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Via delle Sirene: il comitato Teatro del Lido risponde a Casapound

Il Comitato Cittadino per la riapertura del Teatro del Lido di Ostia riporta una versione diversa sui fatti della tarda serata di ieri. Eccola nel dettaglio

"Tre rappresentanti di Casapound aggrediti da 70 antifascisti in via delle Sirene". Questa la versione di Casapound su quanto accaduto fuori da Teatro del Lido nella tarda serata di giovedì. In risposta alla versione dell'associazione di centro destra arriva il racconto del Comitato Cittadino per la riapertura del Teatro del Lido. Una storia diversa che riportiamo come raccontata nella nota stampa.

"Nella notte di giovedì 16 giugno,"ignoti" hanno provato a scardinare le porte del Teatro del Lido cercando di introdursi nello stabile proprio alla vigilia dell'Autorg Connection Fest - Festival dell'Autorganizzazione" due giorni di festa organizzata dai collettivi studenteschi di Ostia. Al contempo sono apparse scritte murali contro il Teatro del Lido in vari luoghi della città. Nella notte del 17 giugno, primo giorno di Festival, tre esponenti di CasaPound Italia hanno tentato un' aggressione di fronte al Teatro, scatenando la reazione dei presenti. Condanniamo senza se e senza ma la logica dello scontro in quanto estranea alla battaglia per la riapertura dello stabile di Via delle Sirene. Come Comitato Cittadino per la riapertura del Teatro del Lido prenderemo tutti i provvedimenti necessari affinché la nostra, che è una battaglia per la cultura e la socialità, non si trasformi in terreno di scontro. CasaPound Ostia afferma, attraverso agenzie di stampa, che il Teatro del Lido sia stato trasformato in un centro sociale e che sia un covo di estremisti violenti. Rigettiamo con massimo sdegnoqueste affermazioni e questo tentativo di strumentalizzazione politica da parte di un gruppo dell'estrema destra, contro un progetto della e per la comunità, che attraverso la promozione culturale si rivolge ai bambini, alle famiglie, ai giovani e all'intera cittadinanza. Pretendiamo massimo rispetto per tutte le persone che compongono e sostengono il comitato: gli ex lavoratori, gli artisti, gli insegnanti, gli intellettuali, gli  studenti, gli operatori culturali e i cittadini che hanno animato, e animano, il Teatro del Lido (Elio Germano, Simone Cristicchi, Fausto Paravidino, Oliviero Beha, Andrea Cosentino, Cloris Brosca, Ulderico Pesce, Andrea Camilleri, Nicola Piovani, Moni Ovadia, Renzo Arbore, Andrea Rivera, Sabina Guzzanti ...). L'episodio di ieri sera, gli scontri, il clima violento, l'intolleranza e i tentativi di alzare sempre la tensione, ci confermano nella giustezza del nostro punto di partenza:  la chiusura di un teatro rende la città più brutta e più violenta. Invitiamo la città democratica a vigilare, affinchè l'obiettivo della riapertura di un teatro pubblico non sia strumentalizzato da un minuscolo gruppo di facinorosi.Denunciamo infine il tentativo incivile e irresponsabile di alcuni politici di speculare su questa vicenda per fare un'azione di sciacallaggio politico e li invitiamo a smentire le dichiarazioni rilasciate senza conoscere minimamente i fatti avvenuti".

Puntuale è arrivata la risposta di Casapound: "Eravamo certi che i collettivi antifascisti avrebbero inventato ancora bugie per infangare anche in questo caso il nostro movimento e per passare da aggressori a pecore indifese davanti agli occhi di stampa e cittadini. Crediamo che a qualsiasi persona in buona fede sembrerà almeno singolare la versione data dai centri sociali: tre persone che tentano di aggredirne una settantina armate. Siamo alle comiche, le invenzioni di questi personaggi nascosti dall'anonimato stanno superando ogni limite. Invitiamo chiunque voglia una conferma di come siano andate le cose, compresa la carta stampata, a rivolgersi agli inquilini dei palazzi di fronte al Teatro del Lido che affacciati alle finestre hanno più volte invitato animatamente i coraggiosi antifascisti a fermare uno scontro di una sproporzionata differenza numerica o al cittadino straniero che si è visto prima danneggiare la propria auto, forse scambiata per la nostra, e poi spintonato ed insultato dagli antifascisti".


 

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