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Memoria antifascista al Pigneto: c'è la targa ma non c'è la sala

Una delle sale della biblioteca Mameli di via del Pigneto doveva essere intitolata alla memoria dell'antifascista Antonio Aztari. Qualcosa però non è andato è l'intitolazione si è svolta fuori dalla struttura

La targa c'era. I sostenitori pure. Addirittura l'orchestra pronta a tirare le fila con il concerto finale. A mancare era solo la sala. Quella all'interno della biblioteca Mameli nel quartiere Pigneto che doveva essere intitolata al ribelle antifascista Antonio Aztari, che abitava proprio lì, dalle parti dell'isola pedonale. La sala la sua targa l'avrà, ma non oggi come stabilito e come tutti si aspettavano. "Sì dovevamo fare la commemorazione ad Atzari dentro la biblioteca e così era stato comunicato ma alla fine il presidente Antonelli ha detto 'no'". Così ci ha risposto un giovane all'entrata di via del Pigneto 22 mentre gli interventi dei presenti si alternavano di fronte al pubblico radunato alla Mameli. Fuori però, non dentro. Eppure sembrava che Francesco Antonelli, presidente delle Biblioteche di Roma, fosse d'accordo all'intitolazione della sala alla memoria di Atzari. Cosa non è andato?

"Un errore di comunicazione che però mette in luce un atteggiamento di rigidità di fondo da parte del presidente Antonelli". Così ha interpretato quanto accaduto il presidente del municipio Giammarco Palmieri, comunque presente alla commemorazione. E' stata una questione organizzativa dunque e nient'altro  ad impedire il regolare svolgimento dell'iniziativa? Diciamo di sì, anche se l'organizzazione, a detta di Palmieri, poteva mostrare maggiore flessibilità: "Sarebbe bastato posticipare di mezz'ora l'attività della sala e tutto si sarebbe potuto svolgere tranquillamente". "D'altronde - ha continuato il presidente - Antonelli, in più occasioni e anche pubblicamente, ha affermato di essere d’accordo sull’intitolazione ad Atzori, così come ha assunto l’impegno di stilare, di concerto con il Municipio e le realtà territoriali un regolamento che consenta il più ampio utilizzo pubblico degli spazi per iniziative sociali e culturali. Il suo comportamento è contraddittorio e poco comprensibile". 
 
Detto questo, e tralasciando le polemiche, l'intitolazione a suo modo c'è stata. Diciamo forse una "pre" intitolazione in cui comitati, membri dell'Anpi locale e testimoni della resistenza hanno celebrato la memoria antifascista del quartiere. Tutti in attesa di ripetere all'interno della biblioteca la commemorazione che ci sarà, come ribadito da Antonelli che pare aver rinnovato gli impegni assunti in una nota del 15 dicembre. "Il percorso di valorizzazione della memoria antifascista dei nostri territori - ha concluso Palmieri in un nota - è un elemento fondante della natura stessa del Municipio Roma 6, ed un eventuale passo indietro non potrebbe che essere considerato un pregiudiziale atteggiamento di chiusura politica".
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