Venerdì, 24 Settembre 2021
Flaminio Flaminio

Stadio Flaminio, la proposta di Cochi per la riqualificazione: "Ci sono i progetti, avviare il bando"

"Nel 2012 venne incaricata Risorse per Roma di effettuare uno studio di fattibilità. Perché non riprendere quello studio?" la proposta del consigliere del gruppo Misto, delegato allo Sport con Alemanno

Ancora polemiche sul degrado in cui versa lo stadio Flaminio. Ennesimo appello alla riqualificazione. L'ultima proposta arriva dal consigliere capitolino del gruppo Misto, Alessandro Cochi che nel corso dell'amministrazione Alemanno era delegato allo Sport. "A cavallo della fine del 2012 ci interrogammo su quale soluzione fosse la più idonea e al tempo stesso potesse trovare una sua realizzabilità. Ricordo che venne incaricata la società, “Risorse per Roma” di effettuare uno studio di fattibilità con tre ipotesi" scrive in una nota. "Perché non ripescare quello studio e presentarlo pubblicamente? E' necessario avviare rapidamente un percorso di recupero e troppo tempo si è perso dietro scelte utopistiche". 

Tre ipotesi "possibili", con investimenti previsti da "3 a 15 milioni di euro circa", per il recupero dell'infrastruttura a destinazione sportiva mentre per la manutenzione ordinaria "servirebbero circa 700 mila euro". Spiega il consigliere: "Lo studio in questione delinea tre progetti per la realizzazione di un polo sportivo pluridisciplinare che potrebbero essere messi subito a bando dall'amministrazione capitolina e che permetterebbero di testare l'interesse di eventuali investitori privati".

Nella sua nota Cochi ripercorre la storia dello stadio e i vari tentativi di portare avanti un progetto di ristrutturazione "finalizzato ad adeguarlo a capienza e standard adeguati per ospitare degnamente il Sei Nazioni di rugby" si legge nella nota. "Purtroppo dopo anni di tentativi di condividere il progetto con diversi soggetti competenti, si preferì optare per un trasferimento allo stadio Olimpico, che da sede temporanea si è ormai trasformata negli ultimi anni in sede definitiva con la condivisione del Coni". Segue "la proposta alla Lazio Calcio, quella del presidente Lotito e alla Polisportiva. Ma al primo non interessava, e per la Polisportiva, l'importante investimento necessario (da 6 a 15 milioni di euro circa) con una manutenzione di oltre 700 mila euro l’anno costituiscono un impegno difficilmente sostenibile". 

Così si arriva allo studio del 2012. "Ci interrogammo quindi su quale soluzione fosse la più idonea e al tempo stesso potesse trovare una sua realizzabilità. Ricordo che venne incaricata la società , “Risorse per Roma” di effettuare uno studio di fattibilità con tre ipotesi, in linea con gli standard urbanistici di utilizzo". Lo studio però non portò ad alcuna conseguenza. "La fine della consiliatura non ci consentì di completare il percorso a suo tempo ideato con l'emanazione conseguente di un bando pubblico. Poi l’idea dell’ ex assessore Pancalli di affidarlo alla Figc di Giancarlo Abete per una “Coverciano tutta romana come casa della nazionale”. Un breve affidamento provvisorio di un anno, e con l’ avvento di Tavecchio alla Federcalcio, più nulla".

Infine Cochi punta il dito contro l'attuale amministrazione: "Nel frattempo sono passati oltre due anni e l'immobilismo dell'attuale amministrazione su questo tema ha fatto anche la sua parte. Purtroppo il cambio di tre assessori con altrettanti direttori, paralizza un settore e un dipartimento, anzi ora una più piccola direzione sport". Una situazione che ha spinto il consigliere a riproporre lo studio di Risorse per Roma. "Sono consapevole che sono necessari importanti investimenti e per questo potranno essere interessati solo grandi imprenditori. Ma è necessario avviare rapidamente un percorso di recupero e troppo tempo si è perso dietro scelte utopistiche".

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