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V municipio, niente eventi su suolo pubblico: "Stiamo lavorando al piano delle aree"

Associazioni, comitati, singoli operatori hanno da mesi le mani legate. Il municipio è impegnato nella redazione del piano che definisce le postazioni da mettere a bando per eventi e mercatini. Le proteste: "Tempi biblici"

Immagine archivio

Niente eventi su suolo pubblico nel V municipio, fino a nuovo ordine. Da novembre gli uffici di via Perlasca stanno lavorando al nuovo piano delle aree, quello richiesta dalla delibera 139 del 2003 e ancora dalla 35 del 2006, per stabilire quali piazze e strade possono o no ospitare mercatini e manifestazioni varie. Un blocco della macchina amministrativa che va avanti da mesi, che ha sacrificato sull'altare della burocrazia le bancarelle di Natale, e che ora mettere a rischio anche i piccoli eventi che iniziano a risvegliare i quartieri con l'arrivo della bella stagione. 

"Si comunica che, nelle more dell’acquisizione di un Avviso Pubblico che individui spazi e aree idonee all’organizzazione e la gestione tecnica di Mercati/Fiere, questo municipio non rilascerà concessioni di occupazione suolo per lo svolgimento di tali iniziative". Questo la risposta alla richiesta dell'associazione commercianti di villa Gordiani, una delle tante che sul territorio si preparava a organizzare il primo evento gastronomico per salutare la nuova stagione il 25 e 26 marzo. Il no è netto. 

"Il V municipio ha ancora due distinti regolamenti per l'ex VI e l'ex VII, stiamo lavorando per accorparli e averne uno unico" spiega il presidente Giovanni Boccuzzi. Ma i tempi non sono un pò lunghi? "La politica sta facendo il possibile. Sono gli uffici a metterci tanto. Appena sarà pronto i passaggi in commissione e in Aula saranno il più rapidi possibile". Eppure un piano c'era già. Fu votato in consiglio a febbraio 2014. Largo Agosta, l'isola pedonale al Pigneto, viale Partenope, via di Tor Pignattara, circa venti aree individuate per ospitare eventi e stand. Aveva valore sperimentale di un anno. I Cinque Stelle non lo hanno prorogato. A quanto pare non era gradito. Anche se ripartire da un piano già scritto, magari apportandovi delle modifiche, forse avrebbe accorciato i tempi. "Si poteva fare molto di meglio - spiega Boccuzzi - c'erano delle grosse lacune in quel piano".

"Realizzare eventi rappresenta una risposta, in questa fase di declino cittadino, ed è una modalità sociale, commerciale e ricreativa per creare comunità, aggregazione e partecipazione. Non a caso la creazione di eventi aiuta, nel precario tessuto urbano, a superare momenti di sconforto, dove l’individualismo e spesso la paura, possono essere sconfitti con iniziative di condivisione e di presenza attiva". Lamenta Luciano, dell'associazione commercianti di villa Gordiani. "Non si può valutare una cosa del genere solo in termini burocratici".

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