Domenica, 14 Luglio 2024
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"Troppo impattanti, bisogna intervenire". Le nuove palazzine al Nemorense ora spaventano anche la politica

In una triplice commissione municipale Pd, SCE, Azione, M5S e (anche se meno convintamente) FdI vogliono fare luce sui permessi concessi alla Green Stone Fund per costruire condomini e negozi lì dove prima c'era una clinica privata, di fronte al parco Virgiliano

Invasivo, troppo impattante, fuori contesto. E' così che viene definito dalla maggior parte delle consigliere e dei consiglieri del II municipio il progetto di edificazione all'interno dell'area ex clinica Villa Bianca, al Nemorense. Le posizioni sono emerse chiaramente nel corso di una triplice commissione congiunta (lavori pubblici, ambiente, cultura) che si è tenuta il 20 luglio e verrà seguita da altri incontri e commissioni. Ad essere d'accordo Pd, Sinistra Civica Ecologista, Azione e - anche se in maniera meno netta - Fratelli d'Italia. 

Il progetto edilizio dove prima c'era una clinica

Ricordiamo in sintesi di cosa si parla: il fondo Green Stone, con il supporto di BNP Paribas, investirà nella costruzione di un edificio residenziale composto da sei palazzine con unica base, ognuna alta sei piani e con un piano interratto più un altro edificio dedicato o al social housing o al co-living, due concetti abbastanza differenti e sui quali ancora regna una certa confusione. E poi negozi, spazi di co-working, studi professionali, due piani interrati di parcheggi più posti a raso in superficie per un totale di 260 stalli tra privati e aperti agli ospiti. Il permesso a costruire c'è, quello che i proprietari attendono è l'ok alla variante urbanistica rispetto al progetto originario che predeva un unico edificio quasi a ferro di cavallo. Per la prima volta dopo tre mesi da quando la notizia dei lavori si è diffusa, si sono riunite le commissioni ambiente, cultura e lavori pubblici per discuterne. 

"Invasivo e dirompente, ma lì non c'è vincolo"

"Il progetto è invasivo e dirompente - ha esordito Andrea Rollin, Pd, presidente della commissione Ambiente - perché si colloca in una zona storica, inserita nella Carta della Qualità. Purtroppo l'area interessata non presenta vincoli puntiali. Ma per il verde questa cementificazione è dirompente, quanto previsto non è sufficiente. Il primo permesso a costruire è del 2016, quando era ancora in vigore il Piano Casa di Polverini e l'ex assessore regionale Civita non volle toccarlo. Oggi, però, va detto che con la legge regionale di rigenerazione urbana del 2017 quel progetto non sarebbe approvabile, innanzitutto perché la premialità per la demolizione è stata ridotta dal 30 al 20%. Sì la politica doveva intervenire prima, ma adesso è lecito che si chiedano approfondimenti". 

Condominio e co-living al posto della clinica abbandonata. Il progetto spaventa i residenti

"Capiamo strumenti e margini per intervenire e migliorarlo"

Sulla stessa linea Lucrezia Colmayer, sempre Pd, presidente della commissione cultura: "Importante parlare del progetto, sottoscrivo quanto relazionato da Rollin - dice - è corretto confrontarsi con i cittadini che stanno portando avanti una battaglia. Questa è la sede giusta per iniziare un lavoro istruttorio, di studio e approfondimento". Più cauto Marco Pineschi, altro dem nel parlamentino di via Dire Daua e presidente della commissione lavori pubblici: "Questa è un'occasione per dialogare con i cittadini - ammette - e capire quali margini ci siano per migliorare l'intervento e quali strumenti abbiamo a nostra disposizione. Rollin ha fatto una ricostruzione esaustiva, ma dobbiamo essere consapevoli che c'è un permesso a costruire e quindi il riconoscimento di una legittimità. Apriamo un'interlocuzione politica con la proprietà e capiamo quale possa essere la proposta migliore per il quartiere". 

Azione sulle barricate: "Non si tiene conto del contesto urbanistico"

Chi sicuramente ha messo il piede sul gas ed è pronta a dare battaglia è Azione, con la consigliera Marinella Inguscio che insieme alla capitolina Flavia De Gregorio ha presentato due accessi agli atti e in occasione della commissione ha relazionato dettagliatamente sulle ultime novità: "Al momento abbiamo ricevuto risposta sul primo, anche se parziale - spiega Inguscio - e ad oggi si possono fare considerazioni sugli standard urbanistici, sull'altezza degli edifici e sulle distanze, ma anche sul verde. Quello che emerge è che la Regione, con ogni probabilità, approvando l'intervento ha ignorato in quale tessuto urbanistico si volesse inserire il progetto: intorno all'ex clinica Villa Bianca ci sono tutte palazzine di massimo 5 piani, mentre qui si vorrebbero fare tre edifici da sei piani. E' vero che l'area è privata, ma c'è un interesse pubblico, interessi urbanistici e una collettività da tutelare. Per non parlare delle essenze arboree ad alto fusto, presenti soprattutto lì dove verrà costruito l'edificio per l'housing sociale, che saranno abbattute nonostante il precedente progetto, quello per cui chiedono la variante, escludesse questa eventualità". 

M5S e SCE: "Tempistiche strane. La politica deve intervenire e governare questi processi"

Si sofferma sulle tempistiche, invece, Elisabetta Gagliassi dei Cinquestelle: "La demolizione della clinica è avvenuta nel 2006 - ricorda - mi chiedo che premio di cubatura sia maturato, con il permesso a costruire arrivato nel 2016. Sulla variante urbanistica, io credo che la politica possa intervenire, andrà fatta una scelta perché è la giunta che la deve votare. Come Movimento consideriamo questo progetto invadente e invasivo, anche perché calato in un quartiere dove la richiesta edilizia è ormai pari a zero". Perplessità del tutto simili vengono espresse da Barbara Auleta (SCE): "La distanza temporale tra la demolizione e la richiesta di aumento di cubatura e poi la variazione di destinazione d'uso dell'area sono punti da analizzare. L'intervento è indubbiamente negativo, non mi vergogno affatto a dire che è una presa di posizione ideologica. Parliamo di una zona ricca, verde, vicina a Villa Ada, ben servita dai mezzi pubblici dove ci sono palazzine abitate, vissute, molto più che altrove a Roma. Io vorrei si mantenesse questa vocazione. Arriva la cementificazione e si pensa di risolvere tutto dicendo 'facciamo più parcheggi'. Ma dove pensate che vadano quelle macchine? Sempre su via Bradano, via Martignano, via Nemorense che sono tutte più o meno strette e saranno ancora più trafficate. Io rifiuto la logica per la quale se la legge consente qualcosa, allora non si possono limitare le richieste di edificazione. Chi governa deve coordinare, influire. Sono contenta sia stato fatto questo accesso agli atti da parte della collega Inguscio". 

FdI: "Rigenerazione urbana è legge di Zingaretti"

Non approva il progetto nemmeno Holljiwer Paolo, consigliere di Fratelli d'Italia, che però sfrutta l'occasione per ricordare al centrosinistra di chi è la firma sulla legge di rigenerazione urbana: "ZIngaretti e Valeriani l'hanno voluta - ricorda - e quella è la cornice dentro la quale muoversi. Possiamo condividerlo o meno e io non lo condivido, ma questo progetto rispetta la legge e ha i titoli autorizzativi. Facciamo approfondimenti e verifiche, se qualcuno è a conoscenza di illeciti amministrativi ci sono le sedi preposte per denunciarli. Ma se vengono rispettate le norme vigenti, noi ci troviamo nell'impossibilità di bloccare il progetto a meno di irregolarità, non possiamo fare scelte né imporre la nostra visione ad un privato che interviene su area privata senza vincoli": 

La residente avvocato: "Prezzo troppo alto per la collettività"

Alla commissione erano presenti anche alcuni ospiti, come per esempio l'avvocato amministrativista esperta di edilizia Antonella Puoti, residente a pochi passi dall'ex clinica Villa Bianca: "Quando si dice che se le norme vengono rispettate non si può intervenire - specifica - non è corretto. Perché le norme vanno anche applicate correttamente. La domanda di permesso è del 2016, è stata assentita (approvata, ndr) neòl 2022, quindi è questa la data che dobbiamo tenere in considerazione. Nella documentazione allegata alla domanda si dichiara che verranno sfruttate le fondamenta e la palificazione preesistente, realizzate nel 2006 in seguito ad un vecchio permesso a costruire del 2005. La proprietà, subentrata nel 2023, vuole costruire le palazzine ampliando e completando il progetto di 18 anni fa, ma prima era una clinica, questo va approfondito. Rispetto ai margini di miglioramento del progetto: questa variante in approvazione è peggiorativa, ci sono tre caseggiati di 6 piani invece di due e a questi si è aggiunto l'housing sociale che comporta l'eliminazione di alberi, quindi come si può intervenire? Infine, sento anche dire che l'area è privata e non si può far nulla, anche qui ci tengo a sottolineare che lo 'ius edificandi' non è illimitato, va disciplinato e regolato anche tenendo conto degli standard e del carico urbanistico e insediativo. La collettività non può pagare un prezzo così alto". 

Italia Nostra: "Faremo incontro con Veloccia"

Entra in campo anche Italia Nostra, con la delegata e membro del direttivo romano Anna Trinchese: "L'iter che ha portato ad autorizzare questo intervento mi sembra nebuloso, ci stiamo interessando al tema - dice - anche perché siamo preoccupati dall'aumento dei parcheggi e da quanto potrà accadere in tema rifiuti. Faremo anche noi accesso agli atti su un progetto che parte dalla demolizione di una clinica, poi viene fatto cambio di destinazione d'uso e si presenta una variante così impattante. C'è da chiarire. L'assessore capitolino Maurizio Veloccia è informato, ci abbiamo parlato, dovrebbe essere aperto a un incontro con la cittadinanza e le associazioni". 

Da quanto riferisce infine Marinella Inguscio di Azione, una volta arrivata anche la risposta al secondo accesso agli atti verrà convocata una commissione trasparenza, presieduta dalla FdI Sandra Bertucci, con la probabile audizione della presidente del II municipio Francesca Del Bello. 

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