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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Ostia, chiesta la sostituzione del cassonetto bruciato: "L'ultima volta è servita una raccolta firme"

Il comitato di quartiere Parco Pallotta, all'indomani dell'incendio del cassonetto, ha scritto subito ad Ama e municipio per chiederne la sostituzione: “è l'unico della strada destinato alla raccolta indifferenziata e qui abitano 200 famiglie”

Non c’è più il cassonetto per l’indifferenziata che usavano gli abitanti di via Tancredi Chiaraluce. E’ andato in fiamme ed ora al suo posto, all’altezza della fermata della linea 05, rimane un cumulo di macerie maleodoranti.

L'unico cassonetto per l'indifferenziata

Il cassonetto andato a fuoco ha destato preoccupazione per i residenti. Perché, come ha ricordato Andrea Rapisarda, il presidente del Comitato di quartiere “Cittadini per il parco Pallotta” quello “era l’unico destinato alla raccolta differenziata per un'utenza che è composta da circa duecento nuclei famigliari” ha spieato a Romatoday il predidente del Cdq che, per questo, ha deciso di scrivere all’Ama ed al presidente del municipio X Mario Falconi.

“Chiediamo un urgente intervento di bonifica  – ha scritto Rapisarda – per evitare che gli abitanti ed i negozianti che affacciano su quel lato della strada continuino a respirare le polveri sottili”. Ma la richiesta d’intervento, indirizzata all’attenzione dell’azienda municipalizzata ai rifiuti ed all’ente di prossimità, è stata avanzata soprattutto perché, quel cassonetto, serve.

Il precedente preoccupante

Il timore è che l’utenza, gli inquilini dei “palazzi bianchi”, possano riversarsi sui cassonetti “già strapieni che sono utilizzati dalle palazzine di via dell’Appagliatore o di via della Tortuga” ha spiegato il presidente del Cdq. Per evitare l’accumulo di sacchetti a terra, quindi, conviene procedere ad una rapida rimozione. Anche perché i cittadini non vorrebbero rivivere quanto già sperimentato nel passato.

“Non è il primo cassonetto dell’indifferenziata andato a fuoco in via Chairaluce – ha spiegato Rapisarda – era già accaduto in passato, e più precisamente nel 2017. Ma per farlo sostituire ci sono voluti due anni e, soprattutto, residenti e commercianti della zona hanno dovuto attivare una raccolta firme”. Motivo per cui, questa volta, il comitato di quartiere ha deciso di passare subito all’azione.

Cassonetto bruciato foto 2-2

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