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Il consultorio di via Spencer è ancora chiuso, blitz delle attiviste: "V municipio e Regione, basta bugie"

L'ultima protesta del Coordinamento delle assemblee dei consultori delle donne e delle libere soggettività del Lazio il 30 ottobre scorso

Il collaudo era previsto per il 9 novembre. Poi, a stretto giro, sarebbe dovuta arrivare l'apertura. Oggi, 27 novembre, però, il consultorio di via Spencer 282, al Collatino, è ancora chiuso. Per questo, stamattina, il Coordinamento delle assemblee dei consultori delle donne e delle libere soggettività del Lazio ha effettuato un nuovo blitz, dopo l'inaugurazione simbolica dello scorso 30 ottobre, altra data promessa e non rispettata.

"Da mesi, prima della prima pandemia, durante il lockdown e ancora adesso, dalla Regione Lazio e dal Municipio V ci vengono comunicate date su date, ma ancora il consultorio di via Spencer non è funzionante né aperto", spiegano dal Coordinamento. "Come al solito Regione e Municipi non si rendono conto dell'importanza fondamentale di queste strutture territoriali, non soltanto per le donne e per le libere soggettività, ma complessivamente per la prevenzione rispetto al divieto, alla difficoltà e a volte all'impossibilità di rivolgersi agli ospedali, ormai tutti Covid. Come donne e libere soggettività siamo qui stamattina per ricordare che non ci si può prendere in giro né continuare con le chiacchiere, bisogna passare ai fatti". Il consultorio, fanno sapere ancora le attiviste, "è stato consegnato, dentro non ci sono più gli operai". Eppure non è in funzione.

"È strutturato con stanze per l'accompagnamento al parto, per incontri collettivi con gli adolescenti, per le visite ginecologiche, quindi è una struttura che potrebbe effettivamente funzionare e rispondere ai bisogni, ai desideri e alle necessità di prevenzione. Visto che il V Municipio e la Regione continuano a prendere in giro noi e coloro che potrebbero utilizzare queste strutture territoriali, noi siamo qui per chiedere: questo consultorio è aperto o no? Non si capisce perchè a pagare i rallentamenti e gli iter burocratici devono essere le utenti e gli utenti. Siamo qui per farci sentire e vedere, per rompere queste bugie e questo silenzio che sta diventando soffocante". 

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