Flaminio Flaminio / Lungotevere Flaminio, 67

Lungotevere Flaminio, inaugurato il circolo di Poste. Il parco fluviale è off-limits

Spuntano i tornelli nell'area demaniale sotto il Ponte della Musica, riqualificata dall'azienda e regolamentata da una convenzione con la Regione Lazio. Il M5S: "Se ne occupi la Pisana". L'azienda e il Comune dialogano per una soluzione

Nuovo capitolo della saga relativa alla nascita del nuovo circolo sportivo di Poste Italiane sul Lungotevere Flaminio, a sinistra del Ponte della Musica "Armando Trovajoli" guardandolo dal quartiere Flaminio.

Apre il circolo Poste al Flaminio

Lo scorso weekend, 22-23 giugno, le attività dell'impianto di fresca realizzazione sono ufficialmente iniziate incuriosendo i residenti. I quali, però, non hanno avuto modo di accedere all'area del parco fluviale appena riqualificato a spese di Poste. 

L'impianto contestato dal 2022

Le segnalazioni sono arrivate da diversi cittadini sui social, ma anche da consiglieri del II municipio che sin dal principio seguono la vicenda. Ricordiamo che il cantiere è iniziato a giugno 2022: un investimento di oltre 5 milioni di euro su area demaniale lungo il Tevere, lì dove già nei primi anni del secolo scorso era attiva la storica Casina Sportiva dell'ex circolo CRAL. Un tempo erano già i dipendenti del ministero delle poste e telegrafi a frequentare l'area, nei decenni poi abbandonata e finita nel degrado. A dicembre 2020 la Regione Lazio governata da Nicola Zingaretti siglò un protocollo d'intesa con Poste per la concessione dell'area e sembrava che una parte del parco fluviale (circa 10mila mq) sarebbe rimasta liberamente fruibile dalla cittadinanza. 

Lo scontro tra Comune e Poste

In due anni si sono susseguiti consigli municipali, commissioni, assemblee sulla questione. A scatenare la sollevazione di associazioni (vedi Carteinregola) e politica (dal Pd ai Cinquestelle) il presunto mancato rispetto degli accordi con la Regione, delle disposizioni di Roma Capitale espresse tramite il dipartimento urbanistica in conferenza dei servizi nel 2019 e soprattutto della natura urbanistica dell'area, che da Piano Regolatore Generale è verde pubblico e servizi. Prima la presidente del II municipio Francesca Del Bello, poi (a febbraio scorso) l'assessore capitolino Maurizio Veloccia hanno minacciato la revoca della concessione. Nel weekend appena trascorso, però, l'accesso all'area di circa 25mila mq è stata preclusa. 

La denuncia dei Cinquestelle: "E' demanio pubblico, intervenga la Regione"

"Tutti hanno atteso l'apertura del parco fluviale con la speranza che venisse coscienziosamente reso fruibile - racconta Elisabetta Gagliassi, consigliera M5S in II - ma non è stato così. Sabato 22 ero lì, ci sono i tornelli all'ingresso e la vigilanza chiede di mostrare il badge, che ovviamente hanno solo i dipendenti e i familiari. La giunta Zingaretti fece un accordo che limitava l'accesso alle scuole, due volte a settimana, ma il dipartimento aveva disposto l'accesso a tutti sempre, essendo area demaniale. Se le cose continuano ad essere gestite così, non basta più l'intervento del Campidoglio ma bisogna passare per la Regione seguendo le vie amministrative. Il nostro consigliere Adriano Zuccalà ha già fatto un accesso agli atti, è risultato che ci sarebbe stata la possibilità di promuovere le attività scolastiche nell'area, ma questo non significa che vengano meno le disposizioni comunali, che sono vincolanti e preminenti rispetto a quella che è una scelta politica". 

La possibile soluzione (che non piacerà a molti)

RomaToday ha avuto modo di verificare che negli ultimi mesi, in particolare dopo che l'assessore Veloccia ha messo nero su bianco (il 29 febbraio) tutto il suo disappunto rispetto al mancato rispetto delle prescrizioni dipartimentali, è iniziata una positiva interlocuzione tra le parti, che ha coinvolto anche il II municipio. Interlocuzione che prevede una collaborazione tra Poste Italiane e l'ente di prossimità finalizzata all'organizzazione di eventi aperti al pubblico all'interno del parco fluviale gestito dall'azienda. Non si può parlare di una graduale apertura al pubblico, però. Il circolo di Poste è privato e la fruibilità rimarrà a beneficio esclusivo di dipendenti e familiari. Per questo è presumibile che la saga non finirà qui. 

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