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Domenica, 16 Gennaio 2022
Il progetto di riqualificazione urbana / Tor di Quinto / Via Emanuele Gianturco

Com'era e come sarà Borghetto Flaminio, un'area di pregio da strappare al degrado

Incastonata tra ville storiche e musei, nasce addirittura nel 1600 e oggi si appresta a diventare un polo culturale e accademico tra i più importanti della città

Un'area di pregio lasciata in buona parte nel degrado per decenni, gradualmente riqualificata con l'apertura di Explora, il Museo dei Bambini e con un primo ampliamento della Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza: Borghetto Flaminio è un potenziale fiore all'occhiello nel Municipio II e la realizzazione del campus di Architettura, appena approvata grazie a una delibera di giunta da parte di Roma Capitale, sarà un ulteriore passo avanti verso il totale recupero urbanistico della zona a nord di piazzale Flaminio, tra via Flaminia e Villa Strohl Fern.

Un'area incastonata tra parchi storici e Musei

A due passi da piazza del Popolo e da luoghi di rilevanza storica, architettonica e naturalistica come Villa Borghese, l'Accademia Filarmonica Romana e il Museo di Villa Giulia, Borghetto Flaminio è oggi di proprietà del Comune e affonda le sue radici addirittura nel 1600. A quei tempi c'era Villa Cesi, entrata nel patrimonio prima della famiglia Sannesi e poi dei Sinibaldi, più o meno nella stessa area dove oggi c'è la Facoltà. Alla fine del XVIII Secolo arrivò la famiglia nobile polacca dei Poniatowsky (discendente dei Torelli, antica famiglia ferrarese) che successivamente realizzò un casino nobile. Una parte dell'edificio venne poi acquistata, nel 1879, dall'alsaziano Alfred Wilhelm Strohl, mecenate fuggito dalla sua terra contesa tra Germania e Francia. 

Gli scopi del Comune per la valorizzazione

Il piano regolatore generale definisce il Borghetto come Ambito di Valorizzazione C1, inserito nella Città Storica ed è per questo che negli ultimi anni sono stati effettuati studi di vario genere per raggiungere i seguenti scopi: riqualificare l'area con la demolizione dei manufatti "incongruenti", riprogettazione del fronte sulla via Flaminia con attenzione al passaggio pedonale, ridefinizione di un sistema di percorrenze pedonali per rendere più accessibili le aree verdi, valorizzazione del patrimonio storico archeologico presente nell'area. 

Cosa verrà costruito dalla Facoltà

Una volta finito il cantiere, il complesso che il Comune ha ceduto alla Facoltà "Ludovico Quaroni" prevede due gruppi edilizi da un unico piano, sovrastati da un tetto-giardino e collegati tra loro. Uno dei due edifici sostituisce l'ex deposito carburante di Atac e sarà destinato alla mensa, l'altro prevede spazi didattici, aule per lo studio libro, una biblioteca e una sala per esposizioni temporanee. 








 

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