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Martedì, 24 Maggio 2022
Flaminio Flaminio / Viale delle Olimpiadi, 60

Parco del Foro Italico, l'affondo della senatrice Corrado: "Che fine farà la casa delle armi?"

L'ex Cinquestelle ha firmato un'interrogazione al Ministro Franceschini in merito al progetto da 80 milioni per il rilancio della cittadella dello sport

Che fine farà la casa della armi nel parco del Foro Italico? Nata come accademia della scherma, realizzata dall'architetto razionalista Luigi Moretti, venne inaugurata nel 1936 come Casa del Balilla sperimentale e ad oggi risulta in stato d'abbandono, dopo che i lavori di restauro iniziati nel 2013 si sono arenati. Ad aprire la discussione sulle sorti dell'edificio, trasformato anche in aula bunker nel 1981, è la senatrice del gruppo misto Margherita Corrado.

"La casa delle armi, vincolata dal ministero della Cultura e di proprietà di Sport e Salute Spa - scrive in una nota Corrado - soffre dell'insensibilità che le amministrazioni capitoline dimostrano da sempre nei confronti degli esiti dell'architettura razionalista, sui quali continua a gravare anche un incoffessato pregiudizio ideologico". Ex Cinquestelle, candidata a sindaco alle ultime amministrative romane, la senatrice denuncia le condizioni in cui versa l'ex accademia. 

"Poiché la riqualificazione del complesso avviata una decina di anni fa sembra essersi arenata - prosegue - e non è chiaro se risorse del Pnrr le siano state riservate o meno, ho presentato un'interrogazione a Franceschini, sottoscritta anche dai senatori Angrisani, Granato e Lannutti". La senatrice ricorda anche che a inizio 2022 il ministero per le Politiche Giovanili ha annunciato un investimento da 80 milioni di euro per il rilancio del parco del Foro Italico: "Ma tra i benficiari di questi fondi - sottolinea Corrado - non figurano la casa delle armi, lo stadio del tennis e l'Olimpico". Per questo si è rivolta direttamente al Ministro dei Beni Culturali. 

"Abbiamo chiesto al Ministro - conclude la senatrice Corrado - se sia al corrente delle intenzioni della collega Dadone e se i tecnici del suo dicastero abbiano valutato compatibile il progetto, specialmente la 'hub community', con i propri compiti istituzionali di tutela nei confronti di quella vera e propria cittadella dello sport con valenze funzionali ma anche estetiche, compiti che impongono di vigilare sulla destinazione degli spazi oltre che sulla conservazione degli immobili". 

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