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Via del Pigneto, residenti in strada per riprendersi il quartiere

Mentre negozi e artigiani chiudono i locali notturni crescono senza limiti: così l'isola pedonale è diventata un "centro commerciale a vocazione notturna"

Il Pigneto non è "spacciato". Lo slogan scelto dai residenti per il sit anti-degrado organizzato oggi in via del Pigneto sintetizza perfettamente lo stato d’animo di chi abita nella zona; da un lato l’incredulità di fronte al dilagare di sciatteria e delinquenza, dall’altro la consapevolezza che basterebbero pochi semplici interventi per restituire una prospettiva diversa al quartiere. E che vale la pena farsi sentire per ottenere risposte.

"Ma non è la solita manifestazione contro la movida", precisano i manifestanti. Ciò che chiedono lo hanno messo nero su bianco in otto semplici punti: un’illuminazione adeguata e controlli più serrati, bagni pubblici autopulenti, stabilire criteri più rigidi per la chiusura degli esercizi. Al di là dei problemi legati al bivacco a far paura è il senso di impunità che si percepisce tra le strade, sempre più alla mercè dello spaccio, "trasformate in discariche d’immondizia, in pisciatoi, in arene di scontri tra bande di spacciatori" (così recita il volantino distribuito dai manifestanti). 

L’ultimo episodio di sangue che ha sconvolto il Pigneto, (un nordafricano sgozzato nel cuore del quartiere) deve aver lasciato il segno. Un altro dei crimini forse legati allo spaccio di droga, che qui spesso avviene alla luce del sole. "Se arrivano ad ammazzare una persona alle 8 di sera vuol dire che c’è qualcosa che non va”, dice Enrico, un giovane manifestante. "Così ora non osiamo neanche più avvicinare chi bivacca davanti alle nostre porte, – aggiunge una signora – chi ne ha più il coraggio?".

Ma il problema, assicurano, "non è la movida"; semmai il modo in cui viene gestita. Mancano i bagni pubblici (ma il nuovo progetto di riqualificazione dell’isola pedonale prevede la costruzione di tre bagni fissi) e i controlli delle forze dell’ordine sono insufficienti. Ma sopratutto il Pigneto è diventato un quartiere inservibile per chi lo vive: "un centro commerciale a vocazione notturna", appunto.

La crisi e l’aumento degli affitti hanno prodotto la chiusura di tanti negozi e attività artigianali, mente i locali notturni crescono senza limiti. Una soluzione potrebbe essere dichiarare l’isola pedonale e zone limitrofe "centro commerciale naturale con vocazione artigianale", così da bloccare le licenze per locali aperti solo la sera e diversificare le attività artigianali. Tutte proposte che i residenti vogliono mettere sul tavolo della politica quando il progetto di riqualificazione dell’isola diverrà concreto.

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