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Ostia, “Anffas, Mamme Assieme e… non solo"

"L’obiettivo – spiega il presidente di Anffas Ostia, Ilde Plateroti – è fare in modo che chiunque non si trovi disarmato davanti alla pubblica amministrazione"

Un punto di incontro, per i genitori. Un luogo dove confrontarsi e districarsi tra le strettoie burocratiche e la jungla di leggi e leggine che schiacciano le famiglie e rendono la disabilità ancora più dura. Anffas Ostia l’ha fatto. Ha messo a disposizione sede e professionisti creando una struttura capace di fare quadrato attorno alle famiglie, alla base sociale, alla sua prima e vera essenza.

“L’obiettivo – spiega il presidente di Anffas Ostia, Ilde Plateroti – è fare in modo che chiunque non si trovi disarmato davanti alla pubblica amministrazione”. Il progetto si chiama “Anffas, Mamme Assieme e… non solo”. È nato da un’idea del presidente Ilde Plateroti e di un gruppo di giovani mamme che guardano ad Anffas. “Si tratta – sottolinea il presidente – di una serie di incontri formativi e informativi a cadenza mensile in cui affrontare, con i soci e gli amici, tutte le tematiche che una famiglia si trova davanti”.

Il primo incontro si terrà venerdì alle 16.00 in associazione. Si parlerà di “Integrazione o… DisIntegrazione scolastica”. Il tema è la materia dei diritti nell’ambito dei servizi scolastici per persone con disabilità: insegnanti di sostegno ed Aec, cosa sono e come richiedere i servizi. Quali diritti e quando i ricorsi.

Il sistema Aec nel Municipio Roma XIII e i rapporti utente-operatore Anffas Ostia e le Micro Equipe. Interverranno il Presidente Anffas Ostia Onlus Ilde Plateroti, il Direttore Generale Anffas Ostia Onlus, Stefano Galloni, l’Assistente Sociale Dott.ssa Giada Capogna, referente scuola Anffas Ostia Onlus. A Coordinare tutto una giovane mamma, la dottoressa Giulia Ranisi, appena nominata a capo del coordinamento giovani Mamme Anffas Ostia Onlus.

“L’idea - spiega la dottoressa Ranisi – è di creare un punto di incontro dei genitori sul territorio, con un comune denominatore, la disabilità. Districarsi nella pubblica amministrazione diventa sempre più difficile e per una famiglia è un trauma. Non è mai semplice capire quali siano i propri diritti, gli strumenti più idonei per aumentare la qualità della vita delle famiglie. Non sentirsi soli in questi momenti e abbattere quel muro di disinformazione che c’è dietro la disabilità è fondamentale”.

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