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Prenestino: dopo 30 anni arriva la rete fognaria. Ma è una beffa: "Servirà 10 famiglie su 200"

I residenti nel quadrante tra via Formia e via Cori chiedono un impianto di scarico dal 1982. A 31 anni di distanza i lavori sono partiti ma serviranno solo un abitante su venti

Era il 1982 quando il Comitato di Quartiere “Villini via Formia” scriveva per la prima volta all’allora sindaco della Capitale per chiedere “la realizzazione di una rete fognante” che servisse i circa 400 residenti dell’area tra via Formia e via Cori. In 31 anni di inquilini in Campidoglio ne sono passati almeno una mezza dozzina ma nulla è cambiato per gli abitanti di questo quadrante edificato nel 1937 e da allora privo di un sistema di scarico.

L’ultimo capitolo di una vicenda che ha del surreale è andato in scena il 17 maggio scorso quando la presenza di personale e mezzi Acea in strada ha illuso tutti che in fondo sei lustri di attesa e solleciti fossero abbastanza, anche per i tempi capitolini. Poi è arrivata la doccia fredda. La rete fognaria verrà sì realizzata ma solo per pochi eletti, un tratto di una quarantina di metri divisi equamente tra via Terracina e via Formia e “di fronte ad una palazzina di due piani appena restaurata che sembrerebbe dover diventare un Hotel”, si legge nella nota dell’associazione “Villini Santa Maria” che da anni si è fatta carico della questione.

La partenza dei lavori sembra insomma aver rinfocolato gli animi dei residenti. La loro sensazione è che il disinteresse del Comune e di Acea a risolvere il problema sia pressoché totale. “Dopo anni di continui contatti si é partorito il topolino. Riteniamo inaccettabile eseguire un’ opera che servirà solo 10 famiglie su 200 e riteniamo inaccettabili motivazioni di tipo tecnico. La rete fognaria si realizza ovunque anche nei luoghi dove le pendenze non permettono un naturale scorrere delle acque con centrifughe e pompe di sollevamento, soluzioni da noi suggerite da anni”.

Prova ne è, il fatto che alcuni problemi sembrano essere più tecnici di altri. “Due anni fa si é consentito ad un privato la realizzazione di un tratto fognario su via Labico al solo servizio di una palazzina ristrutturata modificandone la originaria destinazione d'uso; una decina d'anni fa un'altro tratto, sulla prima parte di via Formia per consentire alcune attività artigianali. Come spiegano coloro che hanno approvato e/o finanziato questi interventi, che per questi fortunati non esistono i problemi tecnici della presenza delle gallerie mentre per tutti gli altri si?”


 

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