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Martedì, 25 Giugno 2024
Flaminio Flaminio / Ponte della Musica Armando Trovajoli

Ponte della Musica, il circolo esclusivo va contro il piano regolatore ma Poste non ascolta il Comune

Ancora nessun incontro con l'assessore Veloccia e la presidente del II Del Bello, che ribadisce: "Ci sono tratti di ambiguità in questo progetto". Appello di Carteinregola a Campidoglio e Regione

Chi la spunterà tra l'amministrazione pubblica e Poste Italiane nel braccio di ferro a distanza che si sta consumando da oltre un anno nell'area sotto al Ponte della Musica al Flaminio? La prima sta cercando un confronto per capire dalla seconda che intenzioni ha riguardo all'accessibilità degli spazi dove da mesi è in costruzione un circolo sportivo privato, ma il confronto non c'è mai stato e neanche una richiesta ufficiale da parte dell'assessore all'urbanistica Maurizio Veloccia ha portato a passi avanti. Nel mezzo, le associazioni - Carteinregola, Openpolis, Agenda Tevere e Centro d'Iniziativa per la Legalità Democratica - stanno cercando di vederci chiaro e chiedono azioni precise a Regione e Comune. 

Il circolo delle Poste nell'area demaniale a destinazione pubblica

La storia l'abbiamo raccontata spesso, ma andiamo a riassumerla: Poste Italiane ha ottenuto in concessione dalla Regione Lazio un terreno di proprietà statale lungo il Tevere, all'altezza del quartiere Flaminio, sul lato sinistro del Ponte della Musica intitolato alla memoria del maestro Armando Trovajoli. Lì dove insiste l'ex Casina dello Sport, struttura tutelata, realizzata negli anni  '30 e già oggetto di una precedente convenzione con Poste, scaduta nel 2011. Lo scopo è quello di realizzare un circolo sportivo ad uso esclusivo dei dirigenti di Poste, esteso per 25.000 mq. Secondo quanto era stato detto pubblicamente durante una conferenza stampa del 22 dicembre 2020, alla presenza dei dirigenti di Poste e dell'ex governatore del Lazio Nicola Zingaretti, un'area sarebbe stata sempre fruibile e accessibile dalla cittadinanza. Successivamente, nel protocollo siglato da Poste e Regione, la fruibilità si è trasformata in visite guidate riservate alle scolaresche, da prenotare con anticipo e in giorni prefissati del mese. Una condizione inaccettabile per la cittadinanza, per le associazioni e soprattutto per il II municipio che sin da subito ha espresso ferma contrarietà nei confronti della decisione di Poste Italiane. 

Cosa dicono il piano regolatore e il dipartimento urbanistica

I lavori sono andati avanti per mesi, partiti a febbraio 2022 e rallentando come quasi tutti i cantieri a Roma e in Italia a causa dell'aumento dei prezzi dei materiali e dei costi dell'energia, ma ormai siamo agli sgoccioli e tra non molto i dirigenti di Poste potranno fare la borsa, metterci asciugamani, scarpe da ginnastica e costume per svagarsi qualche ora prima o dopo il lavoro. Nonostante il parere del Comune, espresso in conferenza dei servizi, sia stato parzialmente negativo: "Il dipartimento urbanistica - ricorda la presidente del II municipio, Francesca Del Bello - ha sicuramente espresso soddisfazione per il tipo di progetto, ma ha ricordato che l'area in oggetto ha una destinazione a servizi pubblici, non più ad impianti sportivi privati come prima del nuovo piano regolatore. C'è quindi un 'evidente contrasto alla destinazione vigente', come si legge nel parere". La concessione demaniale fluviale è chiara, la destinazione pubblica anche: Poste non può negare l'accesso alla collettività trasformando la fruizione a sua volta in una concessione limitata nel target e nel tempo, poiché "la fruizione pubblica va garantita" ricorda Del Bello.

La convenzione e il protocollo d'intesa tra Poste e Regione Lazio

La Regione Lazio, dopo la conferenza dei servizi, aveva approvato uno schema di convenzione dentro al quale la garanzia dell'utilizzo pubblico veniva ribadita, comparendo anche nella determina che dava seguito al via libera alla convenzione. All'articolo 2.2 del documento si legge che qualunque avventore può usufruire degli spazi e il concetto viene ripetuto nell'articolo 8, quando si elencano gli obblighi del concessionario, cioè di Poste. Dopodiché con l'approvazione del protocollo d'intesa tra Regione e Poste si inizia a tirare in ballo le scolaresche e le visite guidate "ma è un'aggiunta e non un sostitutivo della fruizione pubblica" ci tiene a sottolineare Del Bello.

Le richieste delle associazioni e la mossa del II municipio

In tutto ciò, Carteinregola e le altre associazioni chiedono alla Regione Lazio "di fare chiarezza sulle destinazioni pubbliche dell'area concessa a Poste, di dare seguito alle prescrizioni del dipartimento urbanistica, di promuovere un'operazione trasparenza impegnandosi a pubblicare gli atti relativi alle aree demanuali concesse ai privati". A Roma Capitale si chiede invece "l'attuazione di quanto prescritto in conferenza dei servizi, di informare la cittadinanza circa il collaudo dell'area del sottoponte, di renderla accessibile e di inserire nel programma degli interventi per il Giubileo 2025 la sistemazione dell'area non interessata dal circolo". Il tema sarà oggetto di un ordine del giorno presentato da Andrea Rollin, Marco Pineschi e Lucrezia Colmayer del Pd, che verrà approvato dal consiglio municipale il 27 aprile in seguito al passaggio avvenuto nelle commissioni Ambiente, Lavori Pubblici e Cultura. Nel frattempo da Poste Italiane il municipio e il Comune ancora aspettano la convocazione di un incontro. 

Il nuovo circolo di Poste è quasi finito, ma l’accesso pubblico è ancora un mistero

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