Ostia

Litorale romano invaso dalla plastica: "Problema enorme per l’ecosistema"

Presentati i risultati dell'indagine "Beach Litter" 2021 di Legambiente. Sugli arenili 8 rifiuti su 10 sono di plastica

Plastica sulle spiagge. Foto d'archivio

Più dell’80 % dei rifiuti presenti nelle nostre spiagge sono di plastica. E non fanno eccezione quelli presenti sugli arenili del litorale romano. Un problema noto che, nello specifico, è stato analizzato nell’indagine “Beach Litter 2021” di Legambiente.

Dannosi per l'ambiente e per l'uomo

In concomitanza con la campagna “Spiagge e fondali puliti”, sono stati diffusi i risultati della ricerca realizzata dall’associazione ambientalista. Sulle spiagge, cinque quelle analizzate in tutta la Regione, sono state rinvenute principalmente porzioni di materiale plastico con dimensioni superiori ai 2 centimetri e mezzo. Una volta finiti in mare, grazie all’azione erosiva dell’acqua, questi scarti sono destinati ad essere sminuzzati fino a diventare piccole particelle. La cui presenza è difficile da quantificare ma che, per le minute dimensioni, vengono ingerite dai pesci. Con il rischio, poi, di finire nella catena alimentare dell’uomo.

I rifiuti rinvenuti

Tra le plastiche rinvenute nelle spiagge laziali -quelle romane prese in considerazione si trovano ad Anzio ed Ostia - sono stati raccolti anche molti tappi e coperchi (8% del totale) cotton fioc, mozziconi di sigaretta e buste. Complessivamente i rifiuti plastici sono stati l’86,5% del totale (a Roma l’83%) e sono quindi la grandissima parte. Il resto del materiale rinvenuto era di tipo metallico (3,4%) di vetro o ceramica (il 2,8%), di carta o di cartone (2,8%). 

Un problema enorme

“I rifiuti, e in particolare quelli in plastica, sui nostri litorali continuano a rappresentare per gli ecosistemi un problema enorme - ha commentato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - intorno al quale bisogna costruire una grande risposta fatta di azioni di volontariato, politiche a tutela delle acque, forti interventi amministrativi e legislativi, per cambiare in meglio le modalità di raccolta, aumentare l’uso di bioplastiche, mettere in campo scelte coraggioso come per esempio il divieto di fumo in spiaggia”.

Le inziative per contrastare i rifiuti

Le iniziative dei volontari, come quelli che l’associazione del Cigno Verde mette in campo tra il 14 ed il 16 per la campagna “spiagge pulite”, si affiancano a quelle delle istituzioni. Nella Regione sono ad esempio attive due dighe acchiappaplastica,una sul Tevere l’altra sull’Aniene che in meno di 18 mesi sono riuscite ad intercettare 6 tonnellate di rifiuti trasportati dai fiumi. Una volta raccolti e differenziati, grazie ad un accordo con Corepla, vengono avviati al riciclo. Poi ci sono i 35 pescherecci coinvolti che rappresentano, ha sottolineato Scacchi “il più grande esempio italiano di quanto si possano raccogliere e conferire bene i rifiuti in mare durante le attività di pesca”. Ma da solo non basta.

Dai fiumi alle spiagge

La presenza di discariche abusive a cielo aperto, spesso situate proprio a ridosso dei fiumi, continuano a rappresentare una minaccia. Soprattutto quando c’è la piena e quindi, per ragioni di sicurezza idraulica, le due dighe acchiapparifiuti vengono aperte. Trasportati dai corsi d’acqua, i materiali plastici finiscono in mare. E poi, come questa ricerca testimonia, immancabilmente si riversano anche sulle spiagge. 

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