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Sabato, 10 Dicembre 2022
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Comprensorio Casilino a rischio cemento: il 2 aprile le nuove linee

Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino: lunedì 2 aprile il Comune renderà note le nuove linee guide. Il rischio cemento è nell'aria e dai comitati scatta l'allarme

Le nuove linee guida verranno presentate dal Comune al VI municipio il 2 aprile durante una seduta consiliare creata ad hoc. Il Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino è in ballo da anni e si è conquistato un posto nel dossier ‘Roma al metro cubo’, realizzato da Legambiente Lazio nel gennaio 2011, tra le dieci scelte urbanistiche all’insegna del cemento adottate dalla giunta Alemanno.

Una storia senza fine quella del Comprensorio Casilino, nome con cui si indicano i 143 ettari di agro romano tra le vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de Schiavi. Sull'area, in gran parte ancora verde, pende infatti un Piano Particolareggiato che minaccia da anni di tradursi in una temuta, quanto osteggiata, ondata edilizia. Osteggiata soprattutto dalla giunta municipale di centro sinistra che però, lo sappiamo, sta battendo con ogni probabilità i suoi ultimi colpi. Che ne sarà delle minacciose costruzioni? La paura diffusa è che, senza ostacoli istituzionali,  possano trovare campo libero.

IL COMPRENSORIO - Da molti è considerata l'ultima riserva verde ancora disponibile all'interno del territorio del VI e VII municipio. Primo o ultimo il Comprensorio Casilino contribuisce in modo fondamentale a colmare la carenza di verde presente nei quartieri circostanti di Torpignattara, Prenestino, Tor de Schiavi e Centocelle. Fa parte, insieme all'area dell’ex aeroporto di Centocelle, del Comprensorio “Ad duas lauros”, di elevato interesse archeologico. Tanto elevato da essere tutelato dal vincolo paesistico apposto dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali con D.M. 21.10.1995. Cosa si ammira all'interno dell'area? Uno scorcio di storica campagna romana diventata riserva di risorse archeologiche, storiche e culturali. Dall'Acquedotto Alessandrino al Mausoleo di Sant'Elena passando per la Collatina Antica, solo per citarne alcune.

I VINCOLI - Posti negli anni Novanta dal Mibac i vincoli sono poi confluiti nel Piano Particolareggiato del Comprensorio Casilino–SDO, adottato dal Comune di Roma con Delibera Consiliare n. 148 del 21.10.2002, nel quale si destina a verde pubblico la quasi totalità dell’area interessata, prevedendo livelli minimi per le cubature realizzabili. Previsioni che, seppur confermate dal nuovo Piano Regolatore del Comune di Roma, adottato con D.C. n. 18 del 12.2.2008, non sono mai diventate esecutive. Il perché? Non è dato saperlo ufficialmente. C'è chi pensa che, con il piano del 2002, in cui era sì previsto cemento ma preservando pur sempre il verde, non si curassero a sufficienza gli interessi dei costruttori. Fatto sta che la battaglia dei proprietari terrieri è finita in tribunale e quel piano che a suo modo tutelava l'area è rimasto sulla carta.

LE SENTENZE DEL TAR E L'OSSERVATORIO -  La sentenza del TAR del 11 ottobre 2006 sul ricorso n.16541/96 ha fatto decadere parte del vincolo fissato dal Mibac dieci anni prima. A questa è seguito un promemoria di giunta degli assessori Ghera e Corsini, del 14 ottobre 2009, che ha tentato di revisionare il piano aumentando le cubature nel comprensorio casilino (prot. n. 13625/2009). Insomma, la caduta dei vincoli di protezione dell'area ha acceso un fuoco di polemiche che non si è ancora spento e ha spinto comitati e associazioni a unirsi nell'Osservatorio Casilino, organo deputato al monitoraggio dal basso dell'evoluzione del piano, che nel gennaio 2011 ha inviato una lettera di diffida al Comune di Roma "e a tutti i responsabili degli enti collegati in risposta ai tentativi di stravolgere l'assetto dell'area procedendo alla sua cementificazione massiccia".

Da lì l'impegno dell'Osservatorio Casilino per la difesa dell'area che ha raggiunto un traguardo significativo con la proposta di trasformare il il Comprensorio in un Ecomuseo, proposta approvata dal Consiglio del Municipio 6 con la delibera del 24 gennaio 2011.

 

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