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Corso Trieste, l’ennesimo schianto riaccende l’allarme: “Pini a rischio vanno abbattuti”

L'albero crollato a due passi dal liceo Giulio Cesare, l’ancoraggio della storica alberata non basta. L’assessore Fabiano: “Serve intervento radicale, basta palliativi”

“Sui pini di Corso Trieste bisogna intervenire in modo tempestivo e radicale. L’incolumità dei cittadini deve rappresentare la priorità”. A parlare ai nostri taccuini è l’assessore al Verde del Municipio II, Rino Fabiano. L’ennesimo schianto a terra di uno dei pini dell’arteria che corre tra Piazza Annibaliano e la Nomentana ha riacceso il dibattito sulla storica alberata le cui condizioni, da tempo, non sembrano ottimali. Tanto instabile al punto da far temere il taglio di sessanta esemplari, ossia un terzo di quelli presenti. Tra alberature a fino ciclo vita, con le radici mozzate o indebolite dagli interventi stradali che si sono susseguiti negli anni, anche l’arrivo della cocciniglia tartaruga non ha contribuito ad offrire garanzia sul loro stato di salute. Così mentre gli agronomi, già impegnati nelle verifiche strumentali, provano a salvare il salvabile attraverso il cablaggio o l’ancoraggio, sia a livello aereo ma anche a livello radicale, dei pini non particolarmente stabili; per quelli ad alto richio di cedimento l’unica strada sarà quella dell’abbattimento

Pini di Corso Trieste, il Municipio II: "Abbattere quelli a rischio"

“Ma bisogna fare in fretta” - sollecita Fabiano. L’ultimo crollo, sempre a poca distanza dal liceo Giulio Cesare, è un nuovo campanello d’allarme. “Non dico che la commissione dei tecnici, la cui relazione ancora non è arrivata nei nostri uffici, sia una perdita di tempo ma - ha detto l’assessore - rappresenta solo un palliativo. Quello di Corso Trieste è un contesto nel quale va considerata anche la gravità delle condizioni del terreno. Anche se lo stato di un albero può risultare sano, bisogne tern conto che quel terreno negli anni è stato sottoposto a interventi per scavi, sottoservizi e altro. Mi sembra che non ci siano una chiara presa di coscienza di questo. La dimostrazione sta nel fatto che i pini che crollano - riporta Fabiano - poi si rivelanosprovvisti di radici o le hanno mozzate”.

L’indirizzo del II Municipio è chiaro: abbattere i pini ad alto richio. “Se in quel contesto urbano, attraversato da studenti, residenti e cittadini che devono raggiungere un quadrante e l’altro della città, gli alti fusti rappresentano un pericolo per incolumità pubblica: quella deve essere la prima preoccupazione. E’ inutile mediare troppo aggrappandosi al romanticismo dei pini di Roma, bisogna avere il coraggio di prendere decisioni radicali. Questo però - sottolinea Fabiano - non significa lasciare Corso Trieste senza la sua alberata: può essere ridisegnata in modo compatibile con la presenza degli esseri umani, in modo sicuro. Ben venga una modalità di reinserimento degli alberi diversa, anche se si trattasse di piatumazione di pini giovani. ma bisogna fare in fretta”. 

Corso Trieste, strada chiusa: pino crollato, un altro a rischio da abbattere

Intanto Corso Trieste resta in parte chiuso: transenne nel tratto compreso tra piazza Trasimeno e via Chiana, in direzione Piazza Istria. Dopo il crollo del pino c’è un altro esemplare da abbattere. Traffico deviato dall’arteria principale verso le stradine interne e quartiere in balia del traffico. 

La tragedia “sfiorata” infiamma la polemica. “Lo stato di manutenzione degli alberi da parte del Comune di Roma è totalmente deficitario e non si può sperare solo nella buona sorte. La situazione ormai è fuori controllo ed è necessario intervenire immediatamente per evitare che accada, prima o poi, qualcosa di grave” - hanno scritto in una nota Holljwer Paolo e Sandra Bertucci, consiglieri di Fratelli d’Italia nel Municipio II, insieme a Stefano Erbaggi e Alessandra Consorti, del Direttivo romano di FdI.

“Continuano a prenderci in giro con inutili monitoraggi da mesi, attese infinite, sia da parte del Comune che del Municipio II: nessuno vuole negare la difesa di un contesto storico del quartiere ma la sicurezza dei cittadini, sopratutto in prossimità di una scuola che accoglie centinaia di studenti, è e deve essere la priorità. La Sindaca Raggi - dicono - intervenga subito prima che sia troppo tardi”.

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