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Venerdì, 19 Aprile 2024
Pigneto Pigneto / Via Ascoli Piceno

La storia dell'avvocato ostaggio dello spaccio al Pigneto

Il racconto a RomaToday: "Convivo con le minacce di morte". Cinque le denunce alle forze dell'ordine. Oggi il sit in di solidarietà del quartiere

"Sono stato aggredito due volte, poi hanno minacciato di uccidermi a colpi di machete. Tre giorni fa ho trovato la targa professionale col mio nome spaccata". Non ne può più Giovanni Ferrari, 40 anni, avvocato penalista con lo studio al Pigneto, nel cuore dell'isola pedonale. A RomaToday racconta settimane di convivenza impossibile con un gruppo di uomini che consuma droga giorno e notte sugli scalini del suo portone in via Ascoli Piceno. "Ho lo studio al piano terra, mentre ricevo i clienti entra il fumo di crack e marijuana. Ogni volta interrompo, esco, chiedo gentilmente se si possono allontanare ma niente". Un tentativo di dialogo che non ha portato a nulla, anzi. 

"Il 17 febbraio mi hanno tirato una cipolla in faccia" racconta. Il primo episodio che l'ha spinto a denunciare i fatti ai carabinieri. Da allora le denunce sporte in totale sono cinque. "Il 19 marzo, giorno della festa del papà mi hanno aggredito di nuovo. Ero con la mia famiglia e avevo accompagnato mio padre a vedere studio. Li ho trovati lì a bivaccare come al solito. Gli ho chiesto almeno per quel giorno di lasciarmi in pace ma tre di loro erano molto ubriachi, mi hanno picchiato e minacciato di morte". E pensare che in passato racconta di averli aiutati procurandogli cibo e vestiti. 
"Alcuni di loro sono dei senzatetto, ma si sono approfittati di me, non sono stato ripagato con la stessa moneta". 

Un bivacco continuo e insostenibile sul luogo di lavoro che mette continuamente a rischio la sua stessa professione. "La notte fanno dei veri e propri banchetti lasciando una situazione inimmaginabile al mattino". E se le denunce alle forze dell'ordine sembravano aver cambiato un minimo le cose, tre giorni fa il legale ha trovato la targa di studio spaccata. "Ho denunciato di nuovo". Una situazione pesante che ha spinto il presidente dell'Ordine degli avvocati a sollecitare un intervento al prefetto e al procuratore di Roma. "La camera penale di Roma mi ha espresso solidarietà e mi sta sostenendo. Gli stessi colleghi stanno organizzando un sit in davanti allo studio". 

Vicini all'avvocato Ferrari anche i comitati e associazioni di quartiere. Per oggi alle 18 è prevista una manifestazione sotto lo studio di via Ascoli Piceno organizzato dal gruppo di attivisti di Pigneto Pop. E la solidarietà è arrivata anche dalla storica comunità di senegalesi del quartiere. "Ci tengo a raccontare che molti connazionali di coloro che mi hanno aggredito hanno voluto contribuire alla riparazione della targa" precisa Ferrari. "Ho apprezzato molto questo gesto. Non tutti sono uguali. C'è una comunità che sta qui da anni e che gode del rispetto e della fiducia dei residenti che non vuole essere confusi con chi è malvivente". 

Anche le istituzioni sono venute a conoscenza di quanto accaduto al legale, ascoltato durante una commissione Politiche sociali del 9 marzo e al centro dell'ultima riunione dell'Osservatorio sulla sicurezza pubblica municipale. "È assolutamente necessaria una maggiore sinergia tra forze dell'ordine, istituzioni territoriali, comunali e associazioni del quartiere - commenta a RomaToday la consigliera municipale di Roma Futura Eva Vittoria Cammerino - dobbiamo spingere affinché si possa vivere in un territorio sicuro e rispettoso. In quest'ottica va il presidio di solidarietà di mercoledì". 

Un primo intervento prevederà a stretto giro l'installazione di nuove telecamere di videosorveglienza, oltre - è la speranza - a un'intensificazione della presenza delle forze dell'ordine sul territorio. Che però in passato hanno risolto poco. Un problema vecchio e tristemente noto quello dello spaccio in quei 200 metri di strada pedonale e vie limitrofe, con diversi tentativi (vani) di sedarlo, tra camionette dei carabinieri fisse sull'isola, telecamere, e addirittura, anni fa, l'Esercito. 

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