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V municipio, Palmieri ineleggibile? "Ancora non è ufficiale, balletto di nomi indecente"

A parlare il commissario municipale, Aurelio Mancuso, dopo la seconda nota del Campidoglio che ribadisce l'ineleggibilità del minisindaco: "Scioglieremo la riserva entro le prossime 48 ore"

Una girandola di nomi pronti a scalzare il minisindaco uscente, anzi, "uno spettacolo indecente di scarso rispetto, ben oltre le pur fisiologiche ambizioni politiche". E' durissimo il commento del commissario Pd del V municipio, Aurelio Mancuso, indignato dal balletto che si consuma frenetico in queste ore tra il Campidoglio e via di Torre Annunziata. Palmieri sì, Palmieri no, questo è il problema. 

Il presidente è al suo secondo mandato, e sulla carta è in corsa per il terzo. Troppi per palazzo Senatorio che in data 4 marzo ha emesso una circolare firmata dalla nuova segretaria generale, Antonella Petrocelli: insieme a Catarci (VIII municipio) e Fantino (IX), Palmieri "è ineleggibile". Niente di vincolante per i dirigenti del partito: "Faremo opportune verifiche vagliando altri pareri ed eventuali casi analoghi, ma è una nota dubbia, siamo convinti che Palmieri possa andare avanti"

Così cala il silenzio, fino al secondo stop. Un'altra nota del 31 marzo, sollecitata dai consiglieri di Marchini e dal fronte dissidente del partito che voleva le primarie. Stavolta l'atto è diretto solo a Palmieri. Difficile ignorarlo. Per molti la decisione è già presa, e va nella direzione suggerita dal Campidoglio. Ma il commissario Mancuso, raggiunto telefonicamente da Romatoday, frena: "Scioglieremo la riserva nelle prossime 48 ore". E sui nomi che già circolano per la sostituzione, commenta: "Difficilmente saranno quelli"

Tra i papabili riportati dal quotidiano, Tonino Vannisanti, ex assessore municipale oggi capo segreteria dell'assessore regionale alle Politiche Sociali, Rita Visini, e Massimiliano Valeriani, capogruppo Pd in Regione. Uomini di Zingaretti, come zingarettiano è lo stesso Palmieri, con il V municipio bacino elettorale storico del Governatore. Ed è a lui che "deve" andare nella meticolosa spartizione dei municipi in atto tra le correnti del Pd (renziani, orfiniani, zingarettiani) in vista dell'Italicum, dove il consenso territoriale sarà fondamentale. 

Ma intanto Mancuso blinda i nomi, nega che siano già scritti, e non esclude la possibilità di primarie in caso Palmieri venga ufficialmente messo alla porta. Come è arrivato a chiedere direttamente a Orfini, il presidente del Consiglio municipale, Antonio Pietrosanti: "Credo che il tempo sia scaduto e arrivati a questo punto non si possa più prescindere dallo strumento delle Primarie per sciogliere il nodo legato alla candidatura della Presidenza. Premesso tutto questo Le chiedo di intervenire affinché venga scongiurato qualsiasi pericolo di eventuali ricorsi, impedendo la possibilità di una candidatura al presidente uscente Palmieri". 

LE PRIMARIE NEI MUNICIPI E L'ITALICUM--->COSI' LE CORRENTi SI DIVIDONO ROMA

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