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Sabato, 21 Maggio 2022
Ostia

Notturni: “Stagni di Ostia, tutto fermo per i lavori del Piano B36”

Notturni, coordinatore romano giovani Cambiare davvero: "Nel comprensorio gli interventi sono fermi. Cosa ne è delle opere di urbanizzazione primaria previste? Mancano l'asilo e i parchi mentre al posto della pista ciclabile si costruisce abusivamente"

“Tutto fermo a Stagni di Ostia per i lavori previsti dal Piano di zona B36. Ed i 900 residenti, che  da anni attendono le opere di urbanizzazione primaria  – la pista ciclabile, parchi e giardini, il ponte carrabile, il parcheggio, l’indispensabile asilo nido nonché una segnaletica adeguata – sono esasperati. In più, mentre il progetto regolamentare è bloccato, un privato continua impunemente a costruire. Si tratta di un edificio abusivo non sanato a ridosso di un canale, che ogni giorno aumenta sempre più. Che cosa significa tutto questo?”, domanda Giulio Notturni, coordinatore romano giovani Cambiare davvero.
 
“A parte il manufatto abusivo, che si trova laddove dovrebbe sorgere la pista ciclabile, tutta la situazione è condannabile. Possibile che nessuno intervenga per tutelare i diritti dei cittadini che giustamente reclamano i servizi promessi? Ed invece”, prosegue l’esponente politico, “rispetto al progetto iniziale che prevedeva una piazza, ossia largo Gervasio, inserita come verde pubblico, questa è stata realizzata soltanto in parte, “privilegiando”  una “bella” distesa di asfalto. Nella piazza mancano gli arredi, le panchine, i giochi per i bambini, l’illuminazione, le aiuole ed una superficie mattonata: c’è il cemento, però, in barba ai grafici attuali che la danno come area verde”.

 
“Ma i problemi non finiscono qui”, aggiunge Giulio Notturni. “Oltre alla mancata realizzazione delle opere pubbliche, nella aree verdi ormai si sono formate delle vere e proprie discariche e con la nuova variante al progetto, l’ennesima, l’area sarà ulteriormente densificata con l’arrivo di altri 140 nuclei abitativi. Il progetto era stato pensato nel ‘98 mentre i lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2006, 2007. Ma a rallentare la realizzazione delle opere le “famose” varianti. L’inizio delle opere cominciò soltanto nel 2010. Un ritardo vergognoso, scandito da tanti stop. E’ ora di smetterla con queste colate di cemento! Oggi in consiglio si tornerà a parlare di waterfront, in barba ai veri problemi che andrebbero discussi da un'amministrazione davvero attenta ai problemi dei cittadini”, conclude.

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