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INTERVISTA | Elezioni Municipio II, Patrizio Di Tursi: "Gli elettori di Calenda mi apprezzano molto"

L'esponente di Forza Italia, candidato presidente al ballottaggio del 17 e 18 ottobre, tradisce ottimismo: "In molti mi vogliono conoscere e mi danno fiducia. Voglio un'amministrazione trasparente"

Promette una giunta municipale "più larga possibile per dare ampia rappresentanza ai cittadini", è orgoglioso per i tanti elettori della lista Calenda "che mi incontrano e mi danno appoggio, oppure vogliono conoscermi e alla fine si fidano perché ho quindici anni di esperienza sul territorio e trent'anni di esercito alle spalle": Patrizio Di Tursi è ottimista, tra un comizio e l'altro, tra un mercato rionale e l'altro, si prepara agli ultimi giorni di campagna elettorale prima del ballottaggio del 17 e 18 ottobre contro Francesca Del Bello per diventare presidente del II Municipio. La coalizione che lo appoggia va dall'Udc alla Lega, ma nei suoi piani da possibile minisindaco c'è anche una strizzata d'occhio ai calendiani, quindi ad Italia Viva e Azione che insieme hanno portato l'ex Ministro al 36% nel territorio che si candida ad amministrare. 

Di Tursi, la lista Calenda è primo partito in II Municipio e in tutta Roma: il dato politico non si può ignorare. 

"Qui nel nostro Municipio ha ottenuto un risultato importantissimo per quanto riguarda il candidato al Comune, mentre la candidata alla presidenza del II è arrivata al 27%, questo significa che circa il 10% dei voti qui è andato su di me. Sono tante le persone che hanno votato Carlo Calenda e che ci incontrano, sono incuriosite, si interessano al fatto che sia un ufficiale con trent’anni di esperienza nell’Esercito e da 15 sul territorio e mi danno fiducia. Le istanze che ci arrivano sono poi le stesse portate dalla mia coalizione: lotta al degrado, sicurezza, avere un protocollo d’intesa su Ama e una gestione municipale dei rifiuti. C'è poi il tema del verde, che qui è stato lasciato completamente andare: tanti elettori di Calenda voteranno me perché sono sicuri che farò una mappatura per individuare le priorità, con ville e parchi che devono essere accessibili e sicuri, ci vuole cura, rispetto e gli esercenti devono essere inseriti in questo contesto nel rispetto delle regole. C’è la volontà di scegliermi perché c’è la voglia di avere delle regole che qualcuno fa rispettare e vogliono qualcuno che interagisca di più con anziani, donne, giovani, disabili. Il governo del Municipio deve essere inclusivo, composto da persone esperte di territorio e di amministrazione, che conoscano tutti i quartieri e le loro differenze, le esigenze di ognuno". 

Passiamo ad un tema attuale degli ultimi giorni, il campo dei Cavalieri di Colombo: qual è la sua posizione rispetto alla volontà dell'ente religioso che vorrebbe eliminarlo per farci un parcheggio, un campo più piccolo e 5 campi da padel?

"Innanzitutto l'amministrazione dev’essere trasparente, noi come consiglieri d'oppozione abbiamo già richiesto i documenti relativi all'inizio del cantiere, ma non abbiamo ancora avuto la possibilità di vedere le autorizzazioni. La nuova San Lorenzo dev’essere accessibile, vicina ai cittadini che siano parte integrante del processo decisionale. Tornando al caso specifico, ripeto che è opportuno vedere prima i documenti e poi ascoltare i comitati e le associazioni che si sono riunite e che non erano state coinvolte sul tema precedentemente. Nessuno vuole bloccare nulla, ma ci dev’essere un moto che parta dall’amministrazione e venga condiviso da tutti, perché vorrei evitare lo stesso processo avuto con piazza Verdi o con la semipedonalizzazione del Villaggio Olimpico: anche lì non siamo riusciti a vedere documenti". 

Torniamo su San Lorenzo e sullo stabile di via dei Lucani: l’amministrazione comunale uscente aveva annunciato l’esproprio, non ancora attuato. Come pensa dovrebbe procedere l'amministrazione locale? 

"Fare subito una delibera di giunta. Il Municipio deve essere protagonista, prendere iniziativa interloquendo con i privati per rivedere la composizione dell’area e se non tornerà al Comune almeno si faccia un intervento che elimini il degrado che ci segnalano tutti i cittadini da tempo. Non può più succedere che se ne parli solo quando muore qualcuno, arrivano le telecamere, poi torna l'oblio. 

Beni Comuni: dovesse diventare presidente, inizierà una discussione in giunta e in consiglio per l’applicazione della legge regionale?

"Assolutamente sì la applicherei, è un tema positivo. Ci sono tanti ambienti che andrebbero vissuti e inseriti in un contesto commerciale, storico, culturale. Le associazioni però devono essere davvero radicate nel territorio, va fatta una ricerca appropriata per far sì che ci siano davvero realtà territoriali e che quello spazio venga vissuto davvero dalla cittadinanza. Verificare i progetti e avere associazioni che abbiano conoscenza e professionalità per far sì che vada avanti a lungo e sia parte integrante del tessuto territoriale". 

Cosa ha intenzione di fare nei primi 100 giorni della sua amministrazione?

"La cosa più importante è andare ad intervenire sul verde, penso poi alle problematiche del traffico e a quella della sicurezza. Ci sono punti del quartiere privi di presidi delle forze dell'ordine. Poi occupazione suolo pubblico, regole chiare per tutti che valgano per tutti bilanciando esigenze dell’esercente con quelle del cittadino". 


 

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