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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Il suolo fragile / Tor Pignattara / Via Zenodossio

Invasione di tir nonostante voragini e gallerie sotterranee: la paura dei residenti

Il Comitato Torpigneto Almagià torna a chiedere l'istituzione di un'isola ambientale in una zona che poggia su un suolo molto fragile

Chilometri e chilometri di gallerie sotterranee portate alla luce da una delle tristemente note caratteristiche di Roma: le voragini. Il quadrante compreso tra Torpignattara, Marranella, Pigneto e parte del Quadraro poggia in gran parte sul vuoto, e dopo anni di rimostranze e decine di strade chiuse e transennate, i cittadini tornano a chiedere che si risolva il problema una volta per tutte. Partendo dalla viabilità, che incide non poco sulla stabilità di un territorio così fragile.

“Dopo il lockdown ci siamo ritrovati con più di 50 attività di commercio all’ingrosso al posto dei tradizionali negozi di vicinato - spiega a RomaToday Alessandra D’Angelo del comitato Torpigneto Almagià - Oltre a perdere attività utili al quartiere vediamo ogni giorno passare mezzi pesanti che caricano e scaricano merce, e conviviamo con una viabilità rivoluzionata e congestionata a causa delle strade chiuse e delle transenne”. Da qui la richiesta di agire su due fronti: da un lato aumentare i controlli e i sopralluoghi nelle attività all’ingrosso per verificarne la regolarità, dall'altra istituire, almeno nella zona del parco Almagià, polmone verde del quadrante, un'isola ambientale così da alleggerirla del traffico.

Gli abitanti del quartiere, esasperati, hanno più volte segnalato la questione sia al Comune sia al Municipio, una battaglia lunga anni che nel dicembre del 2021 ha portato a una delibera del consiglio comunale che impegnava il sindaco ad avviare la progettazione dell’isola ambientale. A oggi però ancora nulla è stato fatto, a parte l'istituzione del divieto di transito per mezzi sopra le 3,5 tonnellate.

I cunicoli e le cavità della Roma sotterranea 

Il problema sollevato dai cittadini è annoso ed è legato a qualcosa di cui si avverte la presenza senza però capirne bene la portata: un reticolo di gallerie e cavità che si estende sotto la gran parte del territorio del V municipio, costruito su un suolo vulcanico da cui veniva estratta la pozzolana, una fine cenere vulcanica, appunto, che veniva utilizzata per costruire. Nell'antichità i romani hanno scavato cunicoli, gallerie e "camere" di estrazione, cui si aggiungono catacombe e luoghi di culto. Tutto resta silente e innocuo sotto terra, sino a quando le volte non vengono danneggiate e indebolite a causa di infiltrazioni d'acqua e umidità. A quel punto cedono, causando le voragini che gli abitanti della zona hanno ormai imparato a conoscere bene. 

Un suolo fragile, quello del V Municipio, che custodisce reperti e testimonianze preziosi. E che allo stesso tempo nasconde molti punti in cui la stabilità è a rischio. E le sollecitazioni continue dei mezzi pesanti non aiutano i residenti a dormire sonni tranquilli: "Siamo ben consapevoli del problema - spiega a RomaToday Maura Lostia, assessora ai Lavori Pubblici del V Municipio - È per questo motivo che abbiamo aperto un tavolo tecnico dedicato alle cavità, e che stiamo mappando la zona con attenzione individuando anche le vie a maggiore rischio. Grazie alla mappatura affidata al dipartimento Pau-Simu e l'Associazione Speleologi Roma sappiamo che ci sono vie che per definizione necessitano di un limite di peso, ed è lì che è vietato il transito ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate. Il monitoraggio è costante, e tutte le azioni disposte arrivano sulla base del parere di speleologi, protezione civile e polizia locale, informando anche i cittadini".

Il progetto per l'isola ambientale

Il Municipio lavora anche al progetto di istituzione dell'isola ambientale, che è però strettamente legato ai cantieri aperti in zona: "In quel quadrante ci sono fenomeni di cavità sui quali stiamo ancora lavorando - conferma Lostia - prima di mettere mano alla viabilità e modificarla dobbiamo aspettare che vengano ripristinate queste vie, e poi eventualmente procedere con la revisione. A causa dei cantieri c’è una concentrazione di traffico su quelle zone che non possiamo contingentare ulteriormente, ma stiamo spingendo per definire le situazioni di cavità già esistenti e chiuderle in modo veloce, in modo da portare a termine il discorso isola ambientale e creare un contesto che metta al centro il parco. Si tratta di un'area verde molto frequentata, anche da bambini e famiglie, e va tutelata, regolamentando il passaggio dei mezzi pesanti e anche instaurando dei dossi per limitare la velocità, altra problematica non da poco nella nostra zona come in molte altre di Roma".

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