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Museo del treno Casilino, per sostenere la campagna l'Ecomuseo raccoglie storie: "Relazione speciale con le persone"

L'Ecomuseo Casilino raccoglie e pubblica storie legate alla tratta ultracentenaria: "Un modo semplice per sostenere l'istituzione del museo"

"Ogni mattina. Ogni sera. Salgo sul trenino all’ultimo respiro, nel momento in cui le porte si chiudono.
È un rituale strano questo. Tutto nostro: mio e del trenino
".

"Il trenino giallo me l’ha fatto scoprire mia madre. All’epoca arrivava ancora a Pantano. Quando il trenino si fermava a Torpignattara, mia madre era felice: le piacevano i colori, le molte culture, la vita brulicante". 

"Tanti anni fa, quando ero piccolo, il trenino per me era sempre una grande attrazione. Sarà perché mi scatenava il senso di avventura, di 'viaggio', insomma ogni volta che da Torpignattara  lo prendevo mi divertivo un mondo". 

Non solo le firme. In sostegno della campagna per l'istituzione del Museo del treno Casilino scende in campo anche un patrimonio di storie, aneddoti e pensieri, poesie e video. Quelli riportati all'inizio dell'articolo sono solo alcuni dei testi raccolti dall'Ecomuseo Casilino che ha inaugurato un form online per permettere a chiunque di raccontare la propria storia, la propria esperienza del trenino ultracentenario. 

"Ogni giorno ci arrivano video, poesie, pensieri, storie che ci raccontano il rapporto unico, emotivo, carnale che le persone che abitano il nostro territorio hanno con il trenino giallo", spiega l'Ecomuseo Casilino. "È questa relazione speciale che lega questo mezzo di trasporto al paesaggio umano e culturale dei nostri quartieri che va prima di tutto salvaguardata".

La campagna per chiedere la valorizzazione del patrimonio culturale e sociale che gravita attorno a quella che un tempo era la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, oggi ridotta alla tratta Laziali-Centocelle, è scattata nelle scorse settimane. Obiettivo è l'istituzione del Museo del treno Casilino presso il deposito dei tram di Centocelle.

"Abbiamo inviato una lettera al Ministero della cultura, al Ministero dei Trasporti, alla Regione Lazio, a Roma Capitale, ad Atac Roma, alla Soprintendenza e alla Sovrintendenza per chiederne l'istituzione", spiega ancora l'Ecomuseo Casilino. "Lettera firmata da tante realtà del territorio e sostenuta dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale".

Missione principale del museo è la conservazione del "patrimonio immateriale legato alla linea, con attenzione particolare alle memorie, alle storie e alle elaborazioni artistiche e culturali legati alla tratta e un focus più 'urbano', orientato allo studio e riflessione sugli impatti di questa infrastruttura nelle dinamiche sociali della periferia est di Roma". Così l'associazione esorta residenti dei quartieri toccati dalla tratta e pendolari a contribuire in modo semplice e naturale: "Raccontandoci una storia, una storia del trenino".

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