione come sostegno iniziale per poi procedere in maniera autonoma successivamente.

La partecipazione del territorio poi, assicura il Campidoglio, "non si conclude con l’Avviso e l’assegnazione, ma è posta come vincolo di progetto, anche nel monitoraggio. Il bando prevede infatti che la cittadinanza resti sempre al centro del bene. Per questo il perseguimento degli obiettivi previsti non potrà prescindere da una periodica attività di dialogo con i cittadini sulle azioni svolte che si affiancherà alle attività di monitoraggio partecipato dell’Amministrazione capitolina". La durata della concessione è fissata in sei anni, la scadenza per presentare i progetti è fissata per il 15 maggio. 

Nel frattempo proseguirà la programmazione temporanea negli spazi, al netto del braccio di ferro in corso tra V municipio e comitati seduti al Tavolo della partecipazione. Diversi i malumori tra le parti da quando tre film (due anti Israele) sono stati bocciati dalla giunta Cinque Stelle del presidente Boccuzzi e dallo stesso assessorato capitolino. Da una parte l'amministrazione accusata di "censura vergognosa", dall'altra le associazioni di quartiere colpevoli, a detta del minisindaco, di non aver rispettato le regole iniziali pubblicando il programma della settimana senza prima avere il placet istituzionale. Lo scontro è ancora in corso.


 

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