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Primarie V municipio, Caliste: "Le priorità del territorio sono sociale, turismo e sicurezza"

Intervista a Mauro Caliste, candidato presidente al V municipio del Pd alle primarie del centrosinistra

Sociale, cultura e turismo, sicurezza sono i temi più urgenti che dovrà affrontare il prossimo presidente del V municipio, con un occhio di riguardo alla “compartecipazione tra pubblico e privato”. Rifiuti? “Servono più spazzini”, mentre la forza del territorio “è la sua capacità di reagire”. Sono solo alcuni temi sollevati da Mauro Caliste, candidato presidente del V municipio alle primarie del centrosinistra che si terranno il prossimo 20 giugno. Ex assessore municipale, volontario della casa famiglia Ludovico Pavoni, milita nel Pd territoriale da anni. 

Cosa rappresenta la sua candidatura nello scenario delle primarie?

La mia candidatura ha ricevuto il sostegno del Pd del V municipio e, all’unanimità, dei Giovani democratici del territorio, ma va oltre il partito. Nei giorni scorsi è arrivato il sostegno del candidato sindaco Stefano Fassina e nei prossimi arriverà anche quello di altri esponenti non dem. La mia candidatura rappresenta l’unione del centrosinistra e ha come baricentro il Pd e la mia esperienza da militante cattolico. In questa campagna elettorale per le primarie si scontrano due modi diversi di fare politica: il mio è quello di chi ogni giorno, da sempre, apre la sezione e ci mette la faccia, qualcun altro si ricorda della gente solo tre mesi prima delle elezioni. Per questo a ottobre del 2020, insieme ad altre persone, abbiamo fondato l’associazione Impegno Civico con la quale, da allora, abbiamo organizzato molti incontri su diverse tematiche e in molti territori. Il nostro slogan è protesta/proposta: va bene denunciare le cose che non vanno, ma quali sono le proposte? Dal 21 giugno, poi, tutti i candidati del centrosinistra dovranno lavorare insieme.

Quali sono i temi più urgenti che il prossimo presidente del V municipio dovrà affrontare?

Parto dalla sicurezza. Chiediamo una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ma non solo. Con un documento sottoscritto anche da una serie di realtà che si occupano di sociale, dalla Caritas a Sant’Egidio passando per Nonna Roma abbiamo chiesto che queste realtà possano sedere al tavolo dell’Osservatorio sulla sicurezza. Altro tema è la valorizzazione dei beni archeologici. È assurdo che la fermata del trenino Termini-Centocelle non abbia una fermata davanti alle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, per esempio. Puntiamo a realizzare un distretto culturale con il municipio che dovrà farsi promotore delle realtà presenti sul territorio, per esempio, attraverso uno strumento come un sito. Altro tema è il sociale. Purtroppo in questi ultimi cinque anni sono state chiuse molte realtà che si occupavano di sociale. Realtà indispensabili considerando che nel V municipio un’ampia fascia di popolazione vive di sussidi di vario genere. 

Uno dei temi più urgenti è la crescente povertà sul territorio. Cosa può fare l’amministrazione municipale?

Sono un volontario della casa famiglia Ludovico Pavoni e ogni giorno vediamo una lunga fila di persone passare di qui a prendere frutta e verdura. Per quel che mi riguarda la politica non deve entrare nel merito di come risolvere i problemi ma individuare le risorse economiche. Ci deve essere una maggiore compartecipazione tra pubblico e privato, e mi riferisco a tutte quelle associazioni e cooperative che da anni lavorano nel sociale e conoscono la situazione nella sua interezza. Se dovessi dare un ordine a queste tre urgenze direi: sociale, cultura e turismo, e sicurezza. 

Questo territorio viene spesso raccontato attraverso i suoi problemi, ci si focalizza meno sulle sue risorse. Qual è, secondo lei, la forza di questo municipio?

Questo territorio ha nel suo dna la forza di reagire: lo ha fatto combattendo il nazifascismo con i partigiani, lo ha fatto negli anni ‘60 quando in questi quartieri si sono trasferiti molti migranti dal centro-sud Italia. Questo quartiere ha saputo far coesistere tanti uomini e tante donne che venivano da realtà diverse proprio come oggi accade con la forte presenza di migranti. Non nascondo che quando bambini con pelli di tutti i colori escono dalla scuola Pisacane, sentendoli parlare romanesco ti si riempie il cuore di gioia. Siamo riusciti a diventare cittadini del mondo. 

A proposito di migranti. Alle primarie ci sarà anche un candidato musulmano. Crede che la politica locale debba lavorare di più per favorire la partecipazione politica delle comunità migranti?

La mia candidatura è unitaria e non settoriale, ho anche il sostegno da parte delle comunità straniere di questo territorio anche se è importante che tra i candidati ci siano persone che rappresentano mondi significativi del V municipio. Purtroppo manca la rappresentanza femminile, nonostante ci fossero tante donne che, per competenza e radicamento, potevano tentare di competere. 

La questione di genere è emersa anche a livello nazionale, il Pd deve lavorare di più per appoggiare le proprie rappresentanti donne?

Alle primarie tutti avevano la possibilità di candidarsi. Nel primo municipio, per esempio, è scesa in campo Lorenza Bonaccorsi. Nel V, quella convergenza non è avvenuta ma posso dire che nel mio gruppo ci sono molte donne che danno il proprio contributo, non in quanto donne ma per le loro competenze.

Capitolo rifiuti. Non sono una competenza diretta del municipio, ma avete delle proposte per migliorare una situazione che, ad oggi, si presenta disastrosa? 

Purtroppo Raggi non ha fatto quello che doveva fare. In molti quartieri la situazione si è aggravata dal momento che è stato tolto il porta a porta introdotto da Marino. Penso che vada migliorata la raccolta, aumentando il numero di cassonetti e il personale che sta per strada, ma soprattutto deve tornare lo spazzino. L’amministrazione municipale tra il 2001 e il 2006, della quale ho fatto parte, aveva stipulato un contratto integrativo con l’Ama, pagato con soldi del municipio, per garantire maggior presenza e pulizia. È chiaro che poi le risposte devono arrivare la Campidoglio. 

Monumento naturale ex Snia, Parco di Centocelle, Parco lineare di Roma Est, le aree dell’Anello Verde. Sono solo alcuni degli spazi verdi del V municipio che i cittadini rivendicano. È un tema importante per lei?

Per quanto riguarda il Parco lineare, finalmente si è deciso che i lavori della Tav verranno demandati al comune. Ci auguriamo che questo possa avvenire con il coinvolgimento del territorio. La compartecipazione tra pubblico e privato, e mi riferisco a comitati e associazioni, è un tema a cui tengo molto. Dall’Anello verde purtroppo sono rimaste fuori molte aree verdi del territorio, che in molti casi coincidono con le aree archeologiche: valorizzare le prime significa valorizzare le seconde e viceversa. Il Parco di Centocelle, purtroppo, dopo 5 anni attende ancora una bonifica dall’immondizia che è stata sotterrata e non è ancora stato risolto il problema degli sfasciacarrozze. Si tratta di attività che svolgono un servizio ai cittadini e l’amministrazione dovrebbe trovare un’area alternativa. In generale penso che sia importante che questi spazi vengano vissuti.

È d’accordo con i cittadini che chiedono l’esproprio dell’area privata dell’ex Snia?

Un anno fa la Regione Lazio ha istituito il monumento naturale e ha affidato a Roma Natura la sua gestione. Accanto c’è l’area di proprietà privata dove, negli anni scorsi, grazie ai comitati e anche al Pd, è stata scongiurata la realizzazione di cubature. Ora Zingaretti ha annunciato l’ampliamento del monumento naturale ed è giusto arrivare all’esproprio. Ma non bisogna parlare di esproprio tanto per riempirci la bocca: vanno trovate le risorse economiche e toccherà alla prossima amministrazione farsene carico.

Martedì scorso in via Zenodossio si è aperta una grande voragine. Il dissesto idrogeologico del territorio è sottovalutato?

È un problema presente in tutto il territorio da molti anni. Bisogna riconoscere che questa amministrazione sta facendo un lavoro egregio in quanto nei prossimi giorni partiranno i lavori di verifica del sottosuolo attorno a via Zenodossio e già altri cantieri sono aperti a Villa de Sanctis e via Policastro. Ci auguriamo che dopo le indagini in merito all’ultima voragine vengano subito avviati i lavori per mettere in sicurezza la strada. Poi è chiaro che servono interventi straordinari da parte del comune e della regione per mettere in sicurezza il territorio. Vorrei infine aggiungere altri due temi.

Quali?

Il decentramento: è necessario tornare al regolamento di Rutelli del ‘99, dal momento che da allora sono stati fatti passi indietro. Un presidente di municipio risponde ai cittadini e deve poter dare delle risposte. In attesa che le forze politiche che amano Roma arrivino a una soluzione in Parlamento, non c’è bisogno del libro dei sogni ma di fare ciò che possiamo con le leggi a disposizione.

La seconda?

La politica deve impegnarsi di più per destinare spazi ai giovani.

Come giudica l’operato dell’amministrazione Boccuzzi?

I Cinque Stelle sono stati una delusione a Roma e nel municipio. Raggi ha cambiato 14 assessori in 5 anni e diversi amministratori delegati di Ama e Atac. Qualcosa non ha funzionato. Anche l’amministrazione municipale ha avuto dei cambi. Hanno pagato l’inesperienza e il fatto che è venuta meno l’umiltà. Come diceva Petroselli, per governare Roma bisogna amarla mentre i Cinque Stelle pensavano di gestirla come la società di Casaleggio. Raggi è frutto anche di un errore del centrosinistra. Ho criticato alcuni aspetti dell’amministrazione Marino ma è stato uno sbaglio la decisione dei consiglieri comunali di andare dal notaio per portarlo alle dimissioni. La politica non si fa nei tribunali o dai notai, ma nelle sezioni di partito con iscritti e militanti. Oggi alcuni di quei consiglieri comunali si presentano come una novità politica, in realtà sono coloro che si sono recati dal notaio per far cadere Marino.

Niente accordo alle comunali tra Pd e M5S, ma resta aperta una possibile convergenza al ballottaggio. Sarà così anche nel V municipio?

Ho sempre visto come un errore l’accordo al primo turno con i Cinque Stelle. In questi anni i nostri consiglieri hanno portato avanti una dura opposizione contro i pentastellati, qualsiasi proposta avanzata dal Pd è stata bocciata a priori dal M5S. Solo recentemente hanno iniziato ad ascoltarci. Qualora diventassi il candidato del centrosinistra e arrivassi al ballottaggio contro il candidato del centrodestra mi rivolgerò agli elettori del Movimento cinque stelle riconoscendo che sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Se lo riterranno opportuno confronteremo i nostri programmi. Il bene comune non è né di destra né di sinistra. La buca è di tutti e va tappata bene.

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