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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Il Casino dell'Aurora va all'asta, è sfida tra i "ricconi" della Terra: il prezzo stimato è di quasi mezzo miliardo

Parte l'incanto per via telematica: base di gara 350 milioni. Bill Gates e il sultano del Brunei tra i contendenti, ma la lista di miliardari sarebbe molto più lunga

Sembra che all'asta che partirà alle 15 di martedì 18 gennaio, con protagonista il Casino dell'Aurora a due passi da via Veneto, parteciperanno multimiliardari del calibro di Bill Gates e del sultano del Brunei. Ma è quasi sicuro che questi due magnati siano solo una parte della lunga lista di "ricconi" che proveranno a mettere le mani sulla prestigiosa porzione di Villa Ludovisi, finita all'incanto con un prezzo di partenza di 353 milioni di euro. 

L'inestimabile affresco di Caravaggio

Il valore del complesso è molto maggiore: 471 milioni. Al suo interno, tra le altre opere (per esempio quelle del Guercino), c'è l'unico affresco attribuibile a Caravaggio: risalente al 1597, raffigura Giove, Plutone e Nettuno al centro di un globo terrestre circondato dai segni dello zodiaco. Secondo gli esperti il valore del murale non può essere meno di 310 milioni, data la sua unicità. I giornali stranieri la definiscono "l'asta del secolo" e non vedono l'ora di sapere quale imprenditore straniero a 9 zeri riuscirà ad accaparrarsi una delle dimore storiche romane più importanti, di epoca barocca. Nel Casino dell’Aurora, pronto ad essere battuto in un’asta asincrona telematica, non c'è solo un gioiello raro di Caravaggio ma anche numerose sale affrescate dal Guercino: la sala dell’Aurora, la sala della Fama, la stanza dei Paesaggi, la stanza degli Amorini, la Toletta di Venere. Oltre a ciò vanta altre innumerevoli opere d’arte tra sculture, stucchi, statue e colonne. 

La contesa tra eredi

Il Casino si estende su sei piani per 2.800 mq, è dotato di un sontuoso giardino e nei secoli ha resistito alla speculazione edilizia e anche alla parziale distruzione dell'area, decisa per realizzare rione Ludovisi in un'epoca post-unitaria che vedeva Roma crescere urbanisticamente su spinta della Società Generale Immobiliare. Di proprietà del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, alla sua morte avvenuta nel marzo 2018 gli eredi hanno dato il via a uno scontro feroce: da una parte la terza moglie del principe, la texana Rita Jenrette Boncompagni Ludovisi, dall'altra i figli nati dal primo matrimonio e ai quali era stata lasciata in dote parte dell'immobile (prima due terzi divisi tra lui e i figli tranne Bante Maria, poi diviso a metà tra i tre figli e la vedova americana), messo infine all'asta dal tribunale di Roma dopo il pignoramento che nessuno degli eredi era in grado di rifondere. 

La mobilitazione contro l'asta

La messa all'incanto del Casino ha sollevato le proteste di buona parte del mondo della cultura. Una petizione su Change.org, rivolta al Ministro Dario Franceschini, lanciata da Cristiana Angelucci, ha raccolto ad oggi oltre 38.000 firme e in molti continuano ad aderire. La richiesta al Governo è quella di utilizzare i fondi del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, per partecipare all'asta e acquistare la dimora storica. Ricordiamo che, per legge, dopo l'aggiudicazione il ministero dei Beni Culturali potrà, entro 60 giorni, dichiarare la propria intenzione di acquistare l'immobile allo stesso prezzo dell'offerta risultata vincente. Una mossa impossibile per il Governo: il valore del Casino è oltre un terzo del budget annuale del ministero. 

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