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Elezioni Municipio II: intervista a Stefano Berruti, candidato presidente per i Liberisti Italiani

"Aree verdi in concessione ai privati. La movida? E' un bene per il valore dei quartieri, ma le leggi vanno applicate severamente". Ecco il pensiero del candidato presidente dei Liberisti Italiani

Cinquantuno anni, ingegnere elettronico con esperienza internazionale e appassionato di sci, Stefano Berruti è l'uomo scelto dai Liberisti Italiani per concorrere alle prossime elezioni del 3 e 4 ottobre come candidato presidente del II Municipio. Roma Today lo ha intervistato per conoscerne idee e proposte per l'amministrazione del territorio.

Come mai ha deciso di candidarsi alla presidenza del II Municipio con i Liberisti Italiani? Qual è il suo background e da quanto fa attività politica sul territorio?

"Ho aderito con entusiasmo a Liberisti Italiani, dopo una latitanza dalle urne di oltre venti anni dovuta alla disillusione provocata dalla attuale politica italiana. Liberisti italiani è infatti l’unica formazione di destra liberale attualmente presente in Italia, la sua vocazione per il libero mercato e per il ridimensionamento dello stato italiano ne fanno un partito unico ed assolutamente necessario per dare una nuova prospettiva di sviluppo al paese altrimenti rassegnato al dilagante socialismo che anima purtroppo anche gli esistenti partiti di destra. Il nostro mantra è: 'lo stato deve controllare, non gestire' al quale aggiungo: 'lo stato deve controllare anche chi controlla”. Difatti, la tavola imbandita rappresentata da ciò che lo stato italiano attualmente gestisce fa gola a troppi lestofanti e cambiare i vertici, come ora sembra andare di gran voga, non risolve in nessun modo il problema. Sono stato dunque scelto come presidente del secondo municipio, oltre che per la mia sicura fede nella nostra visione economica, anche per le mie competenze tecnico/organizzative e per la capacità che ho di compiere scelte decise e coraggiose".

Nel II Municipio uno dei temi che sta più a cuore alla cittadinanza è quello della cura del verde: da presidente come affronterebbe la manutenzione ordinaria dell’ampio patrimonio di parchi, ville e alberi del territorio?

"La cura del verde e più in generale il degrado urbano in termini di rifiuti e malcostume (graffiti), sono aspetti che vanno contrastati con fermezza. La nostra visione sullo smaltimento dei rifiuti è nota; aggiungo che anche per quanto riguarda il verde pubblico la nostra idea è quella di appaltare a società private la cura degli spazi. Ove ciò sia possibile, un’ottima idea che incentiva il mondo privato e non costa al contribuente, è quella di assegnare degli spazi pubblici verdi alla gestione di associazioni private, che possano sviluppare dette aree in maniera virtuosa ed allo stesso tempo siano rigorosamente responsabili della relativa manutenzione".

Piazza Bologna, San Lorenzo, Corso Trieste sono i principali luoghi della movida del Municipio: come si gestisce il fenomeno, facendo incontrare gli interessi delle attività commerciali con quelli dei residenti che chiedono quiete e sicurezza?

"La 'movida' è un opportunità che va possibilmente incentivata in maniera virtuosa, e può portare vantaggi economici a tutti. La presenza della LUISS per esempio ha dato nuova linfa al quartiere Trieste ed anche i relativi valori immobiliari ne hanno beneficiato. Ovviamente esiste un lato della “movida” da contrastare ed è quello degli schiamazzi e degli assembramenti selvaggi e per questo le leggi e le disposizioni esistono gia, vanno solo fatte rispettare. Per questo motivo sono favorevole anche all’ampliamento degli spazi esterni dati alle attivià ristorative, sempre che ciò risulti compatibile con il comodo transito delle persone. Allo stesso tempo non vedo di buon occhio le attività di vendite ambulanti che andrebbero confinate in opportuni spazi dedicati. Personalmente ritengo che l’ordine pubblico e la relativa sicurezza che devono avere i cittadini siano al primo posto, seguiti dal decoro urbano. Vanno fatte dunque rispettare le numerose leggi esistenti in materia di ordine, quiete e più in generale avere ben chiaro che la libertà individuale termina dove comincia quella del prossimo. Il mondo privato va incentivato a prendersi cura degli innumerevoli spazi verdi ( come quelli nella zona dello stadio Flaminio/ palazzetto dello sport). Lo stadio Flaminio stesso andrebbe riqualificato vista la validità della struttura." 

Progetto Grab: la ciclovia interessa Villa Ada e via Guido Reni. Lei è d’accordo con questo progetto e per quanto riguarda via Reni crede possa essere da intralcio ai progetti come il tram della musica, la riqualificazione della strada e l’imminente parcheggio sotterraneo?

"Il discorso delle piste ciclabili mi vede molto diffidente. Anche se grande sportivo, consapevole di quanto l’attività fisica sia importante, ritengo quella delle piste ciclabili una moda cavalcata in maniera demagogica a Roma. Questo perchè la città stessa vede il traffico come principale motivo di caos ed invivibilità della metropoli. Il progetto della ciclabile ( oramai cominciato) va dunque portato a termine senza che però possa generare ulteriore difficoltà ai mezzi di trasporto privato e pubblico ( auto, tramvie ecc.). Io personalmente mi sto spendendo molto con i miei amici Liberisti, affinchè in un futuro prossimo si possa riprendere seriamente in esame il vecchio progetto dello SDO, che ritengo l’unico reale modo esistente per sconfiggere definitivamente il problema traffico a Roma; a quel punto anche idee come le ciclabili assumerebbero una reale valenza pratica nonchè sportiva".

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